La sfida del lavoro per le nuove generazioni

Parliamoci chiaro: non esiste una ricetta semplice ed infallibile per migliorare la questione dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro in Italia. Stiamo parlando infatti di un tema sociale complesso, variegato, su cui agiscono variabili diverse e il cui equilibrio non è certamente semplice da raggiungere. Parliamoci chiaro: non è vero che tutti i giovani non hanno voglia di mettersi in gioco e non è altrettanto vero che non esiste un tessuto di imprese (e non solo) in grado di offrire soluzioni lavorative di livello per le nuove generazioni.

Partire dalle basi per ragionare sul futuro

È innegabile che il sistema che ruota intorno al mondo del lavoro vada fortemente migliorato e i suoi ingranaggi costantemente oliati, al fine di limitare in primis il grave problema dei NEET. Ossia persone, soprattutto giovani, ‘inattive’ da un punto di vista lavorativo o formativo (si veda in particolare il nostro ultimo articolo). Per raggiungere questo obiettivo dovremmo approfondire meglio i fattori che stanno alla base delle esigenze dei giovani e soprattutto calarli sul contesto storico e socio-economico attuale, caratterizzato da problematiche (e opportunità) certamente differenti dagli ultimi decenni.

L’evento di Omnia Torino a ‘Piazza dei Mestieri’

Per discutere di questi temi Omnia Torino, insieme ai partner del progetto ‘Vivere Torino: giovani torinesi’, ha organizzato lo scorso 30 settembre un incontro con istituzioni e membri del tessuto imprenditoriale e sociale della città. L’evento, tenutosi a ‘Piazza dei Mestieri’, è stato un’importante occasione per condividere esperienze sul mondo del lavoro e della formazione, in una chiave di lettura orientata ai giovani. Senza sorprese l’argomento ha dato spazio a dibattiti e confronti tra palco e pubblico, chiaro segnale che questo tema sociale è particolarmente sentito, d’altronde come potrebbe non esserlo: stiamo parlando del nostro futuro.

Il punto di equilibrio tra domanda e offerta

Dalle domande dirette ai giovani in sala durante l’incontro è emerso che tra i requisiti maggiormente presi in considerazione per ricercare (o talvolta accettare) un lavoro spiccano passione, flessibilità e possibilità di crescita, tre aspetti fondamentali per un ambiente di lavoro sano. Si ambisce quindi ad una posizione per la quale dedicarsi con entusiasmo e che garantisca da un lato un equilibrio con la vita extra-lavorativa e dall’altro un percorso di formazione professionale e personale.

Qualcuno potrebbe storcere il naso evidenziando che la ‘gavetta’ è essenziale, ma, riflettendoci, queste sono davvero richieste fuori dal mondo? Offrire lavoro comporta anche la responsabilità di garantire, per quanto possibile, la qualità di una posizione e il benessere del lavoratore, anche se è innegabile che, in un contesto storico tutt’altro che roseo come quello attuale, le difficoltà per le aziende nell’assumere e costruire percorsi di crescita risulta sempre più complesso, anche economicamente.

Confrontarsi per migliorare

Come Omnia Torino ci rivolgiamo ai lettori de L’Incontro per una considerazione su questo tema chiave per lo sviluppo del nostro Paese, ossia come conciliare in maniera efficace e sostenibile da un punto di vista sociale le esigenze dei giovani con le peculiarità del mondo del lavoro. Siamo infatti convinti che il confronto e il dialogo continuo, anche e soprattutto intergenerazionale, possano offrire spunti di valore per costruire un futuro migliore. Una cosa è certa: impegno e dedizione non dovranno mai mancare nei giovani lavoratori di oggi e domani, ma al tempo stesso dovranno essere forniti loro i migliori strumenti per sfruttare appieno le proprie potenzialità.

Pietro Andreotti

 

Pietro Andreotti

Di formazione ingegneristica, si occupa di energia e servizi pubblici. Appassionato di innovazione, di geopolitica e di viaggi, fa parte del think tank Omnia Torino.

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