Profondamente traumatizzati ed impauriti dalla tragedia in atto, dovremmo cercare di concentrarci sul come evitare la replica di quanto accaduto con Spillover.

Il silenzio, la sottovalutazione, la distrazione rispetto ad una natura che ci si sta ribellando contro.

Dopo gli errori commessi negli ultimi anni, non accorgendoci che la progressiva alterazione e distruzione dell’ecosistema mondiale ci stava portando al rischio della nostra estinzione, cerchiamo almeno ora, durante e dopo questa emergenza Coronavirus, di fare tesoro dell’esperienza e di modificare le nostre politiche e soprattutto le nostre condotte verso l’ambiente che ci circonda e verso le specie animali e vegetali che lo animano.

Chi è molto scettico e quasi sfiduciato a questo riguardo è un autorevole biologo americano, Nicholas P.Money, professore e direttore del Western Program presso la Miami University in Ohio.

Il professor Money ha scritto “nell’era precedente” al Covid-19 un saggio, pubblicato negli Stati Uniti nell’estate del 2019, dal titolo “La scimmia egoista”, oggi tradotto in Italia e pubblicato da Il Saggiatore.

Il sottotitolo dell’opera spiega, attraverso una sintesi molto efficace, la tesi dell’autore e la sua cinica lettura del destino del cosiddetto Homo Sapiens: “Perché l’essere umano deve estinguersi”.

Come il libro di David Quammen, di cui vi ho parlato già sulle colonne de L’Incontro, Money ci illumina sul nostro futuro a breve, caratterizzato da una forzata e permanente convivenza con diversi virus originati dalla nostra folle corsa alla distruzione dell’ambiente.

Questo volume non ci dà speranze sul nostro destino.

Meritiamo di estinguerci: questo è il verdetto del professore americano!

Ci siamo presuntuosamente denominati Homo Sapiens per affermare storicamente la nostra superiorità sugli animali e sui vegetali; siamo invece diventati Homo Narcissus, una scimmia evoluta, profondamente egoista, dedicata soltanto all’ammirarsi allo specchio e ad autogratificarsi.

L’analisi del libro è spietata.

Anche se ci infastidisce e, come tutte le verità ci offende, ci offre però una delle ultime occasioni per meditare su come siamo diventati e su come dovremmo modificare le nostre condotte per evitarci l’estinzione.

Un’ultima chiamata: un ultimo segnale di allarme che Money dubita che sapremo cogliere.

Qual è il suo ragionamento e perché giunge ad una conclusione così drastica e quasi surreale: la nostra totale estinzione?

Cerchiamo di capirlo attraverso un’analisi delle sue tesi.

Il libro ripercorre la storia evolutiva dell’uomo a partire dalle remote origini della nostra specie, tracciando poi la direzione verso cui stiamo andando.

La terra si surriscalderà – secondo Money – e gli esseri umani sgomiteranno tra di loro fino ad ammazzarsi, per accaparrarsi risorse e soprattutto acqua.

I più ricchi avranno la possibilità di emigrare verso i due poli, gli altri, la maggioranza, saranno costretti a vivere in tenebrose città sotterranee, protette dalla luce e dal calore del sole, fino a quella che Money chiama “l’inevitabile estinzione”.

Per il biologo americano, l’appellativo Homo Sapiens è sbagliato perché non rappresenta correttamente cosa siamo diventati: “Significa uomo saggio, intelligente – ha detto Money al New York Timesma se analizziamo il comportamento umano obiettivamente, meriteremmo un altro nome: Homo Narcissus, perché ci comportiamo in modo estremamente egocentrico. Forse siamo anche saggi, ma certo non abbastanza da impedirci di distruggere il resto della natura. L’evoluzione ci ha modellati così: è stata l’avidità a portarci al successo. Siamo stati capaci di sviluppare tecnologie senza eguali. Questo ci ha permesso di acquisire potere sulla natura. In tal modo abbiamo però compromesso il mondo naturale danneggiando così rovinosamente la nostra stessa casa. Lo pagheremo con l’estinzione”.

Secondo Money siamo le vittime di un ragionamento circolare: “Diciamo di essere così intelligenti e saggi perché siamo gli unici ad aver sviluppato sistemi politici o fedi religiose. Ma siamo anche gli unici ad attribuire importanza alla politica e alla religione. Siamo migliori di un bradipo nella foresta pluviale? Forse il fatto che quell’animale sia capace di camminare lungo i rami degli alberi appeso a testa in giù e tanto ammirevole quanto qualunque altra umana attività. Proviamo a considerarci per quello che davvero siamo: parte della natura, circondati dalla natura, immersi nella natura”.

La scienza ci ha donato una capacità di comprensione della natura senza pari ed è questa una delle ragioni per cui abbiamo chiamato noi stessi Homo Sapiens. Inoltre la scienza ci ha permesso di sviluppare la tecnologia ma così, modificando l’ambiente, abbiamo danneggiato un meccanismo delicato. La scienza è un’arma a doppio taglio: ci ha reso straordinari, ma ci ha condotti alla rovina”.

Intervistato dal New York Times, Money ci ha lasciato una piccola speranza di salvezza: “Il mio non deve essere considerato un libro di “aiuto-aiuto”. Penso che ci possano essere strategie per cambiare la relazione con la natura e diventare più gentili con le specie non umane. Siamo stati terribili nei maltrattamenti inflitti alle altre specie. Dovremmo invece riconoscere che gli altri animali non hanno responsabilità per la distruzione ambientale. Potremmo progredire sviluppando un senso di grazia quasi religiosa verso la natura e cercando di diventare custodi migliori del resto del regno animale”.

Fino ad oggi però siamo stati dei folli, autolesionisti, miopi ed egoisti: “Abbiamo già riversato nell’atmosfera – ha scritto Money – un trilione di tonnellate in più di anidride carbonica bruciando combustibili fossili. Siamo già sulla strada per un pianeta molto più caldo e con oceani più acidi. Stiamo già correndo verso l’estinzione e quando saremo davvero scomparsi nessuno sentirà la nostra mancanza.

D’altronde il nostro pianeta ha già attraversato diversi cicli di estinzione durante la sua storia geologica”.

La lezione della pandemia che stiamo tragicamente vivendo ci servirà a qualcosa? O saremo ciechi come già lo siamo stati di fronte agli allarmi di Quammen nel 2012?

Non credo – ha risposto Money – gli esperti di malattie infettive ci hanno avvertito da lungo tempo sulla possibile diffusione di una pandemia virale su scala globale. Hanno anche sottolineato i crescenti pericoli legati alla cattura di animali selvatici nei loro habitat naturali, perché i virus che portano con sé uscendo dalle foreste potrebbero essere trasmessi anche agli umani. Sono molte però le ragioni per cui non abbiamo prestato attenzione. Uno dei motivi riguarda la nostra tendenza a concentrarci sui problemi del momento invece che sul futuro. Questo spiega anche perché la maggior parte delle persone ha per lungo tempo ignorato il cambiamento climatico, che invece rappresenta la minaccia globale per l’umanità, maggiore persino di una malattia pandemica”.

E’ sarcastico il suo messaggio finale per tutti noi: “Il mio libro può essere visto come un messaggio agli alieni che visiteranno la terra dopo che ce ne saremo andati. E’ stato scritto da un umano come una sorta di necrologio anticipato per la propria specie e spiega chi siamo stati e perché abbiamo condotto noi stessi verso l’estinzione”.

Riccardo Rossotto

Riccardo Rossotto

Riccardo Rossotto

"Per chi non mi conoscesse, sono un "animale italiano", avvocato, ex giornalista, appassionato di storia e soprattutto curioso del mondo". Riccardo Rossotto è il presidente dell'Editrice L'Incontro srl