Pochi italiani conoscono la realtà storica dello Stato della Chiesa cattolica alla vigilia del XX Settembre 1870. Tale Stato (comprensivo del Lazio, Emilia Romagna, Marche, Umbria) era governato da un monarca assoluto (il Papa-re) senza elezioni, senza Parlamento.

La magistratura era agli ordini diretti del Papa

Tutti i militari pontifici erano stranieri, mercenari, pagati a spese dei sudditi. Questi non avevano alcun diritto. Forniture, cariche, appalti, tasse, impieghi, licenze, esenzioni, tutto era deciso dai preti, scelti dal cardinale Segretario di Stato, nominato dal Papa (è il protagonista dell’opera lirica “Tosca” di Puccini). Il Vaticano era sostenuto dalle grandi famiglie della nobiltà romana, come i Torlonia e i Barberini, detentrici di vaste proprietà terriere e titolari di enormi privilegi. Nobili (raffigurati nel film di Alberto Sordi “Il marchese del Grillo”) che spadroneggiavano sulla plebe e sui beni dell’antichità classica, talora satireggiati dalle denunce clandestine appese al busto di Pasquino. Una di queste nobiltà saccheggiò il Colosseo per edificare il proprio palazzo, per cui corse il motto: “Quod non fecerunt barbari, fecerunt Berberini” (quello che non fecero i Barbari, lo fecero i Barberini).

Mastro Titta”, il boia del Papa

Il codice penale papale prevedeva non soltanto pene detentive, ma anche corporali, come la fustigazione delle prostitute. Vigeva la pena di morte. Il famoso “Mastro Titta”, il boia del Papa, impiccò, decapitò, ghigliottinò oltre 500 persone durante la sua disonorevole carriera. La ghigliottina, impiantata a Roma, in via dei Cerchi, funzionò sino alla vigilia del 1870. Le truppe dello Stato della Chiesa furono responsabili di eccidi a Forlì (1832), a Perugia (1859), a Roma (1867).

Il XX Settembre distrusse l’ultimo ghetto in Italia

Nelle scuole i testi per i giovani erano rigorosamente censurati e occultavano gli eventi sgradevoli della Chiesa. Come il fenomeno dei cantori evirati, cioè di quei bambini che venivano castrati per farne cantanti soprano nella Cappella papale, nelle cattedrali e in luoghi pubblici di spettacolo. Il XX Settembre distrusse l’ultimo ghetto in Italia, che racchiudeva 5000 ebrei in un quartiere malarico vicino al Tevere. Gli ebrei erano costretti ad ascoltare in chiesa le prediche antisemite dei frati. Chi si addormentava veniva schiaffeggiato. L’ambiente clericale, repressivo di ogni libertà, nemico dell’unità d’Italia e del Risorgimento, suscitò diffuse proteste anche all’estero. Inoltre fu condannato da Garibaldi nel suo famoso testamento, che raccomandò di escludere in modo assoluto l’odiata assistenza religiosa in punto di morte.

La sconfitta di Napoleone III a Sedan

L’imperatore Napoleone III, che nella guerra contro la Germania aveva ritirato la guarnigione francese a Roma per la protezione del Papa, fu sconfitto e fatto prigioniero dai tedeschi a Sedan nel 1870. Il Regno d’Italia, auspicando il compimento dell’unità del Paese con Roma capitale (in attesa la capitale era stata trasferita da Torino a Firenze), decise di profittare dell’assenza delle truppe francesi per conquistare Roma.

Nino Bixio, Giacomo Segre e la scomunica di Pio IX

Per cautelarsi dall’eventuale tradimento di militari cattolici nella liberazione di Roma, lo Stato maggiore dell’esercito italiano (guidato dal gen. Cadorna) affidò il comando della Divisione che avrebbe attaccato Roma al garibaldino Nino Bixio, ateo. Mentre il comando della batteria di artiglieria che avrebbe aperto la Breccia di Porta Pia fu affidato al capitano Giacomo Segre, ebreo (di Saluzzo). I Valdesi entrarono il giorno stesso in Roma per diffondere la loro Bibbia. Bilancio dell’operazione militare: 65 morti, 141 feriti fra i bersaglieri che varcarono la Porta Pia combattendo contro i mercenari papalini. Con l’enciclica “Respicientes ea omnia” (del I nov 1870) Pio IX emanò la scomunica contro l’esercito italiano e i vari personaggi (per primo il re Vittorio Emanuele II). Inoltre la estese ai violatori degli edifici ecclesiastici confiscati a favore dello Stato Italiano.

Una ricorrenza dimenticata soprattutto dai giovani

Il XX Settembre fu evento storico politico, vittoria del Libero Pensiero e del positivismo, conclusione del Risorgimento, simbolo della lotta dell’Umanità per l’emancipazione dall’ignoranza e dalla superstizione. Risolse l’invettiva dell’inno di Mameli sugli italiani “da secoli calpesti, derisi perché non siam popolo, perché siam divisi”. Oggi il XX Settembre, nonostante le numerose vie e piazze ad esso intitolate, resta una ricorrenza, istituita con legge 401 del 1985, ma dimenticata e sconosciuta soprattutto dai giovani. Occorre ripristinare la festività civile del XX Settembre contro l’invadenza di qualsiasi integralismo religioso e per testimoniare la laicità dello Stato.

Perché abrogare il Concordato?

Anzitutto appare inutile una nuova revisione di esso, dopo quella firmata nel 1984 da Craxi e Casaroli. Infatti tale revisione stabilì bensì che la religione cattolica non era più la “religione di Stato”, che il suo insegnamento nelle scuole pubbliche era facoltativo. Nelle questioni di diritto familiare lo Stato rivendicava una propria autonomia. Inoltre stabilì che il finanziamento diretto della Chiesa da parte dello Stato (congrua per il sostentamento del Clero) veniva sostituito dall’autofinanziamento volontario. Grazie ai  fedeli e mediante il meccanismo dell’8 per mille dell’IRPEF, contenuto nella legge 222 del 20 maggio 1985. In realtà la religione cattolica è rimasta “religione di Stato” nel servizio pubblico televisivo e in ogni manifestazione ufficiale. L’insegnamento della religione nelle scuole statali è tuttora stimolato a cura di insegnanti entrati senza concorso nel sistema scolastico, scelti dai vescovi e pagati dallo Stato.

Le gerarchie ecclesiastiche continuano ad invadere la sfera della politica italiana

Le gerarchie ecclesiastiche continuano ad invadere la sfera della politica italiana. E non soltanto nelle questioni di diritto familiare attraverso il matrimonio celebrato in chiesa dal sacerdote pubblico ufficiale e oggetto di annullamento da parte di tribunali ecclesiastici attraverso un sistema di dominio clericale delle famiglie. L’8 per mille quale contributo annuale dei fedeli è un illecito perché le scelte non espresse nella dichiarazione dei redditi vengono assegnate alla Chiesa in proporzione alle scelte espresse. Cosicché percepisce ingenti contributi a lei non destinati dai fedeli. Infine una sentenza della Corte Europea ha sollecitato l’Italia a ricuperare l’ICI e le altre tasse mai pagate dal Vaticano (che ha trasformato vari conventi romani in alberghi concorrenziali a quelli privati).

Spazzare via il truffaldino sistema dell’8 per mille…

Occorre chiedere l’abrogazione consensuale del Concordato del 1929. Attraverso gli articoli 7 e 8 della Costituzione (decisiva la volontà filo cattolica di Togliatti all’Assemblea Costituente), garantisce i privilegi della Città del Vaticano, sostituendo tale Concordato con la stipula di un’intesa fra lo Stato e la Chiesa cattolica (come avviene attualmente con le altre confessioni religiose). Occorre spazzare il truffaldino sistema dell’8 per mille, le esenzioni fiscali sugli immobili, i finanziamenti alle scuole cosiddette “paritarie” (confessionali di vari culti) e agli oratori. Inoltre gli stipendi per gli insegnanti di religione, per i cappellani militari e ospedalieri, i “buoni-scuola”, i contributi alle Università cattoliche. Anche le prebende alle emissioni radiotelevisive vaticane, le forniture idriche al Vaticano, il servizio postale, ecc.

L’Europa è certamente più laica dell’Italia. Per raggiungere il livello democratico dei principali Stati europei (Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi nordici) bisogna iniziare dall’abrogazione del Concordato.

Bruno Segre

 

 

Bruno Segre

Avvocato e giornalista. Fondatore nel 1949 de L'Incontro

Discussione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *