Il 6 aprile scorso si sono svolti, nella Grande Sala del Popolo dello “Zhongnanhoi” (Sede del Governo cinese) a Pechino, due importanti incontri. Il primo si è svolto  tra il Presidente della Repubblica Popolare Cinese (R.P.C.) Xi Jinping e il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Il secondo sempre tra questi due ai quali si era aggiunta la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Incontri di distensione

Questi incontri erano importanti poiché – oltre alla complessità dei temi all’Ordine del giorno – segnavano la ripresa del dialogo tra la R.P.C. e l’Unione Europea che si erano interrotti nel 2014. Gli argomenti trattati riguardavano essenzialmente la crisi climatica mondiale, le minacce nucleari, la salute globale del pianeta e la stabilità economica internazionale, con lo scopo di “mantenere la pace nel mondo e promuovere lo sviluppo e la prosperità comuni”. Su tutto aleggiava anche il problema del conflitto russo-ucraino in corso. In merito a quest’ultimo punto il Presidente Xi Jinping si dichiarò disponibile – dopo aver avuto un incontro con il Presidente della Federazione russa Vladimir Putin – a un incontro con il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky e a non fornire armi nucleari alle forze in campo, aprendo così importanti spiragli alla risoluzione del conflitto. Conseguentemente, l’abilità di mediatore politico del Presidente della R.P.C. potrà essere messa alla prova dei fatti.

Nel 1968 venne rieducato nei campi del villaggio di Liangjiahe

Xi Jinping è nato a Pechino il 15 giugno 1953, figlio di Xi Zhongxun, comunista rivoluzionario, già compagno d’armi di Mao Zedong e Vice Presidente ( 1959) della R.P.C. , caduto in disgrazia ed esiliato dopo la Rivoluzione culturale del 1966. A seguito di tale evento, il giovane Xi Jinping venne inviato, all’età di 15 anni (1968) a lavorare, per un periodo di educazione, nei campi del villaggio di Liangjiahe (provincia dello Shaanxi, contea di Yanchuan) conducendovi una vita assai dura, costretto a dormire in una caverna su un letto di mattoni e paglia. Riconosciuto, dopo sette anni, come figlio di un appartenente al gruppo dei Taixi (“Principi rossi”) eredi di coloro che, nel 1939, avevano partecipato alla “Lunga Marcia”, a 18 anni fu ammesso alla Lega della Gioventù comunista cinese.

Negli anni 80 diventò “Doktor nauk” dottorato superiore in Scienze

Ricordiamo che per “Lunga Marcia” si intende la gigantesca ritirata dell’Armata rossa comunista di Mao Zedong che aveva percorso nel giro di un anno (ottobre 1934/ ottobre 1935) ben 20.000 km a piedi per sfuggire all’accerchiamento da parte del Kuomintang, governo nazionalista di Chiang kai Sheck. Nel marzo 1974, dopo averne tentato inutilmente per ben 13 volte l’ammissione, fu accolto nel Partito Comunista Cinese (P.C.C.). Dal 1975 al 1979 Xi frequentò l’Università Tsinghua di Pechino conseguendovi la laurea in Ingegneria chimica e successivamente il “Doktor nauk” dottorato superiore in Scienze.

Segretario particolare di Geng Biao

Negli stessi anni fu Segretario particolare di Geng Biao, Vice Primo Ministro dell’ R.C.P. Dal 1978, a seguito della riabilitazione del padre, divenne in successione Governatore delle Provincie di Shaanxi (1978/1985), Hebei (1985/1999), Fujian ( 1999/2002) e Zhejiang (2002/ 2007) e , nel 1980, contemporaneamente Preside della Scuola Nazionale di formazione dei quadri del P.C.C. a Fuzhou. Nominato nel marzo 2007 Segretario del P.C.C. della città di Shanghai, la seconda della Nazione, la carriera politica di Xi proseguì ad una velocità impressionante. Nell’ottobre dello stesso anno, nel corso dell’XVII Congresso Nazionale del Partito, fu eletto Membro del Comitato Centrale del P.C.C. e nominato, dal Presidente del P.C.C. Hu Jintao, Presidente della Commissione Nazionale di Sicurezza e Primo Segretario della Segreteria del Partito.

Al potere dal 2013 e poi il cambio della Costituzione

A febbraio dell’anno successivo (2008) fu nominato – sempre da Hu Jintao – Vice Presidente della R.P.C., e contestualmente divenne Vice Presidente della Commissione Militare Centrale (C.M.C.). Esattamente cinque anni dopo (marzo 2013) Xi assurse alla massima carica dello Stato cinese, la Presidenza della R.P.C. sostituendo lo stesso Hu Jintao. Con lui vennero eletti Hang Zhen come Vice Presidente e Li Kejan come Primo Ministro del Consiglio di Stato (sostituito nel 2023 da Li Quiang). In base alla Costituzione della R.P.C. – approvata nel 1982 e revisionata nel 1988, 1993, 1994 e 2004 (la R.P.C. era nata nel 1949 succedendo alla Repubblica di Cina di Chang kai Shek) il Presidente della R.P.C. veniva eletto dalla Assemblea Nazionale del Popolo Cinese e restava in carica per cinque anni. Pertanto, nel 2018, Xi venne rieletto alla Presidenza con l’unanimità dei 2.952 Delegati dell’Assemblea. Questo secondo mandato sarebbe scaduto nel 2023 ma, nello stesso anno 2018, Xi presentò all’Assemblea un emendamento della Costituzione in base al quale veniva abolito il paragrafo che prevedeva l’elezione del Presidente della R.P.C. ogni 5 anni, consentendo a quello in carica di rimanere tale a tempo indeterminato.

Un Presidente a vita

Anche questo emendamento venne approvato all’unanimità dall’Assemblea del Popolo, consentendo a Xi di restare Presidente a vita. Per questo eccezionale successo, Xi ricevette congratulazioni dai Presidenti di quasi tutte le Nazioni comuniste, Vladimir Putin (Federazione russa), Kim Jong un (Corea del nord), Alexander Lukashenko (Bielorussia), Thongloun Sisoulith ( Laos) e Miguel Diaz (Cuba). Sposatosi nel 1979 con Ke Lingling, figlia dell’Ambasciatore cinese a Londra, la lasciò nel 1982 unendosi a Peng Lijan, cantante soprano lirica di successo e deputata del Comitato Nazionale della Conferenza politica consultiva del Popolo, sposandola nel 1987. Cinque anni dopo nacque la loro unica erede, Xi Mingze, che studiò Scienze sociali all’Università di Zhejiang e si laureò nel 2014 presso l’Università di Harvard (Massachussetts, U.S.A.).

E’ il 170° uomo più ricco del mondo e il 40° tra i cinesi

Xi parla la lingua ufficiale cinese mandarina, l’inglese, il francese e lo spagnolo e pratica, privatamente, il confucianesimo (che è di gran lunga la dottrina più diffusa in Cina) e, ufficialmente, mantiene lo Stato rigidamente ateo. Secondo il Centro Ricerche economiche cinese Hurun Xi è il 170° uomo più ricco del mondo e il 40° tra i cinesi, con uno stipendio ufficiale di 21.500 dollari/anno e un patrimonio stimato in 14 miliardi di dollari ( le riviste statunitensi “Forbes” e “The Indipendent” riferiscono di un suo patrimonio stimato a 7,4 miliardi di dollari). (L’uomo più ricco della Cina risulta essere oggi Zhong Shanshan, padrone della “Nonfu Spring” la più grande società di bevande al mondo, con un patrimonio di 71,5 miliardi di dollari). Nel tempo Xi ha ricevuto onorificenze ufficiali dalla Federazione russa, dalla Bielorussia, dalla Serbia, da Cuba, dal Venezuela, dalla Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti, dal Perù, dall’Argentina, dal Belgio, dal Kirghizistan, dal Tagikistan, dall’Uzbekistan, dal Turkmenistan e dal Kazakistan. Per contro, critiche da parte delle Nazioni occidentali gli sono state rivolte a causa del deterioramento dei diritti umani, della censura, del culto della personalità messi in atto da quello che è stato definito un “regime personale”.

Si ispira al marxismo leninismo di Mao Zedong e di Deng Xiaoping

Ideologicamente Xi si ispira al marxismo leninismo di Mao Zedong e di Deng Xiaoping, adattato alle condizioni attuali (“Xiismo”). In politica interna esso si basa sul principio che la Cina è una Repubblica socialista comunista , guidata da un Partito unico, quello comunista cinese, e questo deve dirigere e controllare tutte le attività dello Stato tramite i suoi Organismi periferici. In politica estera il “Pensiero di Xi” si realizza nel programma “Belt and Road” “Nuova Via della Seta” (la “Vecchia” era quella descritta da Marco Polo nel “Milione” del 1295 sulla scorta della prima “via” aperta verso i paesi confinanti dalla Dinastia Han nel 210 d.C.). Questa, in un quadro di ampia strategia geopolitica, si fonda su progetti di cooperazione internazionale e di espansione economica della Nazione in Africa e nell’Eurasia.

Il “Pensiero di Xi” materia di studio in università

Il sogno della Cina (esposto da Xi anche al Presidente U.S.A. Barak Obama in un incontro del settembre 2015) è quello di raggiungere “la prosperità del Paese, la ripresa delle relazioni con quelli vicini (specie il Giappone) e la pace con tutti i popoli”. Così concepito, il “Pensiero di Xi” è stato ufficialmente introdotto, nel 2017, nella Costituzione della R.P.C. per decisione unanime della Assemblea Nazionale del Popolo nel corso del XIX Congresso Nazionale del P.C.C. su proposta del Comitato Permanente dell’Ufficio politico del P.C.C. . Due anni dopo esso venne inserito, come materia fondamentale di studio, anche in tutti i corsi di insegnamento universitario, diventando il “verbo ispiratore” per tutte le attività dello Stato. Sempre in tema di politica estera, attualmente Xi, dopo aver assicurato l’appoggio diplomatico (senza peraltro l’invio di alcun tipo di armi) alla Federazione russa nel suo conflitto con l’Ucraina, si trova in un pericoloso stato di tensione con gli U.S.A. a proposito della questione dell’isola di Taiwan.

Gustavo Ottolenghi

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