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Le dimissioni del ministro Fioramonti: “Gesto raro e significativo”

Oggi la Scuola italiana deve accontentarsi del 7,8% della spesa pubblica rispetto al 15,7% della Germania e al 9% di Francia e Spagna

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Il prof. Lorenzo Fioramonti, ministro della Pubblica istruzione, nonché docente all’Università di Pretoria, ha inviato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, una lettera di dimissioni.

In essa l’ex-ministro, già noto per la prospettata rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche, e il progetto di una tassa sulle merendine, afferma la priorità assoluta della scuola, per cui aveva richiesto un necessario contributo di 3 miliardi di euro, ignorati dalla recente legge sul bilancio.

Oggi la Scuola italiana deve accontentarsi del 7,8% della spesa pubblica rispetto al 15,7% della Germania e al 9% di Francia e Spagna. La carenza di finanziamenti impedisce la ristrutturazione di edifici pericolosi, l’aumento di stipendio ai professori, l’assegnazione di cattedre, ecc.

Le dimissioni di un ministro sono un fatto molto raro nel nostro sistema di Governo. Viceversa Fioramonti ha rinunciato al suo prestigioso incarico per apprezzabile coerenza e per rispetto della democrazia.

Nuovo ministro della P.I. la prof. Lucia Azzolina, sindacalista e dirigente scolastica originaria di Floridia (Siracusa), parlamentare del Movimento 5 Stelle. Il premier Conte ha suddiviso il ministero, istituendo il ministero della Ricerca e dell’Università, che sarà guidato dal prof. Gaetano Manfredi, un tecnico di area PD.

Bruno Segre

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Bruno Segre
Avvocato e giornalista. Fondatore nel 1949 de L'Incontro

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