Villadeati è un piccolo Comune disteso sulle colline che dividono le province di Asti e Alessandria. Il monumento ai Caduti della 1° Guerra Mondiale reca una lapide che ricorda gli undici Partigiani della Divisione Monferrato fucilati nel 1944 dai nazifascisti.

Il 19 luglio, nello spazio retrostante la chiesa di San Remigio, si è svolta una significativa manifestazione con l’intervento di molti invitati accorsi anche da Torino, Milano, San Remo, ecc.

Sulla tribunetta si sono accomodati il noto giornalista Gad Lerner, l’attrice Alba Parietti e il pubblicista, medico, ex-combattente volontario anche in Israele, Gustavo Ottolenghi.

Lerner ha presentato il libro “NOI PARTIGIANI, Memoriale della Resistenza italiana” edito da Feltrinelli, curato dallo stesso Lerner e dalla giornalista Laura Gnocchi, con una prefazione dell’ex-presidente dell’ANPI Carla Nespolo. Il libro, ora alla sua quarta ristampa, nasce da una ricerca su scala nazionale, nei tempi “del ferro e del fuoco”, degli atteggiamenti, dei codici di comportamento, dei modi di vita, della visione del mondo, alla base della scelta di migliaia di giovanissimi italiani a partecipare alla lotta antifascista.

A distanza di 75 anni dall’ultima memoria della Resistenza, Lerner ha raccolto centinaia di testimonianze dei Partigiani superstiti e migliaia di video-testimonianze selezionate da protagonisti ormai defunti.

Le interviste si basavano sui seguenti quesiti: c’è una circostanza particolare che vi ha indotti alla scelta partigiana? Ci fu modo, in quei mesi terribili, di formarvi una coscienza politica e di immaginare per quale futuro stavate combattendo? Quando avete avuto paura e come ci avete convissuto? Nel mezzo dei lutti e degli stenti conservate anche ricordo di momenti gioiosi? Come avete vissuto il vostro giorno della Liberazione? Ne è valsa la pena ovvero nel dopoguerra è mai capitato di pentirvi di aver fatto i partigiani?

Gli intervistati, d’intesa con l’ANPI, sono stati centinaia, tutti nati fra il 1920 e il 1925, tranne uno (Germano Nicolini) nel 1919, ed uno il decano (Bruno Segre) nel 1918, che operò nelle file della 1° Divisione Alpina “Giustizia e Libertà” in valle Grana (Cuneo) con il nome di battaglia Elio.

Orbene Lerner nel raccontare al pubblico la storia di questa iniziativa storica (c’è chi andò in montagna da sedicenne, fuggendo da casa e rinunciando a frequentare l’ultimo anno di scuola e chi scelse l’attività clandestina insieme agli amici all’insaputa dei genitori) ha citato episodi drammatici, amori giovanili, dinamiche familiari, un ambiente di crudeltà e di felicità, che tuttora commuove chi ascolta e chi legge il testo delle 50 testimonianze raccolte nel libro. Tali testimonianze sono state riprodotte in una serie di trasmissioni della RAI-TV negli scorsi mesi che ha così permesso di vedere e ascoltare gli anziani protagonisti, uomini e donne, intervistati da Lerner che combatterono nelle formazioni garibaldine (PCI) gielliste (P.d.A.), autonome (ex-militari), ecc.

Poi la bellissima attrice Alba Parietti ha presentato un suo libro (“Da qui non se ne va nessuno”, ed. Mondadori, 2012) che rievoca l’esperienza antifascista della sua famiglia, il padre combattente nella Resistenza, i familiari perseguitati.

Infine il dott. Gustavo Ottolenghi ha commosso l’uditorio nella rievocazione della sua attività di staffetta dodicenne della 7° Divisione Monferrato, brigata Tummo (“servii come vedetta dall’alto dei campanili su eventuali rastrellamenti nazifascisti…”) e di medico volontario in prima linea nella guerra dei 6 giorni in Israele.

A questo punto Lerner ha invitato il decano della Resistenza, l’avv. Bruno Segre, (che compare nell’intervista “Il portasigarette che mi salvò la vita”) a parlare delle sue attività antifasciste nel corso della sua lunga, intensa esistenza (102 anni). Il pubblico ha applaudito anche riferendosi alla battuta della Nespolo: “Per indicare una persona anziana gli antichi non dicevano “vecchio” ma “saggio”. È ciò che insegna questo libro.

Redazione

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La redazione de L'Incontro