È arrivato il mio turno. Da oggi L’Incontro ha un nuovo direttore responsabile. Sono il terzo nella storia della testata: il primo è stato il fondatore Bruno Segre. Poi è stata la volta del compianto Beniamino Bonardi che ha inaugurato la nostra nuova storia digitale. Oggi, dopo l’offerta degli editori, il timone passa a me. Mi chiamo Alessandro Cappai, classe 1975.

Appartengo a quella generazione che in molte occasioni, forse troppe, ha aspettato il suo turno, che non ha saltato la coda, e che invece avrebbe fatto bene, qualche volta, a non seguire tutti i passaggi, ma balzarne almeno un paio. Appartengo a quella generazione che non firma né scrive il piano per il Next Generation EU, da cui forse non ci guadagnerà ma di cui non ne pagherà i debiti, perché quelli, invece, sono già sulle spalle dei più giovani.

Allora è giusto diventare responsabili, per una volta: consapevoli che il proprio agire diviene suscettibile di giudizio o di sanzione, come dice la definizione da dizionario. Siamo dei quasi attempati Enea che portiamo sulle spalle un ancora più anziano Anchise, ma il tempo uno non se lo sceglie, il passo, invece, sì.

Da qualche tempo sto raccogliendo le storie dei debuttanti maturi. Lo scrittore Joseph Conrad ha pubblicato il suo primo romanzo a 37 anni. Per due terzi della sua vita ha navigato, poi per un terzo, l’ultimo, ha scritto le sue storie. L’unico vantaggio è questo: quando il tuo turno arriva dopo un po’ di tempo puoi corredarlo di quanto hai letto, imparato e viaggiato, dei maestri e degli sbagli. Magari sconti altre qualità, ma tant’è. Non ti scegli il tempo. Punto.

Questo significa essere responsabili. Sapere che comunque, ogni scelta, al di là di quando la compi, te la intesti e te ne prendi carico. E se il termine sconta qualche accezione da titolo contemporaneo per la somma di voti raccogliticci, non c’è da preoccuparsi, passerà anche questo tic linguistico se qualche intellettuale avrà voglia, per una volta, di trovarne l’antidoto.

Ecco perché prendo L’Incontro in eredità per non sfruttare le rendite di posizione, perché sarebbe come sperperare i denari di famiglia senza aumentarne le rendite. Prendo L’Incontro per segnare delle nuove rotte all’interno delle coordinate dei principi ispiratori che permeano la redazione, gli autori e i promotori.

Sono onorato di essere responsabile tra responsabili, un non-neutro tra persone che non vogliono essere neutre, che vogliono prendere una posizione e sentirne i giudizi. Perché a noi tutti piacciono il confronto, l’analisi più della sintesi, la contemporaneità più complessa di quanto sembra, la scelta politica e la partigianeria, la resistenza più della resilienza.

Pensiamo quello che scriviamo e crediamo in quello che pensiamo.

Alessandro Cappai

Alessandro Cappai

Giornalista. Insegna giornalismo digitale al master in giornalismo “Giorgio Bocca” all’Università di Torino. È un orgoglioso iscritto dell’Online News Association. È stato speaker al Festival...

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