L’INCONTRO del marzo 2005 dedicava l’articolo di fondo ad un tema particolarmente delicato nella storia del nostro Paese. Il titolo fu “Un antistorico progetto di legge, nessuna equiparazione fra Salò e la Resistenza”. Ce ne vuole parlare?

In quell’articolo si dava atto di una iniziativa dei parlamentari di Alleanza Nazionale (eredi del Movimento Sociale Italiano). Avevano “presentato il disegno di legge n. 2224 in futura discussione al Senato. Secondo lo stesso coloro che prestarono servizio militare nell’esercito della R.S.I. vengono riconosciuti come militari belligeranti ed equiparati a quanti prestarono servizio nei diversi eserciti in conflitto durante la 2° guerra mondiale”.

Sovvertire la contrapposizione storica fra i Partigiani e i nazifascisti…

Il disegno di legge, in breve, mirava a sovvertire “la contrapposizione storica fra i Partigiani e i nazifascisti, tra i volontari che scelsero la lotta armata a fianco degli anglo-americani per liberare l’Italia dall’occupazione tedesca e i repubblichini di Salò, che combatterono per mantenere fra lutti e rovine, il regime di Mussolini e Hitler”. Ora, essendo Alleanza Nazionale al Governo, essa pretendeva non solo di riscrivere la storia, ma anche di farsi beffe della coscienza degli italiani.

I quali, nonostante tutti i tentativi reazionari di voler far apparire il contrario del vero, non dimenticano che “dopo l’8 settembre 1943 il dimissionario Mussolini, liberato dalle SS inviate da Hitler, si rifugiò a Monaco di Baviera e costituì la cosiddetta Repubblica Sociale Italiana, espressa da un governo fantoccio riconosciuto ufficialmente solo dalla Germania, dal Giappone e dagli Stati (Croazia, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Ungheria) occupati dai nazisti.

Fu dunque un governo illegittimo, poiché l’unico legittimato a rappresentare l’Italia era quello insediatosi a Brindisi dopo la vile fuga del re da Roma”. In sostanza non esisteva uno Stato indipendente, ma la Repubblica Sociale Italiana era diventata una mera emanazione del Terzo Reich. Tanto è vero che alcune parti del territorio (precisamente le province di Trento, Bolzano, Trieste e la costa dalmata) furono in effetti annesse allo Stato tedesco.

Repubblica Sociale Italiana emanazione del Terzo Reich…

Così come in realtà non esisteva neppure un vero esercito della R.S.I., che arruolò i giovani a forza, con la minaccia della pena di morte (v. il famigerato “Bando Graziani” per i giovani degli anni 1922/23). Quanto piuttosto una serie di “bande” di varia estrazione e divise, che si resero colpevoli di atti di inumana crudeltà non solo contro i partigiani, ma addirittura contro la popolazione civile. Come concludeva L’INCONTRO “in definitiva, il potere effettivo presente sul territorio nazionale era quello tedesco. Per cui appare ridicolo il costante richiamo dei combattenti e poi dei reduci di Salò all’Italia e all’Amor di Patria, che essi avevano prostituito al padrone tedesco!”.

Ora un altro tema di politica internazionale particolarmente delicato.
Nel successivo articolo apparso su L’INCONTRO del settembre 2005, intitolato “Storico passo verso la pace. Sgombrate colonie israeliane da Gaza e Cisgiordania”. E’ ovvio che non possiamo prendere in esame il complesso tema dei rapporti tra palestinesi ed israeliani, che ancor oggi è ben lontano dall’essere risolto. Per questo La pregheremmo di limitare il Suo commento alla situazione illustrata nell’articolo.

In effetti nel 2005 vi erano stati degli spiragli di pace e di convivenza civile che, poi, negli anni successivi, sono stati del tutto dimenticati. A seguito delle guerre intraprese dagli arabi contro gli israeliani per scacciarli dai territori “occupati”, numerosi di questi territori rimasero nel possesso di Israele. Negli anni Israele iniziò ad installarvi sue colonie. Da qui una radicale opposizione tra le due parti, con attacchi spesso sanguinosi e contro civili, da parte dei palestinesi. Rivendicavano e rivendicano ancor oggi quelle terre; dall’altro Israele continuò e continua ancor oggi ad occupare ulteriori territori destinandoli ai propri coloni.

Una illegittima occupazione di territori

Nel 1984, in base agli accordi di Oslo, Israele si era impegnata a sgombrare le occupazioni abusive dei propri coloni all’interno della striscia di Gaza (362 Kmq. al confine tra Egitto ed Israele). Ma poi non vi aveva mai provveduto. Solo nel 2005, in pochi giorni, le 21 colonie occupate da circa 8.500 israeliani vennere finalmente sgomberate. Questo nonostante dure contestazioni dei coloni, aizzati da politici di destra e da religiosi integralisti. Fù la fine di una illegittima occupazione di territori che si confidava avrebbe portato ad ulteriori sviluppi positivi. La realtà degli anni successivi è la dimostrazione di come l’odio reciproco tra le due parti abbia ancor oggi il sopravvento su qualunque ragionamento costruttivo verso la pace.

Alessandro Re

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