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Le storie parallele del M5S e dell’Uomo Qualunque

Il Movimento 5 Stelle, per esempio, è afflitto da una cronica mancanza di personaggi adeguati al ruolo ricoperto nelle istituzioni

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La storia si ripete (quasi) sempre

Nel Movimento Cinque Stelle esistono delle oggettive e verosimili somiglianze con il primo partito d’opinione che nacque nel dopoguerra.

Giannini e Grillo condividono una istrionica capacità di affabulazione contagiosa.

Le cronache dell’epoca parlano di piazze galvanizzate e stupite per il linguaggio così diverso da quello dei politici del tempo.

Guglielmo Giannini aveva alle spalle un mestiere di commediografo e giornalista e con i soldi di una zia ricca aveva fondato un giornale: L’Uomo Qualunque, nel 1944.

Dopo solo un anno quel giornale divenne (ohibò) “MOVIMENTO” e nel 1946 nasce il partito ovvero il “Fronte dell’Uomo Qualunque”.

Il giornale è scritto con un linguaggio da 1000 parole perlopiú fustiganti e moraleggianti. Usa la storpiatura e la derisione degli avversari: Calamandrei è chiamato Caccamandrei e i personaggi presi di mira compaiono in una vignetta che ha per titolo PDF (no, non è Acrobat, ma “pezzo di fesso”). Una forma di satira pesante che si spinge a trasformare l’espressione “vento del nord” (ossia la spinta a un rinnovamento morale) in “rutto del nord”.

Le idee di Giannini sono sorprendentemente simili a quelle di Grillo: per governare,

«… basta un buon ragioniere che entri in carica il primo gennaio e se ne vada il 31 dicembre. E non sia rieleggibile per nessuna ragione»

Idee che fanno breccia nelle menti degli elettori meno attrezzati a distinguere tra un abile oratore e un politico attrezzato.

Alle amministrative del 1946 si presenta con una serie di candidati raccolti in tutta Italia e coordinati dai “Nuclei dell’Uomo Qualunque” una sorta di “Meet Up” ante litteram.

Al Nord non ottengono che il 4%, con una punta del 7% in Liguria (ohibò)

A Roma diventa il 2°partito, ma è nel meridione che sfonda con il 24,8 di Palermo e il 30,6 di Catania.

Un capitale di voti che si rivelò gassoso.

Alle successive elezioni dimezzarono i consensi, tentarono un accordo con la DC prima e con il  PCI poi per sopravvivere nel Parlamento, e infine, nel 1953, il partito si sciolse.

In 9 anni si concluse la parabola di una formazione nata sulla protesta anti-sistema e priva di una proposta di governo articolata, come era priva di uomini e donne in grado di saperla condurre e gestire.

Veniamo al Movimento 5 Stelle che è afflitto da una cronica mancanza di personaggi adeguati al ruolo ricoperto nelle istituzioni.

I meet-up potevano essere l’embrione delle istanze di base di un movimento alla stregua dei Nuclei qualunquisti. Dopodichè i progetti politici necessitano di uno sviluppo e di una evoluzione. Le “parlamentarie” hanno rappresentato quanto di più lontano dal concetto di sviluppo e di evoluzione.

Si sono rivelate, al contrario, involutive.

Sono state del tutto assimilabili a dei provini per reality, ove venivano scelti dei candidati al parlamento italiano sulla base della loro usabilità in favore di telecamere. Producevi in proprio il tuo spot per aspiranti influencer, postandolo sul Blog delle stelle, e poi, con qualche like in più (176) ti ritrovavi vice-presidente del Consiglio.

Ma quando mai ti capiterà una cuccagna simile? Sono un esercito di 4500 persone ad essere state selezionate con cotal sistema nei Comuni, nelle Regioni, nelle Province oltre che nelle massime istituzioni parlamentari nazionali ed europee.

La totale mancanza di Democrazia interna ha poi completato l’opera, perché non c’è modo di tenere serrati i ranghi di una massa così eterogenea e impreparata, se non con un pugno di ferro e una continua sindrome da accerchiamento.

Chi non si allinea è un nemico.

Chi critica è un traditore.

Chi mugugna è un disfattista.

Il tutto calato in un contesto dove la discussione, il confronto e l’elaborazione politica sono del tutto assenti.

Finiranno esattamente come l’Uomo Qualunque in quanto ne hanno seguito le orme fondative e l’implementazione dei quadri dirigenti.

Affermare che un paese possa essere governato da ignoranti e incompetenti (purchè onesti) è il vulnus che accomuna Giannini a Grillo.

La storia remota e recente lo ha sancito.

Giulio Galetti

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

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