Nella Parigi della metà del 1800 il Compositore di origine tedesca Jacques
Offenbach diventò popolarissimo nei teatri del II Impero per le sue divertenti
operette. Seppe interpretare i gusti della borghesia francese con operette
caratterizzate da situazioni paradossali e da intenti satirici estranei alla logica dell’
”opera-comique”.

Un marì à la porte

Scrisse una novantina di lavori, fra cui i più noti furono “Orfeo all’Inferno
(1858), “La bella Elena” (1864), “La vita parigina” (1866) e i “Racconti di Hoffman” (1878). Tra le molte sue operette viene presentato al Piccolo Teatro Regio dal 6 al 14 ottobre il delizioso spettacolo, in un atto e in lingua francese, “Un marì à la porte” (un marito fuori dalla porta) composto nel 1859 e rappresentato al Théatre des Buffes Parisien, nel quale va in scena una prima notte di nozze da incubo.

Un intrigo tra mazurke, polch e valzer

Per il contrasto fra il marito irascibile e uno sconosciuto Florestan, uscito dal camino in
fuga dai creditori e finito per caso sotto il letto nuziale. In un succedersi divertentissimo di mazurke, polche, valzer, in un’atmosfera gaia e incalzante, la moglie Suzanne e la cameriera Rosita riescono a dominare l’inverosimile intrigo che si conclude con la fuga di Florestan dalla finestra. Interpreti dello spettacolo, per la prima volta presentato a Torino: il tenore Pawel Zak (Florestan), il mezzosoprano Ksenia Chubunova (Suzanne), il soprano Amélie Hois (Rosita) e il baritono Matteo Mollica (Henri). Il successo di questo spettacolo dovrebbe indurre la direzione musicale del Regio a presentare altre gustose operette.

Bruno Segre

Bruno Segre

Avvocato e giornalista. Fondatore nel 1949 de L'Incontro

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