L’arte visiva come metafora della società. L’Incontro aveva affrontato questo tema in un intervento di Lorenzo Marini, proposto dieci mesi fa. In occasione della Festa del 25 aprile, l’artista e art director padovano (ma milanese d’adozione) aveva raccontato come il Manifesto per la Liberazione delle lettere, da lui pubblicato nel 2017, (fondamento della Typeart, il movimento di cui è caposcuola), fosse declinabile anche al di fuori dall’ambito della creatività. E fosse applicabile alla sfera sociale, politica e storica.

“Ho voluto ribaltare il concetto occidentale per cui le lettere dell’alfabeto vivono esclusivamente collegate tra loro per creare un legame funzionale, una parola. Ogni lettera ha invece una propria forza e può vivere individualmente, senza essere incatenata”, spiegava Marini. Ora questa chiave di lettura è stata portata dal Maestro veneto in un tour negli Stati Uniti. E, nella patria dei diritti, ha ribadito la sua metafora, enfatizzando “i diritti individuali delle lettere”, che si trasformano in una autentica pioggia. Si chiama appunto Raintype. È un’installazione costituita da 4 mila dipinti-type sospesi in uno spazio quadrato il cui fondo specchiato rappresenta l’acqua della pioggia e le lettere fluttuanti rappresentano la libertà. L’opera è definita “immersiva” in quanto i visitatori entrano e passeggiano tra i type liberati.

La mostra aveva debuttato lo scorso 25 gennaio, in Florida, in occasione di Art Palm Beach. Il 15 febbraio, “coast to coast” si è trasferita in California, a Los Angels. A L. A. Art show, la più importante fiera d’arte della Costa Occidentale, Raintype è presentata da Bruce Lurie Gallery. L’evento è stato visitato da 70 mila persone e ha coinvolto 300 rappresentanti della stampa.

Milo Goj

Milo Goj

Milo Goj, attuale direttore responsabile de L’Incontro, ha diretto nella sua carriera altri giornali prestigiosi, come Espansione, Harvard Business Review (versione italiana), Sport Economy, Il Valore,...

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