Solo il 65% dei giovani italiani di età compresa tra i 16 e i 24 anni ha competenze digitali di base o superiori. Un dato che ci pone al terzultimo posto tra i 27 paesi dell’Ue, più Regno Unito, Islanda, Svizzera e Norvegia. Peggio di noi stanno solo i giovani di Bulgaria (58%) e Romania (56%).

Negli ultimi mesi, molti giovani hanno dovuto seguire lezioni online, poiché le misure di blocco associate alla pandemia di Covid-19 hanno impedito alle loro scuole, università o altri istituti di formazione professionale di gestire l’insegnamento diretto. Ma i giovani hanno le competenze digitali necessarie per accedere a questi servizi online?

La risposta viene da un’indagine condotta da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Ue, da cui risulta che nel 2019 quattro giovani su cinque (80%) di età compresa tra 16 e 24 anni nell’Unione europea avevano competenze digitali di base o superiori. Una percentuale di 24 punti superiore a quella delle persone di età compresa tra 16 e 74 anni (56%).

Tuttavia, tra i vari paesi ci sono grandi differenze. In testa troviamo la Croazia, dove ben il 97% dei giovani possiede competenze digitali complessive di base o superiori. Seguono Estonia, Lituania e Paesi Bassi (tutti e tre il 93%) e Grecia (92%).

Il dato relativo ai giovani italiani è ancor più preoccupante se si considera che, oltre a porci agli ultimi posti della classifica, indica anche un progressivo calo nel corso degli anni della percentuale di giovani con competenze digitali di base o superiori. Erano il 70% nel 2015, il 69% nel 2016 e sono ulteriormente scesi fino al 65% nel 2019.

Redazione

La redazione de L'Incontro

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