Tutto nasce dal decreto legislativo n. 62/2017 (cui si aggiunge il decreto ministeriale n. 741/2017, in particolare l’art. 4 comma 2; nonché la nota ministeriale 1865/2017), che ha modificato la composizione della Commissione d’esame di Terza Media prevedendo la presenza degli insegnanti di religione.

Dallo scorso anno, in moltissimi istituti italiani, si è creata una situazione di incertezza e confusione tali per cui ai dirigenti scolastici è spettato, di fatto, interpretare la disposizione a propria discrezione circa il ruolo spettante agli insegnanti di religione in sede di esame. Così, così come denuncia in un comunicato del 7 giugno scorso un cartello di associazioni tra cui il Comitato Nazionale Scuola e Costituzione, l’associazione nazionale “Per la Scuola della Repubblica”, l’associazione nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, il Coordinamento Genitori Democratici, il Movimento di Cooperazione Educativa, l’UAAR, la Federazione Chiese Evangeliche Italiane, “nelle scuole italiane è successo di tutto, da autorizzazione agli insegnanti di non essere presenti, a casi in cui l’insegnante ha interrogato, a casi in cui ha partecipato allo scrutinio votando per la promozione o bocciatura”.

Nello stesso comunicato queste associazioni annunciano di essere venute a conoscenza di un chiarimento sulla questione, fornito da sottosegretario all’Istruzione, Salvatore Giuliano, che in data 15/11/18 rispondeva ad un’interrogazione ad un’interrogazione con queste parole: “La valutazione dell’insegnamento della religione cattolica non è espressa in voti e non è oggetto di specifica prova a valutazione in sede di esame”.

Affermazione chiarissima, che dovrebbe fugare ogni dubbio. Purtroppo, però, le parole del sottosegretario sono sinora rimaste nell’archivio degli atti parlamentari. Probabilmente pochissimi ne sono a conoscenza.

Per questa ragione, nel comunicato congiunto di associazioni e comitati che si battono per la laicità nella scuola, si annuncia l’invio di una lettera al capo di gabinetto del Ministero dell’Istruzione, al capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, alla segreteria del sottosegretario Giuliano e ai dirigenti di tutte le regioni che chiede “al Miur e agli Uffici scolastici regionali l’invio a tutti gli istituti comprensivi e scuole secondarie di primo grado di una circolare contenente il parere suddetto”.

Contro la presenza dei docenti di religione agli esami di Stato di Terza Media (provvedimento “figlio” della “Buona Scuola” di Renzi) sono intervenuti anche il presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, pastore Luca Maria Negro, e il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, che hanno inviato al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, una lettera in cui si chiede di prendere “in considerazione l’ipotesi concreta di una revisione interpretativa della disposizione in questione” per scongiurare il rischio che migliaia di alunni siano “soggetti a disparità di trattamento nel legittimo esercizio di non avvalersi, nella forma ritenuta opportuna, dell’insegnamento facoltativo della religione cattolica” che, si ribadisce nella lettera, “non rientra tra le materie obbligatorie né, pertanto, è soggetta ad esami”. (Agenzia Adista)

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La redazione de L'Incontro