L’acqua è da sempre simbolo per eccellenza di purezza e vita. È stato un
tema percorso da tantissimi artisti, sia moderni che contemporanei,
divenendo nel tempo la protagonista di grandi opere.

“Il Battesimo di Cristo”, databile tra il 1303 ed il 1305, realizzato da Giotto
e custodito all’interno della Cappella degli Scrovegni di Padova, è
l’esempio emblematico di come l’elemento naturale dell’acqua,
attraverso l’atto sacrale del battesimo di Gesù da parte di San Giovanni,
indichi virtù e candore.

Elemento quindi sì, come si diceva, di innocenza ma anche di forza
stravolgente ed esplosiva. Nel pieno Romanticismo, ad esempio, William
Turner con il dipinto “Il naufragio” dà grande importanza al dato marino
in relazione ai giochi di luce. L’opera rappresenta dei vascelli, in procinto
di affondare, in balia di una tempesta e dei marinai che tentano di salvare
la vita di loro stessi e dei rispettivi compagni.

Si è tenuta nella sede romana della Casa d’aste Capitolium Art, una mostra dal titolo ‘Water’ dell’artista italo-irachena Hadeel Azeez e curata da Willi Zucco all’interno del progetto culturale Spazio all’Arte, per celebrare la profondità del linguaggio dell’acqua.
L’esposizione, sponsorizzata da Blue Factory e comprendente undici
opere, unisce una mescolanza di culture completamente differenti
dell’artista: da un lato l’influsso paterno arabo della tradizione irachena,
dall’altro lo stile iraniano da parte materna, la “cui storia e civiltà” – come
afferma nel testo critico lo storico dell’arte Marco Meneguzzo. “Ha
davvero poco da spartire con i vicini, nonostante la nostra ignoranza li
accomuni in una generica nebulosa di cui conosciamo solo certi stereotipi,
i più beceri”. Inoltre, non bisogna dimenticare o trascurare il suo
trasferimento in Italia.

In un mondo dominato dal fenomeno della globalizzazione, Hadeel Azeez
ha saputo esprimere, con la forza dell’elemento acquatico ottenuto con la
tecnica della penna a sfera, il valore aggiunto della fluidità e del mélange
positivo tra le etnie, ponendo in contatto elementi dissimili. Il multiculturalismo, l’andare oltre i confini geografici e nazionali e la miscela di etnie differenti sono la prospettiva del Terzo Millennio che non possono far altro che spingerci ad una riflessione antropologica e
culturale della società. Meneguzzo sottolinea, ancora, quanto per Azeez la scrittura sia un dato fondamentale nella sua arte, conseguendo con la tecnica della penna a
sfera “una ‘massa’ tutta uguale e compatta, pur essendo fatta di
incalcolabili singoli segni”.

La mostra indaga, attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea, i temi
legati all’ambiente, al fine di sensibilizzare l’utilizzo delle risorse naturali
da parte dell’uomo. Dati statistici alla mano, negli ultimi anni lo
sfruttamento eccessivo ed incontrollato del suolo sta portando ad eventi
catastrofici per l’ecosistema. La start up promotrice dell’evento, la Blue
Factory, mossa da egregi scopi ambientali, si impegna da anni nel
progetto della sostenibilità dell’acqua, promuovendo la riqualificazione di
spazi blu, come la costruzione di piscine pubbliche, per garantire una
società più altruista, votata al benessere collettivo dei cittadini.

Possiamo affermare, senza timore di essere smentiti, che questa
kermesse artistica sia la prova di quanto l’arte e la filantropia camminino
di pari passo, coniugando il dato culturale con quello sociale. In
conclusione, “Water” come diamante prezioso, unico e“fluido”.

Martina De Tiberis

Martina De Tiberis

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Ferrara con il massimo dei voti. Nel 2021 ha intrapreso il percorso per diventare giornalista pubblicista,...

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