Il problema non è la destra, la sinistra, Salvini, i Sardini; il problema è un sistema economico-politico-sociale che è bollito. Il problema è che mancano totalmente libertà, autorevolezza, rapporti internazionali e soldi. Sì, a forza di limiti, di “no”, di cose che non si possono dire e fare, ci troviamo ormai, stati nazionali e organismi sovranazionali, ad avere un’Europa continentale che non conta più, che non riparte più, che non pesa più.

E la discussione, tra una scampanellata e un erasmus a Napoli perché il napoletano non è meno importante dell’inglese, è risibile, mai vera, mai pragmatica.

In realtà pare che l’inglese sia più importante non solo del napoletano (ca va sans dire), ma anche del Tedesco, del Francese, dell’Italiano e dell’esperanto mai nato. Lo dicono i dati.

Il 13 febbraio la Commissione europea ha pubblicato le previsioni economiche intermedie per l’inverno 2020, riguardanti i livelli annuali e trimestrali del prodotto interno lordo (PIL) per l’anno in corso e per il 2021 per tutti gli Stati membri, nonché i dati aggregati a livello della zona euro e dell’UE.

Dall’analisi è emerso che il bilancio complessivo continua a puntare verso il basso: l’economia europea seguirà una crescita modesta, trainata dalla domanda interna. In particolare nella zona euro si prevede che la crescita, di poco sopra l’1%, scenderà nel 2020 e nel 2021, rispetto all’1,5% del 2019. Insomma, brodini neanche tanto caldi.

Altre pietanze vengono invece servite oltremanica dove, dopo un periodo di minor crescita legata all’incertezza di Brexit (non a Brexit, all’incertezza che non avvenisse), i dati dell’Office for National Statistics (ONS), l’agenzia governativa britannica che analizza le informazioni statistiche sull’economia, la popolazione e la società nel Regno Unito, rivelano che sono in crescita i più importanti settori dell’economia.

Le attività immobiliari, quelle che tutto trainano, sono cresciute dello 0,3% nel quarto trimestre, così come si registra un aumento dello 0,7%  nella produzione dei servizi di istruzione, la cosa più importante.

Anche la Pubblica Amministrazione ha contribuito alla crescita, altro che austerità. Gli investimenti pubblici sono aumentati del 2,1% nel quarto trimestre del 2019 e sono stati convogliati nelle cose più importanti: pubblica amministrazione per migliorarne l’efficienza (che già è a livelli che un continentale, non diciamo un italiano, si può sognare), servizi di difesa (per contare ed incidere), spese sanitarie (non c’è bisogno di commento) e dell’istruzione (la vera base di una Nazione, ciò su cui tutto si fonda).

E a chi dice che tutto ciò prelude ad un’Inghilterra che diventerà un paradiso fiscale, chiuso, dimentico dei più bisognosi ed antisociale sia sufficiente ricordare i dati dell’occupazione, che non si confrontano con quelli continentali per amor di “patria”.

Nel quarto trimestre il livello di disoccupazione si è abbassato notevolmente ed il numero di persone ritenute economicamente inattive si è ridotto.

Udite udite, le politiche del sessista BoJo hanno fatto sì che l’aumento dell’occupazione nell’ultimo trimestre sia stato determinato dal sempre maggior numero di donne lavoratrici a tempo pieno; in particolare, la percentuale di esse che lavorano in proprio ha raggiunto nell’ultimo trimestre un livello record, con un aumento di 150.000. E laggiù la “partita IVA” non è il refugium dei licenziati o la maschera di assunzioni sottopagate, laggiù è una cosa seria.

Intanto, sul fronte della tecnologia, il pragmatismo raggiunge le più alte vette. La grande sfida è quella di affidarsi, quanto al cd. 5G, al cinese Huawei. Problema: il cinese è bravo, ma potrebbe essere anche un po’ spione.

L’America ha le idee chiare: non entrano.

I paesi UE, ovviamente, non sanno cosa dire: decisione rimandata dopo la riunione di marzo e poi ognuno farà come vorrà, come con aerei, gasdotti, guerre e migranti.

UK invece applica il buon senso e decide di affidarsi all’azienda cinese limitandone l’accesso al 35% della rete nazionale centrale, escludendo le aree sensibili, quelle militari ed i siti nucleari. Quindi apertura al mercato e relazione, ma anche protezione della sicurezza nazionale.

E per farsi “perdonare” di questo accesso parziale si sta trattando per affidare ad altre imprese cinesi la costruzione di una linea ferroviaria di alta velocità che collegherà Londra, Birmingham, Manchester e Leeds da ultimarsi in anni 5 dalla partenza dei cantieri. Altra grande lezione di efficienza e democrazia, non come qui che la TAV, progetto molto meno ambizioso, non si è fatta in oltre vent’anni per colpa di pochi e nonostante la volesse tutta l’Europa.

Ma forse tutti questi dati non servono a capire. Forse è il caso di affidarsi alla letteratura e mi piacerebbe essere il Thomas Mann dei Buddenbrook per descrivere questa scena finale, per poterla far vivere a tal punto, nei suoi significanti, da non doverla commentare.

Parlamento Europeo, Nigel Farage, quello che ha rinunciato a 137 seggi ed alla poltrona per una battaglia politica, fa il suo ultimo discorso, un momento storico di commiato.

Egli racconta di come ha cambiato idea sull’Unione Europea quando ha visto che nel 2005 i Francesi e gli Olandesi hanno respinto la Costituzione con un referendum e nonostante questo la Costituzione è stata fatta rientrare nel Trattato di Lisbona. Quando ha visto far votare gli Irlandesi fino a quando il voto è diventato “giusto”. Quando si è reso conto che il progetto è antidemocratico perché nessuno di quelli che decidono rende conto agli elettori.

Poi prende una bandierina inglese e promette che vi sarà sempre vicinanza e collaborazione perché “noi amiamo l’Europa, ma detestiamo questa Unione Europea”.

Il suo discorso continua con apertura e spirito conciliativo, ma non si sente più. La PresidentA gli ha staccato il microfono perché il regolamentino non permette la bandierina. E mentre Nigel e i suoi se ne vanno ricorda che la parola “detestare” non andrebbe usata.

Sipario.

Fabio Ghiberti e Giuliana Cristauro

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Fabio Ghiberti Giuliana Cristauro

Fabio Ghiberti - Avvocato, membro dell’Osservatorio Corte Costituzionale dell’Unione delle Camere Penali, membro del consiglio direttivo dell’associazione politica La Marianna, membro del consiglio...