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L’Incontro dei giovani del carcere Beccaria con il mondo di fuori

Che futuro attende i ragazzi una volta usciti dal carcere e in particolare qual è la loro possibilità di accedere al mondo del lavoro?

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Riccardo Rossotto al Puntozero Teatro Beccaria

I ragazzi detenuti nel carcere minorile Beccaria di Milano hanno incontrato per una serata il mondo di fuori su iniziativa dell’Associazione Puntozero Teatro Beccaria e della società editrice dell’Incontro, presente con il presidente Riccardo Rossotto e l’amministratore delegato Andrea Bairati, oltre che con il fondatore della rivista Bruno Segre.

Protagonisti della serata, organizzata in tavoli tematici, sono stati alcuni giovani detenuti e i collaboratori dell’Incontro che si occupano – a vario titolo – di tematiche cruciali per garantire la salvaguardia dei principi costituzionali e del valore della riabilitazione del detenuto. Obiettivo della serata è stato quello di far emergere sogni e speranze che animano i ragazzi rispetto ai loro futuri possibili, ma anche dubbi e ansie che li turbano.

Uno dei temi portanti della serata, di cui è disponibile la videoregistrazione fatta da Radio Radicale, è stato il futuro che attende i ragazzi una volta usciti dal carcere e in particolare la possibilità di accedere al mondo del lavoro.

“Il diritto più importante per chi è detenuto in un carcere minorile, riconosciuto dall’ordinamento penitenziario, è quello di essere accompagnati e preparati ad uscire. Questo significa essere inseriti in progetti individualizzati di studio, di formazione, di lavoro, contatti con l’esterno. Un percorso che faccia in modo che quando il minore esce dal carcere trovi una realtà esterna che lo aspetti”, ha sottolineato Emilia Rossi, membro dell’Ufficio del Garante Nazionale dei Diritti delle persone private della libertà personale.

“Il lavoro è la salvezza di tutti, anche per chi parte da esperienze difficili e dure, di cui si trova a pagarne il prezzo in termini di libertà e di cui, come primo passo verso l’uscita, è chiamato ad assumersi la responsabilità. Il fatto che ci sia una possibilità di immissione nel mondo del lavoro, nella società, in tutti i circuiti esterni, non è una cosa che si può avere o non avere, ma è qualcosa su cui tutte le istituzioni sono chiamate ad impegnarsi, a partire dall’amministrazione degli istituti minorili, dagli operatori sociali, dagli imprenditori che negli istituti penitenziari hanno voglia di investire in termini di formazione e in successive assunzioni.”

Da parte sua, ha ricordato Emilia Rossi, il Garante nazionale, insieme a tutte le reti di garanzia, controlla se negli istituti penitenziari di tutti i tipi, ma soprattutto per i minorenni, questi percorsi che la legge stabilisce vengono effettivamente realizzati, affinché queste possibilità siano date concretamente.

L’Incontro al Puntozero Teatro Beccaria

Che l’inserimento nel mondo del lavoro per un ragazzo con precedenti penali non sia facile è stato testimoniato da Renzo Ricci, presidente di Poltrone Sofà, che ha sconsigliato di seguire il percorso tradizionale attraverso gli Uffici per le risorse umane delle ditte o le agenzie di selezione del personale, perché troveranno la strada sbarrata da chi non vuole assumersi responsabilità, visti i loro precedenti. Il consiglio di Ricci è di cercare di parlare direttamente con l’imprenditore, puntando su quelli che hanno costruito imprese senza provenire da famiglie ricche, e di farlo armati di sorriso, con costanza e determinazione, senza arrendersi.

“Negli istituti penitenziari minorili occorre rinforzare la fiducia dei ragazzi in se stessi e accompagnarli al momento dell’uscita ma fuori è necessario che incontrino degli imprenditori che siano onesti”, ha ammonito Don Gino Rigoldi, da 46 anni cappellano del Beccaria. “In base alla mia lunga esperienza, posso dire che la metà di loro pratica lo sfruttamento, mentre una parte pratica un’accoglienza rigorosa e severa, com’è giusto che sia, ma poi li include. Al mondo adulto io chiedo onestà e rispetto per questi ragazzi.”

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Beniamino Bonardi
Il direttore responsabile de L'Incontro

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