Ormai è certo: l’uomo è più attratto dall’inferno della guerra che dalla noia della pace.

Una prossima e imminente guerra planetaria sarebbe comunque l’ultima (per fortuna) e, visto che sarà l’ultima, che lo spettacolo sia sublime! Nell’intero pianeta, grazie ai recenti lampi di guerra, le nazioni stanno facendo di tutto perché l’ultimo spettacolo sia l’evento per eccellenza.

Una lista di sanzioni lunga e assai… noiosa

L’invasione della Russia in Ucraina con sanzioni annesse, sanzioni degli USA alla Cina, la guerra nello Yemen, la Siria, perfino la Svezia e Finlandia proprio in un momento così caldo vogliono fare la loro parte, sanzioni ah… vabbe’, la lista della spesa è infinita e noiosa.

Per rendere più spettacolare l’ultimo giorno del pianeta hanno già provveduto ingegneri e fisici nucleari con l’aiuto stavolta dei migliori graphic densigners. Infatti niente deve essere lasciato al caso. Le nuove bombe atomiche sono un po’ più piccole (così ci dicono) delle atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Ma esteticamente più d’impatto, tali da far rabbrividire qualunque artista d’arte contemporanea, sfidano perfino la bellezza del creato!

Bisogna ammettere che le immagini delle prime bombe atomiche ormai ci sono venute a noia. Abbiamo bisogno di nuova eccitazione, nuovi effetti speciali! La novità, a parte l’immensa forza distruttiva che però chiamerei forza sterilizzante, sarà soprattutto nei colori. Dimentichiamoci il bianco abbagliante e il denso fungo scultoreo che sembrava scolpito da un dio, immagini vintage.

Uno spettacolo di atomica

Nelle nuove Bombe Atomiche (più piccole sì, ma per fortuna tantissime) il fungo scultoreo dopo la prima abbagliante “Apparizione” si trasformerà in un’immagine che mai avremmo concepito. Nel giro di pochi secondi seguiranno le altre, creando una vastissima zona lunga quanto tutto l’orizzonte di effetti psichedelici che ci mostreranno tutta la storia dell’umanità in 3D. Tutto, in un attimo vedremo tutto, dai primordi della terra fino alla sua fine. Che spettacolo!

All’Italia saranno riservate le bombe bio di un verde fosforescente che coprirà l’intero stivale, isole comprese. Sotto il fungone verde, per chi riuscirà a notarlo, (credo solo pochi artisti e critici d’arte) la finezza di tutti i colori dell’universo con sfumature d’oro e d’argento.

I fortunati che potranno ammirare questo tripudio di colori (gli sfigati che in quel momento saranno a scuola o in ufficio chissà se riusciranno a raggiungere una finestra) potranno considerarsi degli eletti. L’ultima visione della loro vita, ma ne sarà valsa la pena.

Per chi non avrà potuto vedere a Roma Il Giudizio Universale di Michelangelo, sarà Il Giudizio stesso a venire a trovarli proprio sotto casa, facendoli sentire letteralmente immersi dentro l’opera michelangiolesca, (nella parte infernale per la precisione) un orgasmo di sensazioni!

Non sembrava semplice arrivare a questa conclusione, invece a piccoli passi (o a passi da gigante, scegliete voi) ci siamo quasi, grazie anche all’aiuto che gli stati stanno dando, vuoi a colpi di “Ce l’ho più grosso del tuo!” vuoi con aiuti militari sotto forma di aiuti umanitari. L’importante è evitare di trovare qualsiasi forma di dialogo o soluzione diplomatica, e no, così finisce il gioco, non vale.

La pace? Non è adesso il caso di fermarsi a queste sottigliezze oltretutto fuori moda. Altre urgenze scalpitano.

Che pacchia guidare un popolo che…. non intralcia

Perfino noi Italiani che credevo fossimo egoisti e disattenti ai problemi di chi soffre, (ricordo che lasciavamo donne e bambini in un gommone per settimane), siamo invece diventati ospitali, coinvolti in prima linea ed entriamo perfino in guerra! Certo, non è stata dichiarata formalmente l’entrata nel conflitto, ma inviare armi e bombe mascherati da aiuti umanitari come può essere considerato dalla parte avversa? Invio di panini con mortadella? C’è stato forse bisogno di una legge per obbligaci a farci il vaccino? Andiamo, non c’era bisogno allora e non c’è bisogno di una legge adesso. Oltretutto è un momento felice per il governo italiano. Guidare un popolo che non intralcia minimamente le sue scelte è una pacchia. Solo trent’anni fa ci sarebbe stata una rivoluzione, per cosa poi? Per la pace?

Sì, con gli italiani mi ero sbagliato

Scopro con sincero piacere di avere molti amici che credevo fossero contro la guerra, pacifisti a oltranza (insomma, mezze seghe). Oggi, invece, sono disposti non solo a sacrificare la loro stessa vita, ma quella della loro famiglia e, chi l’avrebbe detto, la loro Patria! Insomma, siamo disposti a foraggiare una guerra nucleare e quindi un’autodistruzione, pur di venire incontro a un paese che geograficamente pochi italiani sapevamo collocare. Non era mai successo con altre guerre tutt’ora in corso.

Il senso di colpa prima o poi divora

Quale cuore può definirsi più grande? Pensare che il Papa dice che siamo pazzi. Fatto bene a (quasi) censurarlo. Certo, i pochi che resteranno in vita saranno davvero sfigati. Per loro sarà una rottura vedersi sciogliere pezzi del viso giorno dopo giorno. Inoltre sarà problematico andare in giro a cercare un chirurgo estetico con mani ferme a cui non faccia schifo la pittura di Francis Bacon. Ma è un loro karma.

Bisogna dire, però, che il nostro sacrificio porterebbe un bel po’ di benefici. Stop delle cartelle esattoriali e rottamazioni, fine dei problemi di depressione o del figlio che a 37 anni non trova lavoro. Fine del mondiale di calcio, (non ci siamo noi che non ci siano neanche gli altri). Fine di Sanremo, fine dei problemi climatici, fine del Covid, (le mascherine, però, meglio tenerle) ecc.. Vuoi mettere che liberazione in pochi secondi?

Peccato non potremo raccontare l’ultima estatica visione, ma potremmo sempre farlo nella prossima vita; “Io c’ero, pochi secondi prima che mi polverizzassi io ho visto, non sai che spettacolo!!!” Facciamola finita subito però, perché la voglia dell’immenso spattacolo michelangiolesco cresce di minuto in minuto e lo stress dell’attesa potrebbe farci ammalare.

 

Salvatore Garau

Salvatore Garau è uno dei più noti contemporary artist italiani, più volte presente alla Biennale di Venezia. Oltre che come protagonista dell’arte visiva, è noto anche per essere stato il batterista...