Il mercato dell’arte moderna inizia in modo frizzante la stagione 2026-27. Almeno è questa l’atmosfera che si è respirata a Capitolium Art, durante l’asta inaugurale del 15-16 settembre scorso. Diversi autori hanno oltrepassato le stime. Piero Dorazio, con “Mosaico”, pittura di cm. 60×60, valutata 3.000-5.000 euro, è arrivato, ad esempio, a 7.600 euro, mentre Mirko Basaldella, con “Maternità”, un piccolo bronzo alto cm. 42, ha quasi quadruplicato la stima intermedia, superando quota  15.000 euro.
Ma non sono soltanto i grandi nomi storicizzati ad avere superato le attese. Giulio Somalvico, presente con “Spagna”, acrilico di cm. 63×74, dopo un susseguirsi di offerte e controfferte è balzato da una base d’asta di 500 euro a una aggiudicazione al martello di 1.700 euro, oltre 2.140 euro con i diritti.
Nato a Como nel 1932  e scomparso il 31 maggio di quest’anno, Somalvico ha debuttato nelle grandi aste lo scorso 29 luglio proprio a Capitolium Art, dove la sua tela di cm.70×70, “La cavalcata”, aveva raggiunto 1.500 euro (1.890 euro con i diritti). Un risultato da applausi per un Maestro, apprezzato per la sua continua ricerca sviluppatasi per 70 anni, ma alla sua prima apparizione assoluta in una auction house di grande prestigio. Merito anche del lavoro della figlia Laura, che ne sta curando l’archivio e del critico di riferimento Nestar Tosini.
La casa d’aste dei fratelli Gherardo e Giorgio Rusconi, da parte sua, conferma l’intuito nell’individuare e valorizzare artisti di spessore. Del resto, Capitolium Art è una delle poche auction house a non limitarsi a operazioni di mercato, ma a svolgere una funzione culturale, come dimostrano le personali organizzate nelle sue varie sedi nazionali di artisti quali Mario Schifano, Leoncillo Leonardi, Ettore Colla e Aldo Mondino.
Deborah Fallini

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