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Presidenziali USA 2020: il fattore Bloomberg

In questa fase la candidatura Bloomberg potrebbe essere la chiave di volta per una vittoria di Trump

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Il recente annuncio della candidatura di Michael Bloomberg (77 anni), democratico centrista, alle primarie presidenziali del partito democratico del 2020, ha fatto scalpore ed ha scosso entrambi i partiti. Questo non solo perché Bloomberg, ex sindaco di New York, ha credibilità gestionale nel settore pubblico, ed ha un nome molto riconosciuto, ma anche perché possiede capacità economiche più che sufficienti a finanziare la sua campagna, sia nelle primarie che nelle presidenziali. È infatti quattordicesimo nella classifica delle persone più ricche del mondo, e nono negli Stati Uniti, con un patrimonio stimato a 52 miliardi di dollari.

In un certo senso, Bloomberg è il candidato perfetto contro Trump. Centrista, misurato, intelligente, analitico. Parla molto bene ed è in grado di dialogare con persone di ogni ceto sociale, come ha dimostrato a New York. Unflappable, come si dice in America, dovrebbe essere in grado di sostenere i dibattiti televisivi contro Trump senza farsi scuotere dal bullo nazionale. Quindi, perché ci si preoccupa?

Joe Biden (Miroslav Tomoski/Shutterstock)

Il motivo è che in questa fase la candidatura Bloomberg potrebbe essere la chiave di volta ad una vittoria di Trump, a mio avviso disastrosa per la nazione, e nociva per il mondo. Senza Bloomberg, le forti candidature democratiche sono quello di Joe Biden, ex vicepresidente (centrista), e dei senatori Elizabeth Warren (sinistra) e Bernie Sanders (sinistra). La presenza nelle primarie di Bloomberg toglierebbe voti a Biden in quanto entrambi sostenuti dalla medesima base, l’ala moderata del partito, spianando la strada a Warren e Sanders, con l’alta probabilità che Warren emerga con la nomination. In un ipotetico scontro Trump vs Warren o Trump vs Sanders, Trump vincerebbe. L’America che vota, quella del sud e del mid west, mai voterebbe due intellettuali di sinistra del nord-est, che non credono negli ideali americani di capitalismo moderato ed opportunità di crescita economica grazie alle opportunità di lavoro e crescita delle aziende.

The road to hell is paved with good intentions. Le migliori intenzioni di Michael Bloomberg porterebbero ad una seconda presidenza Trump. Non sarà l’inferno, ma sarà comunque il continuare le politiche di sconvolgimento nazionale ed internazionale del suo primo mandato. No, grazie.

Antonio Valla

*Foto di copertina, Michael Bloomberg (rblfmr/Shutterstock)

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Antonio Valla
Nato a Milano e formatosi tra l’Italia e la California, ha fondato nel 2009 la Valla & Associates, Inc., P.C., dopo aver creato la Gilliss Valla e Dalsin, LLP nel 1994. Specializzato in casi di contenzioso commerciale, transazioni e operazioni societarie, da oltre dieci anni è membro dell'Associazione Internazionale Giuristi di Lingua Italiana (www.aigli.com).

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