Né apocalittici né integrati, ma contro il continuo racconto live del presente, qualcuno ha deciso di (ri)tornare al futuro. Così sono nate le 44 idee per la nuova normalità di Be Unsocial e sono state pubblicate in un volume scaricabile gratuitamente.

Premessa. Be Unsocial è un osservatorio di etnografia digitale. Nasce a Torino con l’idea di indagare i comportamenti umani, sociali e digitali. Prendendo in prestito dalle scienze umane l’attitudine paziente all’ascolto e all’osservazione, raccontiamo il nostro presente e le tendenze del futuro. Oltre a essere uno studio di consulenza, Be Unsocial è anche una rivista.

Chiusa parentesi. Si può riprendere il discorso.

Quarantaquattro schede, si diceva, che offrono altrettante risposte alla domanda: “Come sarà il nostro ritorno al futuro, come sarà la nuova normalità?”. Prima una cornice inserita in premessa dai promotori dell’instant book che scrivono: “Non lo sappiamo, possiamo solo intuirlo, fare ipotesi, ma una cosa ci è chiara: non sarà come il presente. Le strade che conosciamo, e i mezzi che abbiamo costruito per percorrerle, lì non ci saranno”.

In ogni serie che si rispetti, occorre avere un teaser, il “prossimamente” di qualche anno fa.

Ecco, quindi, in ordine sparso, alcuni frammenti del racconto corale.

“Vivremo convivendo con la complessità, l’interconnessione, l’imprevedibilità e la volatilità. Tutto ciò ormai farà parte del nostro linguaggio comune. Dovremo imparare a gestire situazioni complicate, caotiche e complesse.
(…)
da antifragili: miglioriamo quando veniamo sollecitati.
Rassegnamoci a convivere con l’incertezza, facendo scelte di agilità anche emotiva” Alessandro Garofalo.

“Insomma, dobbiamo entrare nel Neoantropocene!” Maurizio Carta.

“Forse sarà diverso, forse il concetto di ‘normalità’ sarà rivisto, ma un mo(n)do esisterà
ancora” Dino Amenduni.

“La fiducia è centrata sulla credibilità: competenza (conoscere il dominio in cui si opera), onestà (saper riconoscere un errore) e affidabilità (mantenere le promesse). La credibilità è legata al sapersi mostrare vulnerabili: ti credo se riconosci gli errori e non nascondi i tuoi limiti. Essere credibili e farsi carico di esigenze emergenti sono principi imprescindibili per chi vuole innovare attraverso l’human centered design” Raffaele Boiano.

“La rete è una casa fragile, instabile, che non possiamo dare per scontata” Valerio Bassan.

“Quando la comunicazione riconquisterà il dominio dei nostri corpi, auspico che rimanga in tutti noi la coscienza dell’importanza dell’uso consapevole delle parole; non giuste a priori, ma in base al contesto, agli interlocutori e alle nostre intenzioni” Vera Gheno.

“Io ad esempio penso che sia possibile la costruzione di reti territoriali che mettano insieme il mondo profit e non profit per affrontare i reali bisogni della comunità; oppure che il nostro Paese possa mettere tra le priorità il contrasto alla povertà educativa investendo nello sviluppo delle competenze trasversali” Lea Iandiorio.

“Hybris direbbero i Greci, il peccato più nefasto, contro gli Dei, la natura. Infatti: siamo stati puniti da un pipistrello al quale avevamo sottratto spazio. Il vampiro non è un essere chimerico. Siamo noi uomini” Alberto Albertini.

“Quello che faremo dipenderà dall’immagine che lo specchio avrà restituito a ognuno di noi” Annalisa D’Errico.

“Impareremo ad aspettare tempi migliori. Avremo migliorato il nostro inglese, imparato l’importanza dello sport, avremo letto qualche libro in più. Saremo un po’ meno ricchi, ma molto più pazienti” Cristiano Carriero.

“(…) le mappe saranno uno strumento irrinunciabile, e la cartografia occuperà una rilevanza finora inedita. E questa azione cartografica sarà tanto più fruttuosa quanto riusciremo a fondere le nostre mappe – emotive, topografiche, letterarie, cognitive” Ferdinando Morgana.

“L’impossibilità di un controllo completo sulla realtà è la lezione che ci sta impartendo questa pandemia (…) Sapremo poco sul “come fare” e dovremo tornare a porci la questione sul “chi essere”” Bruno Mastroianni.

“E la vita trova sempre una via” Luca Iaccarino.

“E questo non può essere che un fantastico inizio” Valentina Manganaro.

Avatar

Alessandro Cappai

Giornalista. Insegna giornalismo digitale al master in giornalismo “Giorgio Bocca” all’Università di Torino. È un orgoglioso iscritto dell’Online News Association. È stato speaker al Festival...