Dopo l’analisi della vigilia, ecco i risultati in tempo reale, a firma del nostro Emanuele Gatti.

A causa della complessità del sistema elettorale stanno giungendo continuamente proiezioni più credibili ed aggiornate seppur con tempi più lunghi rispetto alle abitudini tedesche.
La seconda rete tedesca ZDF dà ora questi risultati che in termini di seggi al Parlamento porterebbero i socialdemocratici della SPD decisamente avanti rispetto all’Unione cristiano democratica sociale (CDU+CSU). Occorrerà tuttavia aspettare ancora anche perché questa volta, forse anche a causa della pandemia, un numero molto elevato di elettori ha deciso di votare per posta, pur con una percentuale totale di votanti sugli aventi diritto intorno al 77% in linea col passato.

Chart

Description automatically generated
Timeline

Description automatically generated with medium confidence

Queste sarebbero le possibili coalizioni

Chart

Description automatically generated

I primi commenti sui risultati elettorali si sono molto concentrati sui numeri e sul successo o sconfitta dei candidati più che dei loro partiti. Anche utilizzando alcune acute osservazioni di Lenz Jacobsen sul prestigioso Die Zeit, nel suo articolo: “Ma è veramente un nuovo inizio?” si cerca qui di dare una visione un po’ più ampia e strategica in una notte che promette ancora molte sorprese per un periodo, che si presenta lungo, di incertezza sulla formazione di un nuovo governo.

  1. La campagna elettorale è stata caratterizzata da una frammentazione delle discussioni dove tutto è importante e niente è urgente, con quell’atteggiamento che in gergo i manager tedeschi chiamano “mickey mouse Diskussion” ed i risultati ne sono la conseguenza. Nessun tema centrale delle possibili controversie che dovranno essere affrontate in sede di contratto di coalizione è stato sviscerato a fondo
  2. La CDU (più che l’Unione, infatti la CSU ha tenuto) è uscita sconfitta, indipendentemente dal risultato finale. È da considerarsi il peggior risultato finora ottenuto. La Dr. Merkel è stata cancelliera per 16 anni e anche Presidente del Partito persino più a lungo: lo ha lasciato ad una leadership debole perchè ha cercato un successor* che le assomigliasse, ovviamente senza successo (perché ciò è impossibile!) e non invece qualcuno che fosse in grado, anche se divers*, di interpretare lo spirito dei tempi. Summa summarum: quanto di buono la Cancelliera ha fatto per il Paese è costato al suo partito in termini di voti, di principi, di ideali
  3. I socialdemocratici dell’SPD possono festeggiare una resurrezione politica, dato che rischiavano di veder ridotta drammaticamente la loro influenza e presenza politica dopo parecchie disfatte elettorali e dopo essere stato così a lungo il partner di minoranza nelle tre Grandi Coalizioni cui hanno partecipato. Hanno riguadagnato consensi perché sono riusciti a dare un senso di unità, di continuità, di competenza di governo e soprattutto grazie al candidato Scholz, in grado di infondere quel rassicurante senso di continuità che la “Mutti” Angela, la mamma come veniva chiamata dagli elettori con grande affetto e assoluto rispetto, ha sempre garantito con i suoi brillanti risultati. Persino negli atteggiamenti il candidato Scholz ha usato il “body language” che facesse al caso. Non è certo quanto in realtà abbia contato il programma e non il candidato. Nei prossimi giorni le analisi del caso chiariranno. Forse Scholz non ha ottenuto di più perché non è riuscito a tranquillizzare l’opinione pubblica su un possibile governo con l’estrema sinistra. Non poteva farlo per altre ragioni e non l’ha fatto sapendo di correre questo rischio. 
  4. Con la politica sul clima non si vince. Tutti riconoscono il tema molto importante, ma l’elettorato non ha dato un mandato chiaro in proposito. Se i risultati parziali verranno confermati, il nuovo governo non ha ricevuto in realtà un mandato forte su nessuno dei temi cruciali, quali politica energetica e digitalizzazione. Non avendo ricevuto un mandato preciso, sarà difficile impostare una politica sul clima radicalmente diversa: ha vinto chi è riuscito a portare la discussione solo sui costi del cambiamento e non sulle opportunità (ammesso ce ne siano) o sull’ineluttabile peggioramento delle cose non agendo di prontamente e decisamente. Ma cosa si voleva da un elettorato che è costituito per la maggioranza da baby boomers cui le problematiche del clima interessano meno che quelle sul welfare o le pensioni future?
  5. L’estrema sinistra è quasi scomparsa. Le tematiche di ribellione e contestazione contro il sistema non hanno pagato, per almeno due motivi: il primo che tutto sommato l’elettorato non sta così male e si sente garantito da una SPD che è slittata a sinistra e perché alcuni temi di protesta sono anche nella destra radicale dell’AfD, per certi aspetti più credibile (per esempio perchè non è al governo in nessuna regione/ Land). In questo caso gli estremi si toccano.
  6. I temi centrali del rapporto con e in Europa, la “Gestaltung” di un nuovo ordine nel multilateralismo, le relazioni con Russia e Cina ed il ruolo di una sicurezza europea autarchica non sono stati trattati e dovranno essere affrontati senza un endorsement elettorale. Ciò è negativo? Bisognerà vedere come si organizzeranno i colloqui per la formazione della coalizione. 
  7. Come giustamente commenta l’autorevole Die Zeit “Chiunque si riunisca al tavolo dei negoziati nei prossimi giorni dovrebbe aver imparato dai falliti colloqui per la formazione della coalizione nera-verde-gialla Giamaica nel 2017. Questa volta i colloqui non devono iniziare con i dettagli e le differenze di opinione, ma con le domande: dove vogliamo andare? Cosa possiamo ottenere solo insieme e non da soli? Di cosa possiamo essere entusiasti insieme? Che tipo di tono politico vogliamo dare? Il successo dei negoziati e del prossimo governo dipenderà dal fatto che le parti coinvolte riescano in quello in cui hanno fallito durante la campagna elettorale: sviluppare una visione convincente e contagiosa di come questo paese dovrebbe andare avanti”.

Primo aggiornamento delle 18

Gli exit-polls alla chiusura delle urne: “too close to call”, direbbero gli americani, troppo vicini per decidere il vincitore.

Due istituti demoscopici danno risultati differenti, che pur essendo preliminari, danno il senso dell’incertezza sia sul partito che sarà al primo posto, sia sulla formazione della coalizione. 

Infatti, mentre la ARD (primo canale televisivo) presenta questa prognosi

Chart

Description automatically generated with low confidence

con la CDU alla pari della SPD, ma in vantaggio sui seggi in Parlamento, prevedendone 200 per l’Unione cristiano democratica sociale (CDU+CSU) e 197 per i socialdemocratici dell’SPD,

Chart, pie chart

Description automatically generated

il secondo canale televisivo ZDF da` invece in vantaggio la SPD con un significativo vantaggio sui seggi, presentando due scenari con rispettivamente 756 o 721 seggi. La legge elettorale tedesca è complessa soprattutto nel punto in cui la composizione del Bundestag non prevede un numero fisso di rappresentanti, ma piuttosto un numero variabile che deve essere determinato per bilanciare il risultato dei collegi uninominali con quello del proporzionale: infatti sulla stessa scheda ci sono due tipi di voti: uninominale per collegio elettorale e proporzionale. Il complicato conteggio porta alla determinazione dei seggi e alla loro distribuzione con qualche tempo di ritardo. 

Chart

Description automatically generated
Graphical user interface, chart, application, pie chart

Description automatically generated

Quindi si manifesta una perdita significativa di seggi dell’Unione ed un buon risultato di SPD. Verdi e Liberali (FDP). Le ali estreme, Linke (5%) e Afd (10-11%) escono dalle urne secondo i sondaggi.

Le possibili coalizioni sono per la ZDF secondo la tabella seguente

Timeline

Description automatically generated

.

Bisogna quindi attendere ulteriori aggiornamenti da parte degli istituti demoscopici per avere chiarezza sul reale risultato.

Certamente si prevede una grande difficoltà nel formare il governo, accentuata dall’attuale incertezza su chi si posiziona al primo posto.

Unica vera certezza per ora è che in sede di sondaggi si poteva ipotizzare una colazione Rosso-rosso-verde (SPD+Verdi+Linke) che i risultati non consentono.

(articolo in aggiornamento)

Emanuele Gatti

Emanuele Gatti

Emanuele Gatti è Presidente della Camera di Commercio Italiana per la Germania (ITKAM), svolge attività accademica in Austria e Germania, supporta aziende italiane nel loro percorso di internazionalizzazione...

Discussione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *