Un’apertura in una roccia da cui può uscire del fumo, posta a qualche metro di altezza, sicuramente rappresenta un’immagine affascinante per piccoli e grandi. Un ingresso in un luogo misterioso? Un’entrata in una grande caverna? Addirittura, verso un’altra dimensione? La mente corre alle immagini del Signore degli Anelli ed alla porta che dà accesso al mondo dei nani. Una favola?

No, non è un film fantasy

L’apertura esiste veramente (o meglio esisteva) ed oggi è sostituita da un grande tubo che fuoriesce dalla roccia. Si trova nelle rocche sopra il Tanaro subito dopo Alba e prima della valle del torrente Seno d’Elvio. Un’informazione precisa è fornita dallo studio di fattibilità per il progetto di riqualificazione della linea ferroviaria Bra – Alba – Castagnole Lanze in data 31 maggio 2017, consultabile su internet. Dalla stazione di Alba parte la linea per Asti interrotta da tanto tempo per pericoli derivanti dalla galleria Ghersi. Oggi è percorsa solo ogni tanto dai treni turistici con le locomotive a vapore e da quelli per effettuare lavori.

La linea ferroviaria oltre Alba descrive una grande curva acquisendo un livello superiore rispetto alla città e percorrendo la collina. Prima attraversa la strada Alba-Neive, poi incontra una breve galleria, denominata Raineri, di poco più di 100 metri. Successivamente vi è un breve tratto e dopo la lunga galleria Ghersi, di oltre un chilometro, parallela alle rocche del Tanaro, che termina nella valle del torrente Seno d’Elvio.

Il fascino della galleria Ghersi e del condotto Fenoglio

Il percorso è descritto analiticamente nello studio di fattibilità citato. In particolare, la galleria Ghersi, “la più lunga dell’intera linea, si sviluppa all’interno del versante settentrionale della collina che dalla località Altavilla si estende fino alla cascina Ghersi, per poi degradare verso il torrente Seno d’Elvio”. “La galleria, con sezione ogivale di circa 28 m2, priva di arco rovescio, è stata realizzata nel periodo 1864/65 con rivestimento in muratura di mattoni. E’ dotata di 33 nicchie lato monte con cadenzamento di circa 28 metri e canaletta di raccolta delle acque alla base del paramento lato Tanaro. Quasi a metà della galleria è presente un condotto di aerazione e scolo delle acque che sfocia sul versante lato Tanaro”.

Lo studio di fattibilità regala utili informazioni

L’effetto dell’azione di ruscellamento, con contestuale riduzione dello strato di copertura della galleria Ghersi che transita all’interno dell’ammasso marmoso, è visibile in corrispondenza dell’uscita del condotto di aerazione, che insiste a circa 2/3 dell’altezza della parete nel punto di minore elevazione del fronte, nelle vicinanze proprio della zona di conferimento dell’impluvio soprastante. La parte terminale del condotto di aerazione, anch’esso rivestito di mattoni, è crollata ed è stata sostituita da un tratto di tubo metallico”.

Pertanto, l’apertura esisteva veramente, era in mattoni e rappresentava il punto di uscita della condotta di aerazione della galleria. Il lettore dello studio di fattibilità a questo punto incontra una sorpresa. Al canale di aerazione è stato dato un nome ed un nome molto illustre. Riprendendo lo studio di fattibilità si legge che il condotto è “comunemente denominato Fenoglio in quanto citato dallo scrittore nei racconti degli eventi della Resistenza Partigiana in Langhe”.

Anche il Partigiano Johnny attraversò la galleria

Al proposito vengono immediatamente in mente alcune drammatiche pagine del Partigiano Johnny presenti nel capitolo 20. Si descrive un’azione condotta da un gruppo di partigiani contro la caserma nemica. Uno di essi, sparando con la mitragliatrice, avanza senza ripararsi e viene gravemente ferito. I suoi compagni decidono di portarlo a Neive. La via più veloce è quella fornita dalla strada ferrata. Il ferito viene collocato su un carro. Come si legge nel libro, “costeggiarono il fiume, la sua magrezza caricandosi di minacciosità nel buio, varcarono il ponticello ultimo sulla canal della centrale alla sua confluenza nel fiume e cominciarono a salire”.

Una descrizione dei luoghi molto precisa

Alba aveva una centrale idroelettrica con una sorta di cascata dell’acqua, incanalata in un percorso parallelo al Tanaro e che poi confluiva in esso. Il carro ha seguito questa via e poi il ferito è stato portato in alto ed è stata imboccata una lunga galleria: la Galleria Ghersi. In effetti, seguendo la direzione indicata, si arriva al breve tratto posto leggermente in alto rispetto al fiume tra la breve galleria Raineri e la lunga Galleria. Il ferito è stato trasportato percorrendo quindi quest’ultima nella direzione verso Neive. Certo il cammino di oltre un chilometro, nel buio in una galleria, piena della fuliggine derivante dal passaggio dei treni a vapore, non era facile.

Ecco la descrizione che ne fa Beppe Fenoglio. “La galleria li inghiottì, Johnny il primo con la lampada, il ferito e i quattro portatori con la scaletta, e le due riserve ultime. Sulle prime fu un buon procedere, perfino interessante, senza troppo incespico; in una non gradevole atmosfera carboniosa, ma più avanti uno dei portatori balbettò, a bocca essiccata: quanto è lungo – chilometri – ma quanti – non ricordo, ma chilometri. Un compagno lo schernì, aveva paura ci passasse un treno? No, so benissimo che la linea è interrotta da mesi, ma non è il treno. Io ho paura di ben altro. Ecco: delle mine ho paura – che mine? – disse Johnny duramente – chi t’ha detto che la galleria è minata? E quando e da chi?”.

Nel racconto di Fenoglio il senso dell’intitolazione

Finì lì ma era agonia posare il piede, com’era un tossico sollievo risollevarlo. Ora i portatori chiedevano cambio con aspre imperative voci, e le riserve vi si sottomettevano sullenly, dando sulla voce ai reclamanti. Il ferito sibilava, tra aride labbra socchiuse e deformi. Johnny fece la sua parte nel trasporto, e fu bene, perché si sentì restituito in pieno allo scopo, alla realtà della cosa ma quando finiva la galleria? Era come l’amore, è la guerra”. “Ma ecco lo sbocco del tunnel chiuso eppure socchiuso all’azzurrina, mossa luce della prealba. Ci fu un sospiro di liberazione ed un concorde rush all’aperto”. Finalmente fuori dalla galleria! E certamente, dopo aver letto questa pagina, si comprendono le ragioni dell’intitolazione.

Oreste Cagnasso