Con @sopraognidove ART LAB l’artista mette in discussione la separazione tra abitare, lavorare ed esporre. Primo mostra “Dentro il Confine, a cura di Luca Cantore D’Amore

Dove finisce una casa e dove comincia uno studio d’artista? E quando uno spazio privato diventa un luogo aperto agli altri? Sono domande che attraversano @sopraognidove ART LAB, il nuovo progetto di Davide Romanò che inaugura a Como giovedì 17 settembre alle 19, nell’ambito del Lake Como Design Festival.

Non è una galleria nel senso tradizionale del termine e non vuole esserlo. È contemporaneamente casa, studio, laboratorio, spazio espositivo e luogo d’incontro. Una sovrapposizione voluta, che diventa parte stessa del progetto artistico. Romanò lo definisce un “Rifugio Creativo”, ma il termine non indica un luogo chiuso al mondo. Al contrario, è uno spazio dal quale tornare a guardare il mondo dopo aver trovato il tempo e le condizioni per osservare, sperimentare e produrre. «Rifugio non come ripiegamento dal mondo, ma come spazio nel quale poter tornare a sé per produrre, osservare, sperimentare e poi nuovamente aprirsi agli altri», racconta l’artista. È una concezione dello spazio che mette sullo stesso piano la dimensione intima della ricerca e quella pubblica della condivisione.

In questo contesto prende forma Dentro il confine, la personale curata da Luca Cantore D’Amore, visitabile fino al 20 settembre. Il titolo si lega al tema del Lake Como Design Festival 2026, dedicato proprio ai confini e alla loro capacità di separare, ma anche di mettere in relazione. Nel lavoro di Romanò il confine non appare però come una linea netta. È piuttosto una soglia mobile: tra realtà e sogno, tra fragilità ed espressione, tra ciò che appartiene alla dimensione privata e ciò che può essere condiviso. La scelta di presentare le opere all’interno di un luogo che è allo stesso tempo abitazione e spazio creativo rende questa riflessione particolarmente concreta. La casa non fa da semplice sfondo alla mostra e lo studio non viene trasformato in una galleria convenzionale. Le due dimensioni rimangono riconoscibili, ma si incontrano.

È proprio questa permeabilità a interessare il curatore. «Entrare in @sopraognidove ART LAB significa, idealmente, entrare dentro un sistema di pensiero», sottolinea Cantore D’Amore. Il luogo, osserva, diventa «il ritratto indiretto di chi lo abita e lo immagina». Così anche gli elementi che circondano le opere assumono un ruolo: le mura, gli oggetti, gli spazi di lavoro, le tracce della vita quotidiana. Non sono una scenografia costruita per la mostra, ma testimoniano il processo attraverso il quale un artista costruisce le condizioni della propria ricerca. Il risultato è un’esperienza nella quale il visitatore non è chiamato soltanto a osservare delle opere, ma a confrontarsi con il rapporto che esiste tra l’opera e il luogo in cui nasce.

È forse qui che il titolo Dentro il confine trova il suo significato più concreto. Il confine non è necessariamente una barriera da oltrepassare. Può essere una soglia da abitare: il punto nel quale dimensioni diverse – pubblico e privato, arte e vita, casa e laboratorio – smettono di essere categorie rigidamente separate e cominciano a dialogare. Con @sopraognidove ART LAB Davide Romanò porta dunque il pubblico dentro una parte normalmente meno visibile del lavoro artistico: non soltanto il risultato, ma lo spazio, il tempo e le condizioni attraverso cui quel risultato prende forma.

La personale Dentro il confine, a cura di Luca Cantore D’Amore, è aperta al pubblico fino al 20 settembre 2026. L’inaugurazione dello spazio è in programma giovedì 17 settembre alle 19, in occasione del Lake Como Design Festival.

Nestar Moreno Tosini

Nestar Moreno Tosini

Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università della Svizzera italiana, Nestar Moreno Tosini è un giornalista e sociologo italosvizzero

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