L’America attacca se stessa. Una manifestazione organizzata dai militanti pro-Trump si trasforma in un’insurrezione al Parlamento USA. Militanti hanno fatto irruzione dentro le aule di Camera e Senato e in alcuni uffici, tra i quali quello della speaker Nancy Pelosi. Sulla sua scrivania hanno anche lasciato messaggio dove dicono: “Non ci tireremo indietro”. Un attacco che ha registrato quattro vittime e ha imposto alla sindaca di Washington Muriel Bowser di stabilire il coprifuoco alle 18. Un’azione di difesa del Campidoglio che ha mobilitato la guardia nazionale e la polizia della Virginia oltre alle forze poste a difesa dei palazzi.

Joe Biden, che nelle prime ore del 7 gennaio è stato dichiarato 46esimo presidente degli Stati Uniti, ha parlato durante la rivolta chiedendo al presidente Donald Trump un messaggio chiaro per interrompere l’irruzione. La risposta è stato un debole: “tornate a casa” registrato in un video postato su Twitter (poi rimosso dal social media) e poi condito con la conferma che le elezioni presidenziali sono state oggetto di brogli.

I commenti di oggi sul New York Times confermano la responsabilità di Donald Trump per quanto è successo a Capitol Hill. “Il presidente ha incitato alla violenza e queste sono le conseguenze”, scrive tutto il board degli editorialisti.

Le immagini dell’attacco al parlamento hanno riportato alla memoria il precedente negli USA quando, nel 1814 le truppe britanniche marciarono sulla capitale USA. Mentre in Europa, la memoria corre agli anni Venti del secolo scorso, quando uomini armati nelle aule parlamentari portarono alle dittature in Europa.

Riccardo Rossotto commenta le immagini viste a Washington collegandole alle pagine “nere” della storia italiana, quando anche da noi, con l’avvento del regime fascista, i principali obiettivi delle squadracce furono uffici pubblici e luoghi simbolo della democrazia.

Redazione

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