Lo so, lo so. Si pensa che sia sempre cosa buona fare più cose in poco tempo. Il mito del multitasking. Ma se ne perdono tante di cose, facendo così.

Deciso a perlustrare il tragitto Milano-Torino, anziché contare sulle “magnifiche sorti e progressive” dell’Alta Velocità, della “Metropolitana MI-TO”, mi regalo una scelta contro corrente.

Automobile? Si, per essere più libero durante il tragitto. Autostrada? Macché. L’alternativa in questa domenica mattina ventosa e col cielo imbronciato si chiama “Padana Superiore”. E quindi…

Milano, Expo e poi verso Rho, Vittuone e paesini vari (”Osteria dal 1916”, leggo su una insegna mentre Milano è abbruttita da cose tipo “since 1986”), Ponte Nuovo di Magenta, Magenta (la battaglia), il confine storico del Lombardo-Veneto, Novara (anche qui la battaglia) e così via. C’è vento forte. Le risaie sembrano animate ciascuna da  una propria risacca. Canali. Acqua. Verde. Tanto verde. “Cento sfumature di verde!” penso, mentre guardo alberi ed arbusti. Ogni albero, ogni arbusto in questa stagione è a uno stadio diverso di sviluppo.

Penso a quelle altre “cento sfumature”

Com’era? Com’era? Di nero, di grigio, di rosso. Ecco si ricordo, era un’estate in cui andavo avanti e indietro tra Lombardia, Piemonte e Liguria in autostrada. Per sgranchirmi le gambe quindi entravo negli Autogrill e leggiucchiavo i libri esposti. Così mi sono trovato a leggere un capitolo qua e un capitolo là di quella serie delle “Cento sfumature…”. In spiaggia tantissime signore erano intente su quei libri. Mi sono sempre chiesto se, scremate dal lusso e dal potere, quelle vicende avrebbero avuto lo stesso fascino, lo stesso successo.

E siccome lusso e potere mi infastidiscono un tantinello… Eccomi invece ora. Ecco, invece, queste “cento sfumature di verde”. Sono un incontro sorprendente. Ho percorso tratti a 50 chilometri all’ora tra pareti di acacie e sambuchi in fiore così bianche da sembrare abiti da sposa o code di cometa. L’aria è fredda ma apro il tetto. Il vento sibila. Che profumo nell’aria.

Mi fermo. Pioppeti piegati dal vento. Perfino le risaie oggi hanno un loro “sciabordio”. Coi grappoli di fiori di acacia si può fare una frittata o si possono friggere in pastella. Coi fiori di sambuco si fa l’estratto, correggi lo spumante e – voilà – diventa ”hugo”. O l’acqua, per una bibita dissetante.

La corona che si avvicina è di montagne innevate. Un fischio di luce là in fondo, le nuvole si inseguono, si apre uno squarcio di azzurro cobalto. A sinistra, in fondo, le due ciminiere della (ex) Centrale Nucleare di Trino Vercellese. Poco a destra i colli a sud-est di Torino.

Da Milano a Torino non è tutta pianura

Secondo me non sappiamo che da Milano a Torino non è tutta pianura. Eccola là in cima, Superga. Domina le colline. Domina anche Torino. Arrivo a Chivasso, attraverso il Po e lo costeggio in mezzo al verde. Viaggio bellissimo. Me lo son proprio goduto. Un lusso, senza fretta. Senza fretta è un lusso.

Claudio Zucchellini

Claudio Zucchellini

Avvocato, Consigliere della Camera Civile di Monza, attivo in iniziative formative per Avvocati, Università, Scuole e Società Civile.

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