“Black hole A” e “Red Alphabet”. Questi i titoli delle due opere, entrambe di cm. 100×100, con cui Lorenzo Marini partecipa alla mostra “Da Burri a Cattelan 1970/2025”, in cartello a Catania, presso la Fondazione Puglisi Cosentino, in programma dal 26 ottobre scorso al 29 marzo 2026.
L’esposizione presenta oltre 50 capolavori concessi in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Gnamc) di Roma, l’istituto che conta la più grande collezione di opere d’arte italiana degli ultimi due secoli. Tra i Maestri storicizzati presenti alla mostra catanese, Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Alberto Burri, Alighieri Boetti, Carla Accardi, Agostino Bonalumi, Ettore Spalletti e Mario Schifano. Mentre la pattuglia dei “contemporanei” è guidata da Maurizio Cattelan, Rudolf Stingel e Lorenzo Marini.
A proposito di quest’ultimo, autore che L’Incontro ha seguito nella sua vorticosa crescita, il catalogo recita: “Marini crea un vortice di lettere che non formano parole complete e leggibili. L’assenza di punteggiatura, sull’onda dell’eredità futurista e marinettiana, visualizza un discorso apparentemente impossibile e una destrutturazione delle parole volte a dar vita a quel ‘non senso’ che finisce col dominare le nostre esistenze. Una sorta di ‘buco nero’ a colori, per usare un ossimoro, in cui tutti i nostri vaniloqui sembrano finire nel nulla”.
Nestar Moreno Tosini
