Il n. 1 de L’Incontro del 2015 dava atto della nomina del nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, eletto con 665 voti sui 1009 deputati, senatori e delegati delle Regioni. Il neo-Presidente si è subito presentato con chiaro e forte gesto di omaggio alle 335 vittime della strage neofascista delle Fosse Ardeatine ed alla loro memoria. Come giudica ora, a distanza di anni, quell’elezione ed il settennato di Mattarella?

La stessa biografia famigliare e politica di Mattarella lo hanno reso un costante punto di riferimento per la tutela dei valori fondamentali della Repubblica. L’Incontro ricordava come egli fosse “Figlio di Bernardo, un grande notabile democristiano, più volte Ministro e fratello di Piersanti, Presidente della Regione Sicilia, ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980 a Palermo. Il neo-Presidente è stato eletto deputato della DC per la prima volta nel 1983, poi nella carriera accademica si dedicò al Diritto Costituzionale, sia insegnando all’Università, sia operando quale Giudice della Corte Costituzionale, sia coordinando i progetti di legge in Senato sino al 2008”.

Pur essendo cattolico, come tutta la sua famiglia, egli non ha mai assunto atteggiamenti di particolare ossequio al Vaticano, come avvenne per qualche suo predecessore, anche in considerazione del fatto che la Chiesa di Papa Francesco è certamente, a sua volta, meno disponibile che in passato ad ingerirsi negli affari interni del nostro Paese. Nel suo primo discorso alle Camere riunite egli ha indicato, come ricordava L’Incontro, “la traccia del suo mandato che durerà 7 anni, in due elementi essenziali: democrazia e speranza, con la funzione presidenziale di garante della Costituzione a misura di cittadino”.

Ora, alla scadenza del settennato, di fronte alla totale paralisi del Parlamento, Mattarella, dopo otto scrutini andati a vuoto, è stato rieletto con la maggioranza di 759 voti (da notare che solo la Meloni ed il suo Partito non lo hanno votato). Come giudica l’assenza di alternative e la rinnovata fiducia in Mattarella?

È stata una grave sconfitta della politica e della funzione del Parlamento. Quest’ultimo, infatti, che non è riuscito ad esprimere – a causa di veti incrociati e candidati di “bandiera”, alcuni assolutamente impresentabili (basti pensare a Silvio Berlusconi, sostento da Forza Italia) – un nome nuovo, pur essendovi alcuni candidati validi. E’ il segno che nei Partiti prevalgono interessi di bottega, scarsa visione del futuro e, non ultimo, affossamento del ruolo stesso del Parlamento e della sua funzione quale organo legislativo. Così Mattarella, persona degna e disponibile al grande impegno che gli è stato richiesto e che comporta un nuovo mandato, è risultata l’unica carta ancora da giocare.

Gli stessi Partiti che lo hanno votato, pochi mesi dopo, daranno il “benservito” al Presidente del Consiglio Mario Draghi, persona stimata ed apprezzata in tutta Europa, aprendo le porte ad una Destra reazionaria e piena di uomini e donne impresentabili come, purtroppo, sperimentiamo ogni giorno. Per fortuna Mattarella, come ancora una volta ha dimostrato il suo intervento nella vicenda dei migranti, tiene la barra dritta e dimostra di avere a cuore il ruolo del nostro Paese in Europa, al contrario di altri personaggi.

Alessandro Re

 

 

 

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