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L’uomo bianco è sulla difensiva

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Black Lives Matter. Questo è il movimento che sta scuotendo gli Stati Uniti e attraversando l’Atlantico scuote le periferie delle metropoli europee. Forse come altri movimenti della storia umana anche il Black Lives Matter prima o poi si spegnerà, ma il fenomeno che ha innescato, che va sotto il nome di “Cancel Culture”, rischia di provocare effetti imprevisti e imprevedibili.

Il passato viene rivisto, sottoposto a critica e molti miti vengono abbattuti denunciando il loro non essere miti. È una sorta di regolamento di conti con un passato ritenuto responsabile delle storture di questo presente.

Le dimostrazioni violente che hanno occupato e ancora occupano le piazze degli Stati Uniti e dell’Europa dopo l’uccisione di Geoge Floyd sono state bollate come moti iconoclastici e vandalici. Anche i sanculotti del 1789 furono accusati di vandalismo, dal perbenismo della nobiltà. Quei vandali furono l’innesco che determinò il crollo di un regime secolare. I vandali di oggi mettono in discussione il presente denunciando i falsi miti del passato. Rielaborano la memoria addebitando ai padri mitizzati le colpe del colonialismo, della schiavitù, del razzismo.

Lo scontro è tra chi guarda alla Storia come un processo aperto e incompiuto oltre che raccontato in modo partigiano e distorto, e chi difende una visione conservatrice e marmorea della memoria come patrimonio da conservare.

Tra chi demolisce statue denunciando i falsi miti e chi non sente alcun fastidio nel vivere circondato da monumenti che celebrano le peggiori nefandezze. Il perbenismo dei bianchi, il main stream del pensiero di quelli che “hanno” definisce le proteste antirazziste come intolleranti e oscurantiste. Definiscono i Black Lives Matter una forma di razzismo verso i bianchi. Di fronte a questo ribaltamento di realtà si riaprono i libri di storia e esplode la denuncia contro una Carta Costituzionale, portata ad esempio, scritta come un corpo di leggi valido solo per gli uomini bianchi e non anche per gli afroamericani schiavi e figli di schiavi e non per i nativi. Eppure queste palesi ingiustizie discriminatorie sono presenti sin dalle origini nella Costituzione americana, ma non se ne parlava perchè il “politically correct” si opponeva a questa lettura e i neri e i nativi non facevano e non fanno parte dello slogan: Make America Great Again.

Sembrerebbe che siano saltati gli argini, l’uomo bianco è sulla difensiva, invoca legge e ordine per imporre la legalità a chi per generazioni ha subito l’illegalità, rifiutandosi di affrontare i sommovimenti che percuotono la società. L’uomo bianco si sente minacciato e il mondo occidentale non sembra in grado di dare risposte a queste richieste, al bisogno di una svolta profonda.

Il mondo occidentale capitalista continua a dare le stesse risposte: produttività, espansione monetaria, consumi, prima sì poi no al controllo dell’inflazione, riduzione delle tasse per chi le paga, e gli altri? distribuzione di denaro a scopi elettorali, ecc… idee vecchie sempre le stesse.

Recentemente Thomas Piketty ha lanciato quella che a molti deve essere sembrata una provocazione: molti problemi deriverebbero dalla “proprietà”. Ha tutta l’aria di essere un’idea rivoluzionaria. Se ne può parlare? Sembrerebbe di no perché nessuno ha raccolto la provocazione né è stata confutata. Gli economisti tacciono.

La volontà di abbattere le statue da Colombo ai generali sudisti, ai padri costituenti schiavisti, a Churchill colonizzatore, non ha l’obiettivo di cancellare il passato ma si propone di riaprire i libri di storia per ridefinire l’identità di intere popolazioni e ridiscutere quelle figure legate al commercio degli schiavi e alla colonizzazione che troneggiano dall’alto dei loro monumenti.

“Cancel Culture” non significa cancelliamo il passato, fare i conti con il passato. Significa trasformare il presente, avvicinarlo alla verità storica, alla realtà dei fatti. “Cancel Culture” significa denunciare il razzismo che sta montando anche in Italia, dove non si vuole ammettere che da decenni l’Italia è multietnica e multiculturale.

Se in Italia negli anni post seconda guerra mondiale avessimo avuto il nostro “Cancel Culture”, oggi non assisteremmo alla rivendicazione soddisfatta e senza colpe del passato fascista e invece di un memorial antifascista come a Berlino, abbiamo Salvini e Meloni più Forza Nuova e molte organizzazioni simili.

Resto convinto che dovremmo applicare “Cancel culture” al nostro Risorgimento, alla conquista del regno dei Borboni di Napoli, all’unità d’Italia e a tutti i monumenti che occupano le piazze e le vie italiane: Garibaldi, Mazzini, Vittorio Emanuele, Cavour, Umberto ecc… Agli italiani è stata raccontata una storia che non corrisponde al concatenarsi reale delle vicende che portarono all’unità d’Italia. Sarà per questo che ognuno abbraccia la parte di storia che più torna comodo.

L’insoddisfazione e il disagio crescono ogni giorno e non riguardano solo gli USA e i Black Lives Matter. Le periferie delle metropoli sono dei bollitori la cui pressione sale in continuazione. Per strada si viene ammazzati perchè alcuni energumeni devono fare sfoggio dei loro muscoli palestrati e la vittima è un italiano di colore. Ci sono i: NO VAX, NO MASK; NO TAX, e tanti altri no che si coagulano in una massa fuori controllo.

I governi non hanno risposte, si affidano alle forze dell’ordine e qualcuno invoca l’intervento dell’esercito. Il convulso presente che stiamo vivendo, vuole essere governato, ma pare che nessuno sia in grado di farlo. La rivoluzione tecnologica è stata come il vaso di Pandora, sembrava contenesse solo cose positive e invece conteneva frutti avvelenati.

Così come avvenne con la prima rivoluzione industriale che pose l’uomo di fronte a una realtà sconosciuta: l’uomo inventò una macchina capace di sostituirlo nel lavoro e cominciò a patire la fame, oggi siamo di fronte allo stesso problema elevato a potenza. Molti producono ricette per governare il fenomeno della riduzione dei posti di lavoro, ma sono ricette vecchie, vogliono riesumare Keynes, sarà sufficiente?

Il punto è che la storia delle idee è dominata da una sorta di principio di inerzia che fa sì che si continui a pensare il nuovo con categorie antiche. Le ricette del capitalismo come lo conosciamo non sono più sufficienti a placare i Black Lives Matter e tutti gli altri movimenti che stanno mettendo sotto-sopra il pianeta.

Lo scontro tra chi “HA” e chi non “HA”, mescolato a rivendicazioni, giuste ciascuna a modo suo, non promette niente di buono, e gli scontri armati tra i patrioti di Trump e i Black Lives Matter dimostrano che il livello di guardia è stato superato. La tornata elettorale americana rischia di essere un’ordalia generatrice di caos perchè nessuno dichiarerà di avere perso.

Lo slogan della pandemia Covid 19 era ed è: Tutto Andrà Bene. Bisogna avere fede, ma tanta. Io purtroppo non sono un uomo di fede.

Fidelio Perchinelli

Nella foto: statua di Cristoforo Colombo abbattuta a St. Paul, Minnesota, 10 giugno 2020 (Ben Hovland/Shutterstock)

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