Il vecchio e il bambino” è una delle bellissime canzoni che compongono “Radici”, lo straordinario LP di Francesco Guccini uscito nel 1972, cui ho già accennato. La canzone affronta senza mezzi termini il tema dell’ambiente: è incisiva e folgorante.

L’Autore in circa quattro minuti è riuscito ad affrontare, svolgere ed esaurire un “argomentone”. L’ha fatto anche con altre canzoni. Mi vengono in mente per esempio “Piccola storia ignobile” sull’aborto; “Amerigo” sull’immigrazione. E ancora “Su in collina” sulla Resistenza; “Don Chisciotte” su etica e senso di giustizia.

Cosa aveva immaginato Guccini 50 anni fa?

Ne “Il vecchio e il bambino” l’argomento centrale è, secondo me, il lascito tra generazioni. La responsabilità assunta nei confronti delle generazioni successive nell’imprimere al progresso l’attuale direzione, questo “modello di sviluppo”.
Nella canzone si può immaginare sia un nonno a parlare con un nipotino passeggiando mano nella mano. In uno scenario di avanzata industrializzazione (“la polvere rossa si alzava lontano e il sole brillava di luce non vera … e tutto d’intorno non c’era nessuno, solo il tetro contorno di torri di fumo”) il nonno ricorda il paesaggio agricolo e la vita degli uomini scandita armoniosamente dai ritmi della natura (“immagina i frutti, immagina i fiori, e pensa alle voci e pensa ai colori … cadeva la pioggia, segnavano i soli, il ritmo dell’uomo e delle stagioni”).

Salvaguardia, tutela e cura dell’ambiente sono sempre validi

Sono trascorsi 50 anni. L’incubo tratteggiato dalla canzone (la grandezza del testo è anche in questo caso quella di rifuggire da qualsiasi retorica e lasciar immaginare molto più di quello che viene cantato) ha via via preso forma nei decenni successivi. Ed ora eccoci qua. L’argomento della salvaguardia, tutela e cura dell’ambiente, che ha acquisito un’ulteriore valenza di ordine costituzionale, fa tremare i polsi. Non ho ricette da “C.T. della Nazionale” (contrariamente a molti). Francamente non saprei proprio da che parte cominciare. Istintivamente su questo argomento mi sono sempre fatto guidare da una sorta di … senso dell’armonia. Rispetto e continuità con ammodernamento prudente, progressivo e ponderato.

Alle code per sciare preferisco le ciaspole

Per esempio, ho sempre provato diffidenza per gli insediamenti massivi e moderni in ambienti montani o agricoli. Non mi è mai piaciuta l’idea di estendere le modalità di vita cittadina a contesti che cittadini non sono. Ho sempre pensato che la montagna è montagna, il mare è mare. Chi va in montagna o al mare è bene impari a camminare in salita e in discesa. A nuotare o ad andare in barca.

Sono trentino. Amo anche il mare. Amo camminare da solo nel silenzio.
Subisco la fascinazione della navigazione a vela, anche se non la pratico.
Sto sulla costa, cammino, se c’è qualche altura salgo e guardo il mare dall’alto.
Prediligo gli orari mattutini o serali. In montagna non scio. Nell’occasione in cui mi sono trovato in una bella località montana durante il ponte di Sant’Ambrogio, ho incontrato una moltitudine di lenti e impacciati sciatori destinati ad ammassarsi verso gli impianti di risalita, per poi scendere e ricominciare la coda.
Se posso dir la mia, mi hanno fatto pena.

Sono una ruota quadrata con la pietra focaia in mano

Gli amici che praticano scialpinismo mi raccontano, invece, cose meravigliose.
Più modestamente io vado di scarponi, ciaspole e al massimo ramponcini.
Lo so, a volte io stesso mi considero una ruota quadrata. Mi vedo con le pietre focaie in mano. Non si tratta di vagheggiare un passato caratterizzato – lo so bene – da vite durissime, economie striminzite, fame, freddo e vite brevi per stenti e malattie.

Si tratta, invece, di provare a immaginare una sforbiciata a uno stile di vita insostenibile dal punto di vista ambientale ed economico. Porre una questione culturale che promuova più sobrietà, semplicità, frugalità, anche nella vita di tutti i giorni. Altrimenti alle prossime generazioni non potremo “raccontare fiabe” come nella canzone, ma solo incubi.

Claudio Zucchellini

Claudio Zucchellini

Avvocato, Consigliere della Camera Civile di Monza, attivo in iniziative formative per Avvocati, Università, Scuole e Società Civile.

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