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Giovanni Boldini: la bellezza della bellezza

Una mostra illustra le ragioni per le quali Boldini divenne il primo "cantore" della allora nascente industria della moda.

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Occorre avvicinarsi alla mostra in corso in questi mesi a Ferrara, dal significativo titolo “Boldini e la moda”, per cerchi concentrici: dapprima, come a volo d’uccello, per apprezzare Ferrara, la sua città natale e dove egli volle essere sepolto, con le sue strade, le mura, i palazzi aulici e l’incedere ordinato e cortese dei suoi abitanti; quindi entrare nel Palazzo dei Diamanti, ove ha sede la mostra, palazzo che è senza dubbio uno dei capolavori architettonici della città; infine ammirare la mostra vera e propria che raccoglie oltre 100 opere di uno dei maggiori pittori italiani della fine dell’800 / inizi ‘900, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo.

La mostra inizia con il descrivere i primi passi del ragazzo, dotato di indubbie innate doti artistiche, che sono state affinate via via a Firenze, a Napoli, a Parigi, a Londra e poi di nuovo a Parigi.

E’ questa la città allora emergente, piena di fascino e di stimoli culturali ed intellettuali, in piena rivoluzione urbanistica, che accoglie Boldini e che questi non lascerà più per tutta la vita.

La mostra illustra inoltre in modo chiaro le ragioni per le quali Boldini divenne, forse, il primo “cantore” della allora nascente industria della moda, grazie alle sue tele ed al suo gusto estetico, ancor prima che ciò avvenisse tramite la fotografia, il cinema o le stesse riviste di moda.

Si innestò infatti un circolo virtuoso in base al quale i migliori sarti, cappellieri, calzolai, si sforzavano di perfezionare i loro prodotti sapendo che poi sarebbe stato proprio Boldini, ancor prima del grande pubblico, a decretarne o meno il successo tramite l’utilizzo, nei quadri, di questi accessori.

Il maggior pregio della mostra appare essere proprio questo: aver saputo affiancare ai numerosi quadri del grande maestro, tutti di ineguagliabile bellezza e fascino (basti pensare, oltre ai  numerosi ritratti femminili, a quello di Giuseppe Verdi, eseguito in pochissime ore a Parigi, nello studio del Pittore, nel 1886), i vestiti, gli oggetti preziosi e gli  accessori originali dell’epoca, in un gioco di rimandi e di conquista per lo spettatore che così comprende perchè proprio in quegli anni, di fine secolo, il costume e la moda siano diventati fenomeni di massa e lo spaccato di un’epoca.

Alessandro Re

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