In Italia il dibattito da molti mesi è centrato sul Covid19 e su come il Governo ed il Paese lo stanno gestendo.
Dalla scorsa primavera il leit-motive è stato che non è bene criticare ed attaccare la politica in un momento di crisi e che tutti debbono concentrarsi sulle soluzioni.
Così in gran parte è stato fatto.
Ora sono passati molti mesi ed il dibattito continua, anche se non mancano le voci critiche. Purtroppo però la stragrande parte delle critiche vengono ai politici dai politici in cerca di dividendi elettorali e sono, oltre che di parte, prive di costrutto.
Come chiunque abbia avuto responsabilità gestionali sa è impossibile migliorare se non si analizzano le azioni fatte per valutarne le conseguenze in un costante progetto di miglioramento. Si impara e si migliora dagli errori.
Lo fanno gli scienziati, lo fanno i manager, lo fanno gli sportivi e tutti i “buoni padri di famiglia”.
Ritengo sia ora che la società civile cominci a farsi delle domande. Per capire a fondo i problemi irrisolti del nostro Paese.
Innanzi tutto il tema di come fosse possibile che noi non avessimo un piano pandemico quando era evidentemente un rischio possibile. Qualsiasi azienda che si rispetti ha una funzione di “risk management” sempre attiva. Ed è in alcuni casi un obbligo di legge come per la sicurezza.
Ma oggi dobbiamo domandarci cosa non ha funzionato e non sta funzionando nella nostra sanità.
Com’è evidente dalla tabella qui sotto le percentuali di morti ogni 100.000 abitanti sono le più alte dei paesi presi in esame e la mortalità per positivi è, insieme a quella dell’Inghilterra la peggiore.

Ma dobbiamo anche domandarci come mai i nostri dati siano i peggiori nonostante le chiusure assai più severe di quelle che altri paesi hanno operato.
Dovremmo in realtà ribaltare il ragionamento: noi abbiamo dovuto subire restrizioni assai più severe proprio a causa della nostra sanità che non funziona. E non funziona anche nelle aree del paese considerate eccellenti, figuriamoci in quelle non considerate tali.
Qui sarebbe auspicabile una analisi seria e completa da parte di esponenti della società civile.
Da questo ragionamento dovrebbe conseguire una analisi del costo, enorme, che la nostra economia ha dovuto subire – causa di queste lacune.
E mi auguro, anche se non ci spero, che le responsabilità prima o poi emergano.

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Cesare Valli

Esperto di strategia di Comunicazione Ha gestito alcune delle più note società nei comunicazione a livello internazionale lavorando su più mercati mondiali. Al suo attivo 5 privatizzazioni, oltre...

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