Il Maestro Radomir Damnjan con l’Amministratore Delegato di Roseto, Rocco Roggia

Nato a Monstar (all’epoca, Regno di Jugoslavia) nel 1936 e laureatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Belgrado, Radomir Damnjan è uno dei maggiori protagonisti della scena artistica internazionale del secondo Novecento e dei primi decenni degli anni 2000. A lui è dedicata la mostra in atto a Spazio Roseto, ubicato nella cornice milanese di Corso Garibaldi 95.

L’esposizione, intitolata ‘Dalla Pittura alla Pittura n.1’ e curata da Federico Bianchi, sarà visitabile sino al 17 ottobre; il percorso espositivo comprende venti opere del Maestro contemporaneo, atte a ripercorrere il suo iter artistico.
Performer poliedrico, il cui tratto espressivo è caratterizzato da una propensione analitica, ovvero da un modo di dipingere derivato dall’arte concettuale, Damnjan offre una un connubio tra inconscio kantiano, dato dall’istinto, e consapevolezza dell’intelletto.

Il contesto storico dell’epoca, ovviamente, svolge un ruolo fondamentale per molti artisti che sperimentano diversi principi pittorici. Damnjan, figlio della dittatura comunista, ha brillantemente interpretato i cambiamenti del tempo e della società post bellica, unendo l’arte all’impegno sociale. Binomio già affrontato qualche anno prima, come è giusto ricordare, dal pittore serbo Petar Lubarda, uno dei più significativi rappresentanti della pittura informale balcanica. Anch’egli, figlio del medesimo approccio culturale evoca la realtà, ma attraverso il filtro della pittura informale, in cui il contenuto viene meno per un processo di distruzione della forma, dando maggiore risalto al segno.

Le testimonianze dell’estro e della sensibilità artistica di Damnjan le rinveniamo nelle prestigiose partecipazioni a eventi internazionali. Dalla Biennale di San Paolo (1963), a quella di Venezia (1966 e 1976), passando per la Documenta Kassel (1964), per la Biennale di Tokyo (1976) ed infine, ma non per importanza, per la Biennale di Sydney (1982). Tutte queste sperimentazioni artistiche le rintracciamo nella mostra di Spazio Roseto. Un excursus storico che ripercorre, con completezza, la vita artistica del pittore. Notiamo che nei dipinti della fine degli anni Cinquanta, domina una visione decisamente ‘astratta’ della pittura, che sfocia nella serie delle ‘Spiagge’, con una netta percezione di infinito geometrico.

Disinformazione-Yellow

Il soggiorno americano lo avvicina negli anni Sessanta ai dipinti minimalisti, per poi passare nel decennio successivo (anni Settanta) alla ‘disinformazione’, che lui stesso definisce “una grande scoperta che ho inserito nell’arte visiva; essa ha un valore intrinseco enorme anche per l’attuale società nella quale l’informazione è ancora veicolata, alla stregua di ciò che avveniva nel mio Paese”.

Federico Bianchi descrive la progressione pittorica degli anni Ottanta “una nuova esperienza filosofica del dipingere”. Siamo dinanzi alle cosiddette ‘corde’, dove la pittura dialoga fittamente con lo spazio fisico del quadro, e alle ‘macule’, che permettono un notevole impatto visivo grazie agli abbinamenti cromatici. Possiamo affermare come la sua più grande caratteristica sia quella di non immedesimarsi in nessun linguaggio, anzi è un’incessante indagine dell’arte, che in quel momento lo circonda, per comprendere le dinamiche politico-sociali della società. Con questa esposizione, Roseto, società milanese specializzata nella locazione immobiliare (opera sui comparti prestigio con Roseto Prestige, residenziale con Roseto Home e turistico con Roseto Experience), nata nel 2009, ribadisce la propria missione di impresa socialmente responsabile.

Quadro

L’arte di Radomir Damnjan è un afflato che percorre decadi, con una forza dirompente e sconvolgente, che porta a un continuo rinnovarsi, proprio come le soluzioni proposte dall’azienda. La contemporary art offre una perfetta metafora con un valore pedagogico per le nuove realtà aziendali. Per Roseto, arte, design e lifestyle si combinano come terreno fertile per un futuro colmo di opportunità.

Martina De Tiberis

Nella foto: il Maestro Radomir Damnjan con l’Amministratore delegato di Roseto, Rocco Roggia

Martina De Tiberis

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Ferrara con il massimo dei voti. Nel 2021 ha intrapreso il percorso per diventare giornalista pubblicista,...

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