L’assalto militare russo all’Ucraina avrà implicazioni significative per le catene di approvvigionamento alimentare. Russia e Ucraina insieme costituiscono un terzo dell’ esportazione mondiale di grano. Il 19% del mais e l’80% di olio di girasole – il terzo olio vegetale più scambiato a livello internazionale.

Dopo una riunione informale dei ministri europei dell’agricoltura è stato annunciato che si prenderanno azioni volte a rafforzare la sicurezza alimentare. Le misure includono la semina di terreni incolti con colture proteiche per colmare il divario che le mancate importazioni lasceranno nelle forniture.

Sostenibilità o sicurezza alimentare?

Questo cambiamento di politica mette in discussione alcuni dei fondamentali presupposti della Farm to Fork Strategy. La politica della Commissione Europea mirata alla transizione verso un sistema sostenibile in linea con gli obiettivi del Green Deal. Infatti, lo sviluppo della strategia Farm to Fork presuppone la garanzia della sicurezza alimentare. Il punto è che, in Europa, questo è una argomentazione cinica per minare le ambizioni di sostenibilità e manipola i reali problemi di sicurezza  che riguardano l’accesso piuttosto che l’approvvigionamento.

Da più parti si leva, quindi, la considerazione che si stia cercando di sviluppare una “falsa dicotomia tra sostenibilità e sicurezza alimentare”.

L’erosione del suolo può creare collassi alle colture

I più sibillini credono che quel 1.5% di produttori riceventi il 32% dei pagamenti EU esercitino lobbying sfruttando la paura intorno alla sicurezza alimentare per una revisione strategica al fine di proteggere l’interesse corporate. Se vogliamo davvero garantire la sicurezza alimentare non possiamo continuare ad esercitare una pressione sui terreni causando l’erosione del suolo, sensibilità alla siccità e ai parassiti e frequenti collassi delle colture.

 

Redazione

La redazione de L'Incontro