Il “Washington Post” – terzo giornale più influente negli Stati Uniti dopo il “New York Times” e il “Wall Street Journal” – ha recentemente svelato, in 38 pagine, il piano “Riviera del Medio Oriente” (R.M.O.) progettato da Donald Trump sulle sponde nord orientali del Mar Mediterraneo ove si trova ora la Striscia di Gaza. Esso riguarda il futuro assetto della Striscia dopo la sconfitta dei terroristi di H.A.M.A.S. ed era già apparso sui canali social trumpiani “Instagram” e “Trust”nelle settimane precedenti, con ricostruzioni immaginifiche e fantasiose di quello che Gaza sarebbe stata a guerra finita.

Il piano rivelato dal quotidiano statunitense era stato discusso e approvato il 28 agosto 2025 alla Casa Bianca, alla presenza dello stesso Presidente Trump, dal Segretario di Stato U.S.A. Marco Rubio, dall’inviato speciale U.S.A. in Medio Oriente Steve Witkoff, dall’ex Primo Ministro britannico (1997/2007) Tony Blair ( nella sua qualità di Presidente del “Tony Blair Institute for Global Exchange” ente fondato nel 2016 e destinato a fornire aiuti ai Paesi in via di sviluppo ) e da Jared Kushner promotore immobiliare internazionale e proprietario della “Affinity Partners”, Società di investimento capitali che ha ,come investitori, magnati del Qatar, degli Emirati Arabi Uniti e dell’Arabia Saudita).

Il progetto “R.M.O.” prevede che – a guerra tra Israele e H.A.M.A.S. terminata – a Gaza si instauri una gestione fiduciaria della Striscia affidata per 10 anni agli U.S.A. allo scadere dei quali essa sia affidata ad una amministrazione congiunta dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti. Nel decennio della gestione statunitense i due milioni di palestinesi abitanti nella Striscia di Gaza ( noti come “Gazawi”) ne sarebbero stati allontanati per far luogo alla realizzazione nella Striscia di un grandioso complesso residenziale di lusso altamente tecnologico. I finanziamenti necessari per la realizzazione dell’opera sarebbero stati forniti da Enti pubblici e privati internazionali con l’appoggio del G.R.E.A.T. (Gaza Reconstruction Economic Acceleration Transformation) Trust e della Gaza Humanitarian Foundation governative.

La consulenza economica sul progetto sarebbe stata assicurata dal Boston Consulting Group che prevedeva l’investimento di 133 miliardi di dollari e che avrebbe assicurato un guadagno doppio entro i 10 anni della gestione U.S.A. nella Striscia . Questa ipotesi venne giudicata però “ un sogno avventato” dall’editorialista economico dell’importante giornale israeliano “Haaretz”. Alla realizzazione del “R.M.O” si presentava un notevole serio problema , rappresentato dalla necessità di poter disporre di tutto il territorio della Striscia , occupato dai due milioni di Gazawi. Esso avrebbe potuto essere risolto proponendo a questi, due soluzioni per lasciare liberi i loro possedimenti.

La prima riguardava la possibilità di lasciare volontariamente il loro territorio e i loro beni accettando in compenso un trasferimento in Paesi vicini ( Egitto o Giordania) o in Africa. Su questa ipotesi Anthony Samraini, capo redattore del giornale di Beirut “Orient le Jour” riferisce di contatti avuti da Israele con alcuni Paesi africani circa la possibilità di accogliere profughi dalla Striscia.

In questo caso sarebbero stati assegnati a ogni Gazawo la somma di 5.000 dollari, sussidi per l’affitto di un appartamento nel luogo del trasferimento e la fornitura per un anno di generi alimentari. La seconda ipotesi riguardava coloro che avessero deciso di restare a Gaza, ai quali sarebbe stato fornito – in cambio del loro terreno espropriato e dei loro beni – un “token” ( gettone) digitale che avrebbe consentito loro l’acquisto di un alloggio arredato in una delle otto moderne città che sarebbero state costruite nella “Riviera”.Questa seconda soluzione sarebbe stata scelta ,secondo Trump, dai tre quarti dei Gazawi.

Era previsto che la “R.M.O.” sorgesse sull’esempio dei lussuosi “Resort” realizzati a Dubai (Emirati Arabi Uniti) , a Jeddah e Ryad (Arabia Saudita) dalla “Trump International Organization”, amministrata dai due figli , Donald jr. e Eric, del Presidente Trump. Si prevedeva la costruzione di otto città , gestite in modo altamente tecnologico con l’ A.I. ( Intelligenza artificiale), abitate ciascuna da 250.000 persone.

In ognuna di queste sarebbero sorte abitazioni ultramoderne, grattacieli, hotel di lusso, quartieri dedicati a Data Center, infrastrutture di fibre ottiche connesse con Egitto e Giordania, impianti per ricarica di vetture elettriche, un porto, un aereoporto internazionale, un polo manufatturiero, campi da golf ,un lussuoso resort turistico sulla spiaggia, e una zona industriale prevista gestita dalla “Elon Musk Smart Manufacturing” dell’imprenditore Elon Musk , padrone di Tesla e Space X. Il sogno della “Riviera del Medio Oriente” pare, alla luce dell’attuale situazione geopolitica della Striscia, di non prossima né facile realizzazione in considerazione del fatto che alcuni sostenitori sembrano averne perso l’interesse a seguito delle recenti evoluzioni nello scacchiere bellico nella zona.

Gustavo Ottolenghi

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