Ultimo appuntamento in tempo di campagna elettorale in questa sfida che sarà ricordata come il derby tra europeisti da una parte e sovranisti dall’altra. Questi ultimi, come emerge dai sondaggi focalizzati sull’Italia, sono ancora in testa, ma come emerge dai primi risultati in Olanda, a volte il voto reale non segue l’intenzione espressa agli istituti demoscopici.
E così, al 23 maggio la Lega segna un 31,21% che sa di exploit, come il 40,81% che fu ottenuto dal Partito Democratico nel 2014. Ma se si votasse in rete attraverso gli utenti e se i voti fossero le interazioni tra questi, quali sarebbero i risultati?

A darci un’indicazione del caso è il risultato complessivo dei lavori condotti nelle ultime 5 settimane dai team del gruppo #Unito4Europe: la sommatoria dei livelli di engagement (coinvolgimento e azioni sui post condivisi dalle pagine di partito e dai candidati) rilevata nelle prime due settimane di maggio sulle pagine ufficiali di partito, ha confermato i trend registrati nei precedenti report, seppur con qualche sorpresa.
Movimento 5 Stelle e Lega si assestano rispettivamente al primo e al secondo posto nella classifica virtuale, ma il gap tra i due è notevole. Seguono – nettamente staccati dal M5s ma a ridosso della Lega – Forza Italia, Più Europa, Pd e Fratelli d’Italia.

Gli indici di gradimento vengono rivoluzionati se si includono nelle rilevazioni anche i dati prelevati dalle interazioni sulle pagine dei principali leader di partito: il leader del Carroccio, dopo la fortunata esperienza della campagna elettorale 2018, ha riproposto il “Vinci Salvini”, web contest dove quotidianamente l’utente social che fa segnare il maggior numero di commenti, condivisioni e reactions ai post della Lega può vincere una telefonata o un incontro con lui. Il contest ha confermato il successo dello scorso anno, incidendo in maniera netta sulla bilancia delle interazioni di utenti e follower nei confronti del proprio leader e vice-premier

Il M5s scivola al secondo posto, con un ampio distacco, ma non può incolpare il proprio leader Luigi Di Maio: anche per lui un livello di interazione e apprezzamento molto elevato. Terza e quarta piazza per Fratelli d’Italia e Forza Italia, i cui post dei leader Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi non mostrano un appeal capace di sconvolgere il mondo di Facebook e Twitter.

La prima forza nell’area di sinistra è l’alleanza PD-Siamo Europei, che anticipa la lista Più Europa, che ha fatto quadrato intorno a Emma Bonino, sempre più leader e donna immagine del partito.

Un focus sui partiti

Lega e Salvini sono diventati sinonimi, il leader ha fatto un importante lavoro di comunicazione di sé, l’ultimo stratagemma messo in campo è il concorso “Vinci Salvini” che permette ai follower più attivi di vincere una telefonata o un incontro con lui. A strumenti più moderni Matteo ha associato metodi più tradizionali: ha avviato un tour nelle principali piazze italiane durante gli incontri ha arringato la folla trattando i soliti temi cari al partito: immigrazione, cannabis e Rom, promettendo di chiudere i porti, diminuire gli sbarchi, impedire la vendita di Cannabis (permessa dalla legge del 2016). Inoltre le manifestazioni antagoniste svoltesi in concomintanza con i talk di Salvini sono state utilizzate come elemento di forza mettendo in secondo piano il dissenso.

Forza Italia Berlusconi. Anche la presenza online di Forza Italia è frutto di un abile social media manager, i post condivisi della pagina del partito sono tutti orientati alla propaganda, molti sono i riferimenti a Silvio Berlusconi e alla sua recente convalescenza ospedaliera che non gli ha impedito di presentarsi come capolista ovunque tranne che nel centro Italia, lasciato ad Antonio Tajani, il cui punto di forza è l’essere presidente uscente del parlamento europeo. Da Forza Italia arrivano forti critiche al governo principalmente per le scelte economiche e per l’instabilità generata dai litigi tra Salvini e Di Maio. Critiche che diventano un tutt’uno con la propaganda portata avanti dal partito che associa le presentazioni dei candidati e al programma elettorale: salvaguardia impresa, crescita economica abbattimento tasse e aumento sicurezza.

PD – Calenda. Il PD con Calenda ha concentrato le sue forze sulla propaganda nelle piazze, un po’ come ha fatto Salvini negli ultimi mesi. La differenza però è che se la Lega fa leva sui sentimenti negativi dei suoi elettori, il PD usa una narrazione basata sull’uguaglianza, sull’educazione e sulla conoscenza presentando un programma elettorale che riguarda l’Europa tenendo conto delle esigenze dell’Italia.

+Europa si focalizzata sulla figura di Emma Bonino e sul programma elettorale: diritti civili, europeismo e sviluppo dell’Italia, sono i punti più salienti.

Fratelli d’Italia – Meloni. Si punta sulla propaganda elettorale in un’ottica di difesa dei presunti valori di italianità e patriottismo, tutela del made in italy, difesa dei valori della famiglia e della maternità, vincoli a immigrazione e blocco navale, no all’austerity. Da parte loro si aggiunge una forte presa di distanza dalla sinistra ma anche dagli alleati 5stelle della Lega. Il partito riprende talvolta infografiche che mostrano dati elettorali secondo cui FDI sarebbe il secondo partito di destra dopo la Lega. Come trovata social si segnala “trofeo dell’anti-italiano” per eleggere tra i personaggi avversi a FDI, qual è il più anti-italiano.

La sinistra e Verdi
La sinistra si caratterizza con pochi post ma viene chiaramente espresso il messaggio elettorale: La sinistra è antifascista, femminista e antirazzista. Si continua con una critica forte al governo per le politiche razziste intraprese.  E sul fronte dei programmi la Sinistra avanza la proposta di soluzioni fiscali tipicamente progressiste nel caso in cui andassero al governo (patrimoniale, eliminazione dei paradisi fiscali, aliquota minima per società europee al 25%)
Per i Verdi  su 220 post il 90% parla di ambiente. Le proposte in chiave europea non mancano soprattutto in materia di anti-inquinamento.

Per i 5 Stelle, i social media sono terreno di molta propaganda sui punti del programma elettorale ma anche di indicazioni concrete di come si vota a queste elezioni. Su politica Europea il M5S prende le distanze da “lobby e multinazionali” spingendo per la lotta all’evasione fiscale. Su immigrazione si chiede alla nuova UE una miglior redistribuzione, la partecipazione tra Stati membri e il rimpatrio dei clandestini.

 

Giuseppe Tipaldo e i tre team di Quaerys

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