Oggi, nell’era del consumo rapido ed immateriale della musica da streaming, il vinile sta tornando di moda. Sopravvissuto alla tecnologia digitale, esso certamente appartiene ad un pubblico di nicchia; proprio questa sua peculiarità lo rende un oggetto da collezione, a tratti quasi misterioso. Lo potremmo definire un piccolo patrimonio dell’umanità: un’esperienza sensoriale travolgente che rapisce sensi e corpo, in grado di risvegliare emozioni, pensieri e ricordi primordiali.

Carlo Lecchi, classe 1955, nel 2017 ha fondato a Milano l’Associazione Vinile Italiana (Avi), divenendo in pochissimo tempo un punto di riferimento in tutta Italia. Lecchi ha dimostrato che i vinili sono più vivi che mai, unici nel loro genere spopolano ancora, dopo più di settant’anni dall’introduzione nel mercato, prima internazionale e poi italiano. Il primo disco, infatti, venne immesso nel 1948 dalla “Columbia Records” negli Stati Uniti d’America.

L’associazione, situata in via Washington 48, si trova in un elegante palazzo signorile. Nello spazio, con soffitti a volta ed un’ottima acustica, trovano posto oltre 4000 dischi a 33 e 45 giri, oltre a fotografie, autografi, locandine d’epoca e varie memorabilia. Insomma un cimelio di leggende della storia della musica.

Buongiorno Presidente, ci racconti un po’ di lei. Da dove nasce la sua passione per il vinile, uno dei più amati supporti fonografici?

Ho sempre avuto un forte richiamo per la musica, sin d’adolescente; ho avuto la fortuna di vivere l’epoca aurea dei dischi in vinile a 33 e 45 giri. L’ascolto era tutt’altra cosa: diretto, intenso ed una continua ricerca interiore. Con l’avvento del cd prima, e la musica online dopo, tutto ciò è scomparso e le emozioni sono andate scemando. Per me il vinile è come osservare un bel quadro: una meraviglia sempiterna. Negli ultimi tempi ha ripreso auge sui social, anche tra le giovani generazioni, ed in quel momento ho avuto l’illuminazione di fondare l’Avi.

Di recente le vendite dei vinili sono notevolmente aumentate. Come spiega il trend sul mercato? Un’eterna giovinezza dell’analogico?

Credo che il mercato globale del vinile sia destinato a raggiugere una crescita sostanziale nei prossimi anni. I generi musicali cambiano, ma gli strumenti per ascoltarli tornano sempre alle origini. Basti pensare che oggi gli artisti incidono sia in formato digitale, sia sull’analogico, per lasciare una traccia del loro lavoro. Si ha bisogno di emozioni e di oggetti solidi: il vinile è un double face, in grado di guardare al passato ed al presente simultaneamente.

L’Associazione era presente anche all’ultimo Festival di Sanremo. Avete consegnato il “Premio Avi” alla band “The Pillheads”, il primo disco in vinile realizzato in Italia con l’aiuto dell’IA. Cosa ne pensa?

Il “Premio Avi”, nato nel 2017, rappresenta un riconoscimento importante nel mondo della musica. In questi anni abbiamo premiato numerosi artisti: cito Adamo, i Camaleonti, Mario Lavezzi, Alberto Radius. L’edizione del 2023 è culminata con la vittoria del brano “Sei una mente creativa?”, all’interno dell’evento Sanremo Music Business organizzato da Raffaella Sottile, in cui gli stessi autori si chiedono se l’intelligenza artificiale potrà mai superare quella umana.

È normale che possa destare qualche timore, ma ritengo che debba avere uno scopo di supporto, non un sostitutivo all’operato dell’uomo. Vi sono indubbiamente dei vantaggi, dato l’elevato numero di dati che è in grado di generare. Una sfida etica, tecnologica e normativa che il futuro deve saper cogliere.

Torniamo alla sua collezione. Quali sono i pezzi più rappresentativi ed importanti?

Quello a cui tengo di più è sicuramente la primissima stampa di “Revolver” dei Beatles, che uscì in pochissime copie e che poi John Lennon fece ritirare dal mercato perché non gli piaceva una traccia, essendo mancante dei cosiddetti “cori tibetani”.

Devo assolutamente citare anche l’album “Led Zappelin II”, legato ai suoni ed ai ricordi della mia giovinezza, di quando avevo una band. Emozioni analoghe, inoltre, provengono da un biglietto originale del concerto di Woodstock, un autentico vintage del 1969; pensi che avevo appena quattordici anni. Che nostalgia!

Può parlarci dei progetti futuri?

Nel mese di febbraio parteciperemo, come nostro solito, alla kermesse sanremese per delle iniziative e, tra i mille impegni, conferiremo un premio ad un artista. La nostra associazione, inoltre, nel corso della manifestazione “Sanremo Rock”, espone, da alcuni anni a questa parte, vinili storici di artisti italiani e stranieri che hanno fatto la storia del rock.

Abbiamo esibito anche una chitarra dell’artista- musicista Andy Fluon, uno dei fondatori del gruppo Bluvertigo. La vetrina è tutt’ora presente all’Ariston con il nostro marchio; un vanto per noi di Avi! Il calendario 2024 è in allestimento. Certamente, presso la sede di via Washington, una volta al mese, organizzeremo eventi con personaggi illustri della musica italiana. Non posso svelare altro…

Martina De Tiberis

Martina De Tiberis

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Ferrara con il massimo dei voti. Nel 2021 ha intrapreso il percorso per diventare giornalista pubblicista,...

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