Il 26 luglio 2023 un colpo di Stato militare destituiva il Presidente del Niger, piccolo Paese situato nel centro dell’Africa occidentale, dopo un periodo di incertezza politica che vi durava dal 1970. Ben sei colpi di Stato ( 1974,1996, 1999, 2910, 2921 e 2023) vi si erano succeduti sino all’attuale incerta situazione politica. Il Niger ( da non confondere con la confinante Nigeria) misura 1.267.000 km quadrati, è abitato da circa 25.000.000 di persone, e si trova in una zona senza alcun sbocco al mare. Confina a nord con l’Algeria e la Libia, a est con il Ciad, a sud con la Nigeria e il Benin e a ovest con il Mali e il Burkina Faso. La sua capitale è Niamey (1.252.000 abitanti) e la sua popolazione è costituita da diverse etnie,le più numerose delle quali sono quelle degli Hausa, degli Djerma-Songai e dei Tuareg, tutte dedite elettivamente alla agricoltura e all’allevamento del bestiame. Il Niger è una Repubblica Presidenziale, oggi governata da una Giunta militare ed il Presidente è Abdourahamane Tchiani che è anche il leader del C.N.S.P. (Consiglio Nazionale per la Salvaguardia della Patria). Amministrativamente, lo Stato è diviso in otto Regioni (Niamey, Agadez, Zinder, Tahaua,Maradi, Diffa, Tillaberi e Dosso cui corrispondono, con Arlit, le città principali). Insieme a altri otto Stati (Burkina Faso, Costa d’Avorio, Mali, Benin, Guinea Bissau, Senegal e Togo ) il Niger fa parte, dal 1994, della U.E.M.O.A. (Unione Economica e Monetaria dell’Ovest dell’Africa) e, dall’anno successivo, dell’l’E.C.O.W.A.S. (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale).

La loro moneta è il Franco C.F.A.

La loro moneta è tuttora il Franco C.F.A. (Comunità Finanziaria Africana) sostituito nel dicembre 2019 dall’ ECO, attualmente peraltro non ancora in circolazione. La lingua ufficiale è il francese e la religione dominante è la musulmana sunnita. Pur possedendo miniere di uranio, d’oro, di ferro e di carbone, il Niger occupa l’ultimo posto fra i 189 Paesi che fanno parte del U.N.D.P. ( United Nations Developement Program , Programma degli Stati Uniti per lo Sviluppo) ed i suoi abitanti hanno una aspettativa di vita di 60 anni, con il 75% della popolazione in stato di povertà. Solo negli ultimi anni la multinazionale francese ORANO (ex AREVA), istituita per l’estrazione dell’uranio nigerino, ha portato la Nazione africana al quinto posto al mondo per la produzione del prezioso minerale ( 3.245 tonnellate /anno) elevando, sia pur di poco, il tenore di vita del popolo con gli introiti del suo commercio.

Il maggior produttore di uranio al mondo

Ricordiamo che il maggior produttore di uranio al mondo è il Kazakistan (21.000 tons/anno) seguito dal Canadà (7.000 ), dalla Namibia (5.600) e dalla Russia (2.500). Ricordiamo anche che l’uranio (con i suoi isotopi U 245 e U 238) è elemento essenziale per la costruzione di armamenti nucleari (bomba atomica) e per il funzionamento delle centrali elettriche nucleari e che le sue scorie (D.U. Depleted Uranium, uranio impoverito) sono impiegate per rinforzare le corazze dei mezzi anticarro e per rendere più perforabili i proiettili.

Un gasdotto internazionale tra l’Oceano atlantico e il Mediterraneo

Di estrema importanza per l’economia del Paese sarà anche il grandioso gasdotto internazionale in costruzione tra l’Oceano atlantico e il Mediterraneo, previsto attivo nel 2050, che unirà Warri in Nigeria con Hassi R’Mel in Algeria e Haonaria in Tunisia. Per il resto, l’economia nigerina si basa sulla pastorizia e sull’agricoltura cereaicola (riso,
grano, mais, miglio, sorgo, sesamo, arachidi) che permette anche contenute esportazioni e sulla pesca nelle zone del lago Ciad e del fiume Niger nei tratti di competenza nigerina. Il Niger non possiede una rete ferroviaria e solo dal 2014 ne è in cosruzione un primo tratto (140 km) verso il Benin. Nel 1990 è stata completata la costruzione della “Strada dell’uranio” tra Agadez e le miniere uranifere di Arlit e di Akakan eseguita per un agevole trasporto del minerale al centro di smistamento.

La storia del Niger è molto complessa

Assai complessa è la storia del Niger, che l’ha portato ad essere oggi un importante punto di
interesse economico, politico e strategico non solo per l’Africa ma per tutto l’Occidente. Sino all’inizio dell’epoca coloniale in Africa (XIX secolo), nel Niger si erano succeduti grandi Imperi di popoli locali. Tra questi notevoli furono l’Impero di Kanem-Borno dei nomadi Zaghawa che prosperò sino al XII secolo. Ad esso seguì l’Impero del Mali del popolo mandino che vi regnò dal XIII al XV e quindi quello del popolo Songhai che durò sino alla fine del XVII quando fu sconfitto dal Marocco che vi rimase sino all’arrivo dei Francesi. Contemporaneamente i Tuareg si erano insediati nella zona del Massiccio dell’Air costituendovi il Sultanato di Agadez e nella zona di confine con il Ciad istituendovi quello di Damagaram con capitale Zinder, ove rimasero anch’essi sino all’occupazione francese dedicandosi al commercio dell’oro e del sale estratti nelle remote oasi del deserto del Tenerè.

I Francesi in Niger sull’onda delle conquiste

I Francesi erano giunti nel Niger sull’onda delle conquiste di varie regioni dell’Africa da parte delle Potenze europee dell’epoca, iniziate nel secolo XVI secolo ad
opera di coloni portoghesi e olandesi cui seguirono gli inglesi, i belgi e i francesi. Tutti questi vi si erano insediati con la forza allo scopo di esercitarvi il commercio dei prodotti africani (oro, avorio, pietre preziose,pellami, legname, caffè) con l’Europa e soprattutto quello assai redditizio degli schiavi con gli Stati Uniti. Dopo un periodo di tensione con l’Impero ottomano (che dominava sull’Africa settentrionale dal XVI secolo), dopo il suo declino si verificarono dal 1876 attriti soprattutto tra la Francia e il Regno Unito per rivendicazioni territoriali sul continente africano.

Per appianare le questioni, nel novembre 1884, il Cancelliere tedesco Otto von Bismark convocò a Berlino una Conferenza internazionale di Nazioni europee ( Austria- Ungheria, Belgio, Danimarca, Italia, Francia, Paesi bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia, Norvegia e Turchia) allo scopo di definire pacificamente le rispettive zone di influenza in Africa. Al termine, i Francesi ottennero il permesso di colonizzazione del Marocco, Algeria, Tunisia, Senegal, Guinea Bissau, Mali, Costa d’Avorio, Benin, Ciad, Gibuti e Niger ; l’Italia dell’Eritrea e della Somalia; il Regno Unito dell’ Egitto, Sudan,Sud Africa, Rhodesia,Uganda, Zanzibar, Tanganika e Kenya; la Germania dell’Africa sud- ovest, Burundi, Ruanda, Tanzania e Camerun; e il Belgio del Congo.

Nell’agosto 1960, 17 dei Paesi coloniali ottennero l’indipendenza

Quando, nell’agosto 1960, 17 dei Paesi coloniali ottennero l’indipendenza dalle rispettive Nazioni colonizzatrici, nel Niger venne nominato, come primo Presidente della neonata Repubblica, Hamam DIORI, leader del P.P.N. (Partito Progressista Nigerino) e da quel momento ebbe inizio, nel Paese, un periodo di instabilità governativa che si protrasse sino ai giorni nostri. Diori istituì un governo monocratico, autoritario, repressivo e sfuggì ad alcuni tentativi di destituzione sino al 1994 allorchè fu cacciato in seguito a una rivolta dovuta alla scoperta di sue appropriazioni indebite di beni dello Stato. Salì al potere il colonnello Seyni KOUNTCHE’, capo della Giunta militare che aveva abbattuto Dioiri. Anche Kountchè scampò a tre tentativi di destituzione ad opera di gruppi militari (Golpe) e morì nel 1987 per un tumore cerebrale. Lo sostituì il suo delfino colonnello Alì SAIBOU che fondò il M.N.S.D. ( Mouvement National pour une Societé de Développement , Movimento Nazionale per lo Sviluppo) e instaurò un nuovo governo monocratico. Manifestazioni studentesche contrarie a questo regime ebbero luogo nella capitale Niamey nel 1990 e costrinsero Saibou ad indire elezioni generali pluripartitiche che, nel 1993, portarono alla Presidenza l’economista Mahamane OUSMANE leader del P.C.D. ( Partito della Convenzione Democratica) di ispirazione socialista democratica. Questi venne deposto nel gennaio 1996 da un altro “golpe” militare e fu sostituito dal generale Ibrahim Barè MAINASSARA che venne assassinato tre anni dopo.

Nace il Partito nigerino per la Democrazia e il Socialismo

Gli succedette il suo vice colonnello Daouda Malam WANKE che rimase in carica un solo anno e, a seguito di un nuovo “golpe” militare, fu sostituito nel dicembre 1999 da Mamandou TANDJA, esponente del “Movimento Nazionale per la Società e lo Sviluppo”. Deposto anche costui nel febbraio 2010 a seguito di un ennesimo “golpe” militare, gli subentrò alla Presidenza nigerina il generale Salou DJIBO, che restò in carica anche lui un solo anno. Vennero proclamate allora nuove regolari elezioni generali che portarono al potere l’ing. Mahamadou ISSOUFOU, leader del “Partito nigerino per la Democrazia e il Socialismo” che sfuggì a un attentato nel 2011 e rimase alla Presidenza sino all’aprile 2021 cedendo la carica al compagno del suo stesso Partito Mohamed BAZOUM dopo regolari elezioni. A seguito dell’ennesimo “golpe” militare del 23 luglio 2023, Bazoum venne deposto e incarcerato ad opera dei golpisti del C.N.S.P. (Consiglio Nazionale per la Salvaguardia della Patria) e al suo posto, con voto popolare diretto, assurse alla Presidenza ad interim del Niger Abdourahamane TCHIANI tuttora in carica con , come Primo Ministro, Ali Mahaman Lamine Zeine, sostituto di Ouhoumaudou Mahamadou, riparato in Francia. Il motivo di quest’ultimo Colpo di Stato è stato ufficialmente riferito dal colonnello Amadou Abdramane, portavoce del generale Salifou Mdy, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito golpista, alla “necessità di agire contro il degrado della sicurezza e la cattiva gestione economica e sociale del Paese”.

La situazione nigerina appare estremamente incerta e pericolosa

Si sospetta anche che il golpe del 23 luglio sia stato supportato dai mercenari del Gruppo Wagner di stanza nel Mali , al momento agli ordini del generale Eugenji Prigozhin e del Cremlino, per il controllo delle miniere uranifere di Arlit e del grande gasdotto internazionale Nigeria /Europa. Una settimana dopo l’avvenuto ultimo Colpo di Stato l’ ECOWAS impose severe sanzioni al Niger e dichiarò di essere pronta a un intervento militare nel Paese qualora non venisse immediatamente reintegrato alla Presidenza del Paese il deposto Mohamed Bazoum . Altre analoghe richieste vennero espresse da Governi europei in sede del Consiglio d’Europa. La situazione nigerina appare tuttora estremamente incerta e pericolosa. Infatti qualora la Russia intendesse sostenere l’attuale
regime ( eventualmente impiegando i miliziani del Gruppo Wagner , incorporati nell’esercito russo dopo la misteriosa scomparsa del suo capo storico Prigozkin e del suo vice Dimitrj Utkin il 23 luglio 2023) potrebbe interrompere la fornitura di uranio alla Francia e agli Stati dell’Unione Europea con gravi ripercussioni sull’economia di queste Nazioni che ne sono altamente dipendenti. Si potrebbe anche prospettare , per queste, addirittura la necessità di dover ricorrere , per tali approvvigionamenti, alla stessa Russia o alla Cina, con imprevedibili ricadute sul piano non solo economico ma anche politico ( e militare) dei rapporti internazionali mondiali.

Gustavo Ottolenghi

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