Salta fuori uno scatolone con documenti, libri e foto anni ’70: per dirla con Claudio Lolli, “tempi di lotta e tempi duri d’amore” (lui che era un poeta ha colto che il terreno dell’amore è ancor più difficile e doloroso di quello delle lotte).

Ed ecco che riemerge Gasparazzo. Esce prepotentemente dallo scatolone: le maniche tirate su, la coppola calcata sulla testa, il passo sghembo.

Gasparazzo è stato il personaggio che ha animato le vignette pubblicate sul quotidiano “Lotta continua”: un pezzo importante di Storia del Movimento “oltre il PCI”.

Il suo inventore, Roberto Zamarin, classe 1940, morì in un incidente d’auto nel dicembre 1972.

Lui, il grafico inventore di Gasparazzo, stava trasportando il giornale per la diffusione nelle edicole (alla faccia della “divisione del lavoro”, verrebbe da sorridere se non fosse una vicenda tragica e un argomento comunque davvero serio).

Alcune vignette con gli occhi di oggi sembrerebbero poco comprensibili ai più: chi allora non c’era o non era dell’ambiente della militanza a Sinistra avrebbe bisogno di una, come dire, “articolata introduzione” per comprenderne il senso. Perché un senso c’è sempre. Ed è un senso sempre di un preciso momento delle lotte operaie e sociali. Un senso mai banale di una voce che dalle lotte viene fuori. Ora ironico. Ora iconico. Ora brutale. Ora fatale.

Ironia e immagine, brutalità e fato, ingredienti di un mondo di militanza e speranza, fatto purtroppo non solo di onori, ma anche di tanti errori e di qualche orrore.

Marino Bronzino (co-regista tra l’altro del notissimo Avvocato!, di Portami su quello che canta. Storia di un libro guerriero, che così tante repliche ha avuto specialmente a Torino e dintorni, e di tanto altro…) si è messo di buona lena per selezionare le vignette più incisive o divertenti o significative di un mondo fatto di fabbriche, di lotte, di dilemmi sul “personale-politico”, di rapporto – a volte davvero ruvido – tra base operaia e sindacato.

L’obiettivo è quello di rimetterle in circolazione tra gli amici e comunque per le persone che fossero curiose e interessate.

È stato creato un gruppo di WhatsApp, “I Gasparazzini”: per aderire è sufficiente scrivere a marino.bronzino@gmail.com, esprimere il consenso, indicare le proprie generalità e il proprio numero di cellulare.

Qua e là scriverò qualche riga di commento alle vignette che via via verranno pubblicate, un po’ per ricostruire il contesto, un po’ per…stimolare il dibattito (sorrido).

Vedrete: verrà da dire: “come eravamo lontani e come eravamo vicini”!

Se alcune vignette appartengono a un mondo davvero diverso e di ieri, altre ci riportano crudamente all’oggi.

Non so se era Gasparazzo ad essere avanti o se siamo noi ad essere indietro.

Claudio Zucchellini

Avvocato, Consigliere della Camera Civile di Monza, attivo in iniziative formative per Avvocati, Università, Scuole e Società Civile.

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1 Commento

  1. Ecco, io appartengo a quelli che hanno bisogno di un’articolata introduzione, sto nel gruppo whatsapp fin dall’inizio, probabilmente sono stata inserita per affetto, amicizia, affinità elettive, ho il cuore “rosso” da sempre ma non ho militato in lotta continua e non conoscevo Gasparazzo. Sicchè, avvocato Zucchellini, ben vengano via via i tuoi commenti e spiegazioni e quelli degli altri che hanno qualcosa da dire in proposito. Confesso che alcune vignette mi hanno già lasciata perplessa e che mi sono chiesta se avesse un senso riproporle oggi. Curiosi, interessati sempre, allarghiamo i confini….

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