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Donne informatiche che hanno cambiato il mondo

Donne e informatica, un binomio spesso vincente che ha generato anche scoperte che utilizziamo ancora oggi e che ci rendono la vita più facile o comoda.

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Siam tutti con il naso per aria a ricordarci della luna, ora che son 50 anni che ci abbiamo messo piede e non per ritrovare il senno che per quello non basta andare neppure su Saturno. Se ne è scritto e visto parecchio in questi giorni, ma nessuno a ricordare che è grazie a una donna se Apollo 11 è atterrato evitando un disastro a 3 minuti dall’allunaggio, ovvero grazie a Margaret Hamilton, che può essere considerata l’inventrice dei software moderni.

Donne e informatica, un binomio spesso vincente che ha generato anche scoperte che utilizziamo ancora oggi e che ci rendono la vita più facile o comoda. Come l’ideazione della tecnica di trasmissione basata sulla variazione di frequenza alla base delle moderne tecnologie wireless. E, sorpresa nella sorpresa, è stata Hedy Lamarr la geniale inventrice, ovvero l’attrice che con il suo nudo in “Estasi” nel 1934 generò scandalo al Festival di Venezia. Queste e altre storie son raccolte nel volume L’informatica al femminile. Storie sconosciute di donne che hanno cambiato il mondo di Cinzia Ballesio e Giovanna Giordano (che peraltro è anche una delle donne che ha dato vita al movimento definito odiosamente delle Madamine…) e pubblicato da Neos. Il volume, mescolando storia e scienza, aneddoti divertenti e spiegazioni scientifiche, raccoglie una serie di ritratti di donne che hanno contribuito a cambiare il mondo.

A cominciare da Ada Lovelace Byron, nota soprattutto come la “figlia di Lord Byron”, ma che può essere considerata la prima programmatrice della storia, essendo stata la prima al mondo ad aver scritto un algoritmo adatto a essere eseguito da una macchina e la prima a suggerire l’uso delle schede perforate per impartire istruzioni alle macchine. Ada collaborò con Charles Babbage, il matematico inglese che progettò la macchina analitica e che nel 1840 presentò i suoi studi al secondo Congresso degli scienziati italiani all’Università di Torino. Se la macchina analitica è riconosciuta come un primo modello per il computer, gli appunti di Ada sono la prima descrizione di un programma informatico. Fu Alan Turing a dichiarare che senza gli studi della Lovelace non avrebbe potuto concepire il modello ideale di calcolatore, detto proprio Macchina di Turing, utilizzato ancora oggi per valutare la complessità degli algoritmi.

E anche i primi “computer” son state donne: durante la Seconda guerra mondiale, più di ottanta laureate in Matematica furono arruolate nell’esercito degli Stati Uniti con la qualifica di computer, ovvero persone che eseguivano calcoli. Sei di loro, nel 1945, parteciparono alla realizzazione del primo computer interamente elettronico.

Barbara Notaro Dietrich

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