Le fiamme di Notre Dame non intaccano il dibattito elettorale sulle europee che resta legato alle piccole strategie dei partiti di casa nostra.

Il rogo della cattedrale di Parigi suscita una commozione inferiore alla rabbia del mancato reddito di cittadinanza.

L’emozione non incide sul senso di appartenenza europea, anzi. Coi sondaggi che danno la Lega in netto vantaggio i concorrenti discutono su chi si spartirà la seconda piazza elettorale.

Questa settimana stabilisce la cifra tonda rispetto alla scadenza elettorale: l’Europa, infatti, andrà al voto tra meno di un mese e la marcia di avvicinamento, archiviata la vicenda delle candidature, adesso passa attraverso la discussione sui programmi. Forse.

Negli ultimi sette giorni vicende epocali irrompono nella cronaca, ma sono il quotidiano e le tattiche a segnare ancora i punti fermi della discussione.

Tutto questo si riassume in quattro ambiti: quattro cluster di discussione che si distribuiscono sul piano cartesiano e sulla campagna elettorale.

I temi si intersecano appunto e si raggruppano per parole chiave e per ambiti di discussione.

Parole chiave e perimetri di discussione

Sulla destra del grafico si trova appunto la discussione nata dal rogo di un simbolo europeo come la cattedrale di Notre-Dame a Parigi e a un conseguente confronto sull’immigrazione.

Come contenuto simbolo (e detonatore di discussione) è d’obbligo citare il post di Roberto Saviano che ha richiamato l’attenzione, a suo dire, sulla grande incoerenza del momento.

“Piangere per la distruzione di un simbolo europeo, paragonarla alla devastazione della stessa Unione Europea senza battere ciglio per migliaia di morti in mare frutto di politiche poco lungimiranti e divisive sintomo di un’Europa sempre meno unita”, ha affermato lo scrittore.

Una posizione non condivisa da chi ha commentato in rete, la maggioranza degli utenti ha ritenuto che i due eventi non potessero essere paragonati. Il 26% dei commenti analizzati presentava una generale disomogeneità interna mettendo in luce una sensibilità particolare su temi delicati che potremmo riassumere in: Unione Europea, povertà e immigrazione.

Ma con questa presa di posizione e le successive repliche torna il mood riscontrato già la scorsa settimana: si parla di Europa e si pensa all’Italia.

Si parla di Italia andando spesso “fuori tema” e toccando addirittura un argomento made in Italy come il reddito di cittadinanza.

Le cifre giudicate irrisorie hanno alimentato la delusione di una fascia di popolazione frustrata e insoddisfatta che ha riversato sui social i propri pensieri.

L’analisi del sentiment ha messo in relazione le emozioni connesse alla potenziale perdita di un luogo culturale fortemente identitario con la frustrazione di chi vede allontanarsi la sicurezza del sussidio o del lavoro. Dai dati raccolti ed elaborati emerge un forte senso di delusione correlato al Reddito di Cittadinanza, insoddisfazione che risulta essere molto maggiore rispetto al turbamento per il rogo di Notre Dame.

Rabbia, frustrazione e connessioni tra discussione europee e polemiche governative hanno occupato quasi la metà del dibattito online.

Elezioni europee sullo scacchiere romano

Anche gli altri due ambiti di discussione sono fortemente concentrati entro i confini del Paese.

L’altra metà del confronto online si muove sul tema dei candidati. Anche qui un effetto déjà-vu rispetto alle polemiche della settimana scorsa sull’ingresso in lista del nipote di Mussolini.

E questa volta per una parte ci si concentra sulle strategia del centro sinistra, con le sue alleanze e la rincorsa al secondo posto tra i partiti più votati e per l’altra torna in scena Berlusconi. Il Cavaliere, pronto alla sua ennesima campagna elettorale ha stoppato la candidatura di Mara Carfagna nella circoscrizione sud, aprendo la discussione nel suo partito, ma, soprattutto, nei commenti online.

Giuseppe Tipaldo e i tre team di #Unito4Europe

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