Il titolo del volume di Nicola Roggero, giornalista per vari quotidiani e poi anche telecronista (edito da ADD Editore), è già di per sé significativo in quanto unisce a varie “Storie di atletica”, con vividi racconti delle vite, delle glorie, dei sacrifici e, talora, delle sconfitte dei suoi protagonisti, anche la “Storia del XX Secolo”, a volte incredibile ed a volte drammatica. Si potrebbe quindi definire, più che un libro di mero racconto di fatti sportivi, un volume che unisce a questi ultimi anche la Storia.

Sport e Storia

I venti capitoli del libro sono altrettanti interessanti racconti brevi che coinvolgono il lettore proprio per l’avvincente intreccio che l’Autore è stato capace di creare tra i protagonisti / le protagoniste di una gara, un record, una medaglia olimpica e la Storia di quel momento, del Paese dove il campione era nato o dove aveva trionfato oppure del Paese che ospitava i campionati e/o le Olimpiadi. E’ sempre l’autore, nella sua breve introduzione, che ci fornisce la chiave di lettura del libro (che, si ribadisce, non è affatto un semplice elenco di atleti, record battuti o medaglie vinte). “Per conoscere davvero questo sport, insieme ai protagonisti in pista, non ci si può limitare solo ai manuali tecnici, ma è necessario documentarsi sul contesto sociale e culturale in cui l’attività si svolge”.

Un intreccio narrativo intrigante

Dai titoli dei diversi capitoli già si capisce che l’interccio narrativo è assai intrigante. Da “Le medaglie negate”, con la vicenda umana che oggi sarebbe incredibile, di Jim Thorpe, il primo nativo americano, cioè indiano, a vincere due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Stoccolma nel 1912, poi revocategli per motivi apparentemente tecnici, ma in realtà razziali; a “Il ponte sul fronte orientale”, ponte sul quale morì nel 1944 il grande mezzofondista tedesco Rudolf Harbig, mandato a combattere l’insensata guerra di aggressione di Hitler contro la Russia. Sino al “Riscatto d’Africa”, con il racconto, toccante e con un finale drammatico, della vita di Abebe Bikila, da povero pastore in Etiopia a vincitore alle Olimpiadi di Roma nel 1960 della gara più prestigiosa di tutta l’atletica: la Maratona. Gara che vinse correndo a piedi scalzi!

Lo sport che cambia il mondo

Lascio al lettore il compito di ripercorrere tutti gli altri capitoli del libro che è frutto di una accurata scelta, da parte di Roggero, dei temi e dei protagonisti, mentre ritengo che le parole pronunciate da Nelson Mandela (primo presidente nero del Sud Africa dopo la fine dell’”apartheid”) siano le più efficaci per farci comprendere come “lo sport ha il potere di cambiare il mondo […], ha il potere di ispirare, di unire le persone come poche altre cose riescono a fare. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può creare speranza là dove prima c’era solo disperazione. Ha più potere dei governi nel rompere le barriere razziali. Irride ogni tipo di discriminazione”.

Confidiamo tutti che queste parole siano ancora una volta condivise in occasione delle prossime Olimpiadi di Parigi 2024.

Alessandro Re

STORIE DI ATLETICA E DEL XX SECOLO di Nicola Roggero, ADD Editore

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