La bella storia continua, come forse era inevitabile. Una nuova pagina si aggiunge infatti alla vicenda, davvero già di per se stessa per molti versi incredibile, iniziata da Francesco Federico Cerruti (riservatissimo collezionista d’arte torinese deceduto cinque anni orsono) e culminata con il lascito ereditario della sua inestimabile collezione al museo d’arte contemporanea del Castello di Rivoli (quasi trecento dipinti non soltanto di enorme valore, ma particolarmente raffinati e scelti con il cuore: da Goya a Boccioni, da Balla a De Chirico, da Picasso a Sironi, a Burri, a Fontana, a Bacon, a Renoir, a Baldini, a Warhol, a Casorati, solo per citare alcuni dei principati autori)

Alle opere della collezione Cerruti esposte dal maggio dell’anno scorso nella casa in stile provenzale annessa al museo, costruita dal collezionista e restaurata dalla Fondazione a suo nome, si aggiunge un pezzo di straordinario valore: la “Madonna con Bambino, con San Giovannino e angeli” di Jacopo del Sellaio, dal collezionista particolarmente amata.

La presenza di tale opera, però, non è significativa solo per il suo straordinario valore artistico ma in quanto rappresenta un momento di affermazione di alti valori etici ed un parziale rimedio ad una delle pagine più tristi della storia del secolo scorso.

L’opera, infatti, fu acquistata a Vienna nel 1936 dall’imprenditore e collezionista ebreo Gustav Arens ma due anni dopo venne sequestrata dai nazisti con tutta la collezione, nel frattempo ereditata dalla figlia Anna sposata a Frederic Unger; quest’ultimo venne arrestato ma riuscì, pagando un ingente riscatto, ad ottenere la liberazione ed a riavere dalla Gestapo le opere sequestrate ed a spedirle a Parigi dove la famiglia Unger si era nel frattempo rifugiata prima di definitivamente emigrare negli Stati Uniti. Sfortunatamente la collezione, malgrado ogni iniziativa, non raggiunse mai i legittimi proprietari in America e fu nuovamente preda della Gestapo quando la Francia fu invasa. Dopo la guerra molte delle opere vennero rintracciate ma della “Madonna con bambino” si perse ogni traccia sino a quando nel 1982 il Cerruti, ignaro della storia passata, la acquistò da un mercante italiano (l‘opera era già stata battuta in precedenza in due aste).

Nel 2018, la Fondazione Cerruti, ricostruita la vicenda dello straordinario dipinto, ha preso l’iniziativa di ricercare gli eredi di Ann e Frederic Unger e nel febbraio di quest’anno, anche per il tramite della HCPO (Holocaust Claims Processing Office), è stato sottoscritto con questi un accordo nel quale si sono tenuti in considerazione da un lato la finalità pubblica voluta dal Cerruti, e dall’altro un giusto risarcimento a chi era stato drammaticamente espropriato.

Con tale accordo è stata scritta una pagina di alto significato etico e l’opera può oggi essere vista a Rivoli con una bella presentazione della vicenda che l’ha segnata; e con la serenità che una nuova pagine di civiltà è stata scritta, anche nel nome di Francesco Federico Cerruti.

Mario Napoli

Mario Napoli

Esperto in Diritto societario e commerciale, Contenzioso e arbitrati, Fusioni e acquisizioni. Iscritto all' Ordine degli Avvocati di Torino e Cassazionista.

Discussione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *