fbpx
Home Politiche Disastro annunciato e confermato

Disastro annunciato e confermato

-

Non c’è dubbio che la pandemia di Covid-19 abbia colpito duro, in maniera violenta e inaspettata.

Il nostro paese e i suoi governanti hanno dovuto fronteggiarla come meglio hanno potuto. E tutti abbiamo cercato di supportare il governo astenendoci dalle critiche e cercando di fare quadrato. Tutti uniti. A parte le opposizioni politiche che non hanno fatto altro che cercare assiduamente di sfruttare l’emergenza per guadagnarsi qualche voto nel vuoto pneumatico di proposte praticabili.

Ma è davvero così?

Prima o poi si dovranno fare i conti.

Purtroppo lo scoppio della pandemia era stato già da tempo ipotizzato da diverse fonti. E da precedenti casi.

Infatti diversi paesi a partire dalla Corea del Sud, che avevano fatto l’esperienza della Mers nel 2015, avevano preparato dei piani per la gestione della crisi. Si erano preparati per tempo e hanno eseguito i piani con precisione. Limitando grandemente i danni sia in termini di salute pubblica che economici.

Anche in Germania le cose sono state fatte seguendo piani precisi.

Da noi tutto ciò non è avvenuto. Vuoi per un ordinamento che ha dimostrato di non poter funzionare e che assegna alle Regioni la responsabilità della Sanità, creando disparità inaudite.

Provate ad essere un residente in Lombardia in vacanza sul lago di Garda e di dovere fare un esame serio in zona con in tasca una prescrizione del vostro medico di base ovviamente Lombardo: vi diranno che detta prescrizione in Veneto non è valida e che quindi dovete recarvi dal medico «turistico» (come tutti i vacanzieri tedeschi, inglesi, svedesi, etc.) e farvela approvare! Stranieri in patria!

Pare che le Regioni avessero sui loro tavoli i piani contro le pandemie già da diverso tempo. Pare dal 2007 in Veneto ed Emilia-Romagna e dal 2010 in Lombardia.

Questi piani prevedevano la necessità di fare adeguate scorte di vari dispositivi di protezione quali mascherine, guanti, occhiali, camici, calzari, etc.

Dunque come mai ne eravamo sprovvisti?

Purtroppo per il lassismo di governanti che badano prioritariamente ai loro interessi di partito più che al benessere dei cittadini che governano.

Il caso dei tamponi poi è criminale. Possibile che non avessimo tamponi, reagenti, laboratori dove effettuare le analisi? Certo.

La spiegazione che ci davano è che tutto il mondo cercava i tamponi e nel mercato c’erano fenomeni di accaparramento.

Ma no? Che strano?

Anche i più inetti sanno che quando le crisi scoppiano una delle probabili conseguenze sono i fenomeni di accaparramento. Per questo le scorte si fanno prima.

Quando i prezzi sono bassi, non sotto la tensione della scarsità e gli effetti conseguenti di lievitazione dei prezzi. Per cui, chissà quanti sprechi di pubblico denaro di cui non verremo mai a conoscenza!

Ma ci sono anche fenomeni di violazioni di norme che fanno ipotizzare dei veri e propri reati penali come il rimandare in corsia in alcuni ospedali medici o personale sanitario malato di Covid, apparentemente guariti, senza effettuare alcun tampone di controllo.

Il tutto quando era già ampiamente evidente che i numeri della mortalità erano fantasiosi ed inspiegabili senza i famosi asintomatici che nessuno cercava, controllava, e che beatamente diffondevano il contagio.

Tutte questioni assai delicate su cui esploderanno contenziosi civili e penali da ingolfare i nostri già semi-paralizzati palazzi di giustizia.

Ma vedrete che infilati da qualche parte fioriranno scudi penali e civili per tutti quelli che hanno maldestramente gestito queste vicende. È già stato individuato e bloccato un emendamento al Salva Italia del Pd, ma pare ce ne siano altri già presentati al Cura Italia firmati uno da Salvini ed uno da Marcucci. Ecco il famoso sottogoverno di unità nazionale.

Cesare Valli

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Cesare Valli
Esperto di strategia di Comunicazione Ha gestito alcune delle più note società nei comunicazione a livello internazionale lavorando su più mercati mondiali. Al suo attivo 5 privatizzazioni, oltre 25 quotazioni in Borse italiane, inglesi, francesi e americane. Ha gestito molte delle più significative crisi di aziende ed istituzioni negli ultimi trent’anni. Ha insegnato in diverse Università e Master.

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

it_ITItalian
it_ITItalian