7 domande a…” nasce con l’intento di raccontare la nostra relazione con l’automobile, di farlo in forma di domande brevi e rapide, per lasciare spazio all’intervistato. Personaggi noti e meno noti. Auto come metafora di quel viaggio che è la nostra vita, auto come modo di raccontarsi. Soli o in compagnia, sul sedile posteriore come bambini, poi su quello anteriore come adulti. “7 domande a …” è anche un omaggio a Torino “città dell’auto“. Oggi che la civiltà dell’auto è diventata quella della mobilità.

Dalla Route Nazionale 7 al mito della Grande Corniche

Chi non è mai passato di qui? Il primo fu Cesare, a cui, dopo il ritorno trionfale dalla Gallia, i suoi generali eressero, proprio lungo queste curve, un monumento celebrativo: il Trophée des Alpes. E che dire di Dante? Ci venne pure lui (in vacanza?) e la cita nel canto tre del Purgatorio. Cosi Napoleone … che ci passò la notte, pensando forse alla guerra. Insomma di tutto e di più.

Chi non la conosce alzi la mano! Un motivo ci sarà. Re e Presidenti, principi e principesse, ciclisti della domenica e vacanzieri del mondo intero.
Per non parlare di Rally o Formula 1 o di Cinema, con la C maiuscola, del festival di Cannes … chi dei divi non è passato di qui? Campioni veri e very normal people, in tempo di guerra e in tempo di pace.

Dolce vita e vita amara dei migranti, rombo di motori e silenzi…l’ultima notte del rally di Montecarlo non a caso passa di qui. Percorrerla è come sentirsi in aereo, è come atterrare sulla costa: tramonti rosseggianti, mare e monti a 360 gradi, mareggiate e montagne innevate.

Osservatorio del mondo che conta, osservatorio anche astronomico come quello che Eifell e Garnier, per una volta insieme, firmarono su queste curve.
Sentiamo cos’ha da dirci il suo asfalto rugoso.

1 – Il suo nome, ci racconti del suo nome

In realtà ne ho due. Sono la Route Nazionale 7 che qui, tra Nizza a Roquebrune, prende il numero M 2564 : curve avvolgenti, disegnate come la cornice del “grand bleu” del Mediterraneo. Invece per gli indirizzi mi chiamo avenue Des Diables Bleus. Che nome, direte. Il blue del mare ha ispirato il toponimo e i diavoli invece da dove arrivano? Vai a sapere se è solo casuale il fatto che le Diables Bleus siano il soprannome delle truppe di montagna alpine francesi. Comunque per tutto il mondo sono la “Grande Corniche”, una delle strade più celebrate e spettacolari al mondo.

2 – La sua auto preferita?

La Rolls-Royce Corniche, naturalmente. Mi lusinga che una Rolls-Royce sia stata chiamata con il mio nome. La Corniche, sia spider sia cabriolet, è stata prodotta dal ‘71 al 2002 in 5 successive serie.

3 – E dietro la curva?

Improvvisamente …Eze village. Arroccata sulla roccia, impaginata con il blu alle spalle, sembra un miraggio emerso dal mare. Se l’avesse vista Monet dalle mie curve, quando è venuto qui sulla costa a fine 800, l’avrebbe dipinta di sicuro.

4 – Viaggi nel passato, una delle mille storie di cibo e stelle Michelin, di detour e di glamour

Siamo nel ‘54, è maggio. Sono in corso le riprese di Caccia al ladro. Hitchcock percorre velocemente le curve che scendono allo Chateau de Madrid, per la cena. Cinque forchette rosse, il massimo del servizio e della raffinatezza, 1 stella Michelin: “Perché sur un rocher, vue aerienne sur la cote” recita la guida Michelin dell’epoca.
Il menù? Mousse di formaggio ai carciofi, branzino grillé au fenouil, delice du Chateau come dessert .

5 – Ce ne racconti un’altra …

Quella volta che Grace Kelly e Ranieri pranzarono con Josephine Baker all’hotel France a La Turbie. Mangiarono le specialità che avevano dato una stella al France e al famoso cuoco della costa, Jerome: ravioli maison, rognon provencal e vino Bellet (che viene prodotto ancora oggi proprio sulle alture di Nizza).

6 – E oggi che ne è della Grande Corniche?

Oggi sono tornata di moda, il mio asfalto è frequentato in ogni stagione da Ferrari e Rolls e Porsche che vengono a fare giri panoramico sportivi. E poi l’anno scorso sono stata riscoperta anche dal Tour de France, che alla seconda tappa è passato dal Col d’Eze. Non solo, oggi che ci si è adattati al Covid, e che non sono più solo i ristoranti la meta, van di moda “i picnic en plein air” lungo i miei tornanti con vista, come ad esempio a Saint Michel con la vista “ imprenable” su Cap Ferrat. Insomma mi tengo in forma, come lo sono i miei pini, bellissimi e slanciati verso il blue, invecchiati con me .

7 – Una rarità, una cosa che pochi sanno che ci vuole raccontare

Una rarità sono le collezioni di ex voto al santuario del Laghet, collezioni di auto storiche in quelle immagini di persone che si sono salvate da incidenti d’auto impressionanti, alcuni avvenuti proprio sulle mie curve. Un documento storico automobilistico unico al mondo.

Eraldo Mussa

 

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