Nel quadro delle iniziative ispirate ad “Art&Social Responsibility”, Art Relation del nostro direttore Milo Goj ha organizzato un’asta benefica che si è tenuta presso la Boutique Tempini 1921 di Milano lo scorso 12 maggio.
L’iniziativa è stata ideata a sostegno di “CasAmica Onlus – Una famiglia per i malati lontani da casa” per l’attuazione del progetto “Adottare una stanza”. Si tratta di mettere a disposizione dei malati “pendolari” per ragioni di salute e dei loro famigliari un alloggio per alleviare le necessità di permanenza.

Il catalogo molto interessante era nutrito da bei nomi dell’arte contemporanea, tra i quali ricordo Maurizio Cattelan, Karina Castorani Gosteva, Sabrina Ravanelli, Radomir Damjan, Salvatore Garau, Alban Met-Hazani.
Ma, appena arrivato, sono stato attratto da un’opera senza titolo di Silvano Bozzolini, autore a me – assoluto profano – del tutto ignoto.

Un colpo d’occhio e mi son detto “Sarà mio”

Così è stato. Me ne sono tornato a casa tutto contento, letteralmente con il quadro sotto il braccio. Ma l’opera è senza titolo. Guardata e riguardata, il titolo è venuto in mente a me e senza esitazione: “Dinamiche dei sentimenti”. Forme quadrate e rettangolari che nella mia mente, però, sono tridimensionali, quindi cubi e parallelepipedi, sovrapposte in modo asimmetrico e costituite da materiali diversi.
Due linee rette scure ai lati e una linea curva rossa che irrompe nel centro dell’opera.
Si passa la vita a cercare di dare e darsi spiegazioni, di trovare e trovarsi modalità, sistemi e accorgimenti per gestire le proprie scelte e per limitare lo spazio agli accidenti.

Siamo sempre uguali e sempre diversi

Un faticoso modellare e rimodellare scelte e decisioni per mettersi al sicuro.
Il tutto sempre nell’ambito di margini che ci ha dato l’educazione o che ci siamo dati noi, vivendo, imparando, soffrendo. Fuggendo. E poi ecco, invece, improvviso, un lampo, uno sguardo, un sorriso, un tocco. Un caso. E le carte si rimescolano. Eccola là, quella linea rossa, impertinente e provocatoria che ci fa rifare tutto da capo. Ogni volta. Eccolo là, quel pugno sul naso. Eccola là, quella carezza. Siamo sempre uguali. Sempre diversi.

Pochi giorni fa Sabrina Ravanelli ha scritto su L’Incontro un bell’articolo su come salvarsi dal burn out con l’Art meditation. Leggevo con interesse ma, in realtà, pensavo al mio orto, alle mie chitarre, ai miei fornelli, ai miei libri, alle canzoni colonna sonora della mia vita, al mio dosare le energie su un sentiero di montagna. Poi “zacchete”: il quadro senza titolo di Bozzolini. Eccola la linea rossa che attraversa il campo. Non importa che cosa volesse comunicare Bozzolini. Neanche il titolo ha dato a quell’opera d’arte. No, non è malacura. È lasciare libero il campo. Campo aperto. Campo libero. Sguardo libero. Arte, appunto.

Claudio Zucchellini

Claudio Zucchellini

Avvocato, Consigliere della Camera Civile di Monza, attivo in iniziative formative per Avvocati, Università, Scuole e Società Civile.

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