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Surreal: la colazione creativa, caffè corretto arte e design

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Una colazione creativa: caffè corretto arte e design, sullo sfondo (all’inizio) New York, ma oggi anche Torino. Creative Mornings, presente ormai in circa centottanta città, offre un paio d’ore di evasione dalla realtà prima di ricaderci bruscamente una volta timbrato il cartellino. Sì proprio come una colazione al bar.

Il suono di un cucchiaino girato in una tazzina di caffè, un croissant croccante che viene morso, il chiacchiericcio assonnato delle 8.30 di mattina di chi ha deciso di concedersi una colazione al bar prima di andare in ufficio. Ma ora immaginate di poter vivere tutto questo non nel vostro bar di fiducia dove la schiuma del cappuccino è più cremosa e ormai il proprietario vi saluta per nome, ma in uno studio di design, in un giardino botanico, nel laboratorio di un’università storica.

E’ proprio questo quello che fa Creative Mornings: propone un’occasione per iniziare bene la giornata. E non si limita alla colazione. Subito dopo segue un micro talk di non più di quaranta minuti che mette in primo piano la creatività. Creatività come sogno, creatività come simmetria, creatività come surreale. E ciò che è davvero creativo è che questo avviene in centottanta città del mondo con lo stesso tema e quasi in contemporanea, fusi orari permettendo.

Nella nebbia del 25 gennaio di una città che si stava piano piano svegliando: Torino appunto, i lavoratori, immersi in quella nebbia, apparivano esseri sovrannaturali e sono andati ad ascoltare nella società di design Quadrilatero – nel quartiere Aurora – un talk. Il tema? Surreal. Riconquistato il calore con un tazza di caffè e un buon crossaint, la loro attenzione è catturata da un ragazzo occhialuto con un buffo cappello e un fare impacciato che si presenta come Nicholas Polli, fotografo svizzero che dal 2016 si occupa di un ambiguo progetto “Ferox, the forgotten archives”.

Le prime immagini scorrono e il racconto avvolge umido come la nebbia il pubblico: dal 1976 l’IEMS (International Exploration for the Mars Surroundings) studia alcuni meteoriti provenienti da Ferox, una luna di Marte di recentissima scoperta.

Gli occhi si sgranano e dei brividi corrono lungo le schiene: sono state mandate delle sonde a studiare il pianeta e sono stati condotti un’infinità di esperimenti, senza che nulla venisse reso pubblico, senza che trapelasse neanche una notizia. I più complottisti hanno sul viso una punta di ironia: “Ve lo avevamo detto noi che ci nascondevano qualcosa”. I realisti semplicemente non ci possono credere, lo sguardo di Roberto Clemente, l’organizzatore, parla chiaro: “Beh cari, noi vi avevamo avvisato: il tema è Surreal”.

Polli sembra, però, non essere colpito da ciò che ha provocato, va avanti a spiegare le foto che ha raccolto finché non si ferma, fa una piccola pausa, gira l’ultima slide: la slide è nera ma la scritta bianca è chiara: “E’ tutto falso”.

La lettura del fotografo sottolinea le parole che galleggiano come surreali nell’aria che ancora sa di caffè. Tutto quello che è stato presentato è un’invenzione, non esiste nessun IEMS, nessun Ferox, le foto sono state create tutte da lui con oggetti di tutti i giorni: Ferox è l’ingrandimento di un uovo di quaglia, la porzione di Via Lattea è un cartoncino con dei glitter bianchi, lo scienziato che nel ‘44 ha trovato i meteoriti è suo padre adeguatamente vestito, i grafici sono stati inventati.

n realtà uno studio dietro c’è ma non ha nulla a che vedere con la galassia o nuovi pianeti, anzi è un argomento terrestrissimo: le fake news, meglio conosciute in Italia come le “bufale”. Sono il cruccio del web e Polli ci ha ancora una volta dimostrato che qualcosa di completamente assurdo, surreale appunto, apparentemente sostenuto da studi scientifici viene reso, agli occhi degli spettatori, così credibile che nessuno mette in dubbio la sua veridicità.

Che dire, è surreale che non ci si ponga domande ma la scienza è scienza e chi la capisce è bravo. Giusto? No.

Paola Ricciuti

La foto in evidenza è stata concessa da FIONDA (Studio di Comunicazione Visiva)

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Paola Ricciuti
Nata a Torino il 22 maggio 2002. Studentessa del liceo Classico Vittorio Alfieri di Torino. Redattrice de "L'Urlo", giornalino d'istituto sul quale scrive dal 2017. Si interessa di: viaggi, libri (alto rischio di perderla in una libreria), cinema, teatro e cucina (dolci insieme ai suoi fratelli, salato anche da sola) Sogno nel cassetto: unire aiuto umanitario, eco sostenibilità, viaggi e comunicazione  in un unico lavoro. (Va bene, anche mangiare senza ingrassare).

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