A meno di un anno dalle elezioni, il dibattito pare ancora concentrato su un irrilevante “teatrino della politica”: polemiche tra presunti leader, scissioni all’interno di partiti, formule di governo e alleanze. Insomma, giochi di Palazzo che allontanano, a dire il vero non solo in Italia, la gente comune dalla politica, creando in molti un senso di disgusto.
L’Incontro vuole porre l’attenzione sui problemi reali del Paese, in termini di sostenibilità sociale ed economica. In altre parole, di tenuta del patto sociale tra cittadini e Stato, di sviluppo del Paese e, soprattutto, di benessere (per non dire di capacità di sopravvivenza) delle famiglie. L’articolo qui di seguito è il primo di tre interventi del nostro editore, Riccardo Rossotto, dedicati a questi temi concreti.
L’Incontro intende comunque presentare anche il punto di vista dei rappresentanti delle Istituzioni. La sezione “In evidenza ” ospita così un articolo di Bruno Tabacci, politico di lungo corso (il suo debutto risale alla Prima Repubblica), nonché “grand commis”, tra i più rilevanti degli ultimi 30-40 anni. L’Incontro ringrazia per il suo contributo l’onorevole Tabacci, che attualmente riveste la carica di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.
Milo Goj
Direttore responsabile L’Incontro

Sarebbe opportuno porsi il problema in anticipo. Analizzare le criticità e costruirci intorno delle possibili soluzioni. Invece questo non sta accadendo. Ad esempio, in campo economico, nessun partito si sta ponendo la più banale delle domande: come aumentare la produttività del Paese?

Elezioni in un clima di incertezza imbarazzante

Tra meno di un anno si andrà a votare per il rinnovo delle Camere e l’incertezza sul futuro della nostra politica economica è quasi imbarazzante. Siamo praticamente fermi da trent’anni. Da dieci, la crescita potenziale italiana, la condizione ipotetica cioè in cui lavoro e capitale sono pienamente impiegati, è inferiore a zero. Da vent’anni la produttività totale dei fattori, l’indicatore che misura l’efficiente combinazione di capitale-lavoro dà un contributo molto negativo alla crescita.

Il Pil di 15 anni fa era più alto di quello di oggi

Il prodotto interno del Paese è di sette punti inferiore a quello di quindici anni fa. Non c’è nessun altro Paese, tra quelli occidentali, che si trovi in condizioni simili. Il tema che dobbiamo tenere ben presente è che nessuna società democratica regge all’infinito in una permanente condizione di riduzione del benessere. Questo è il tragico quadro di riferimento di cui le forze politiche italiane dovrebbero tener conto nel momento in cui affrontano una campagna elettorale importante come quella che si è già scatenata davanti ai nostri occhi.

Autunno caldo in vista

La prima vera grande emergenza sarà dettata dalla ripresa post-vacanziera. Gran parte degli italiani si troveranno, fin dal prossimo settembre, “bombardati” da inflazione, caro bollette, penuria energetica, lavoro povero, spread in rialzo, debito pubblico in crescita, nuovi flussi migratori causati dalla carestia africana.

Si addensa sul nostro Paese una vera “tempesta perfetta”

Una tempesta che nell’anno che ci separa alle elezioni potrebbe gonfiare le vele ai populisti. Quelli “già rodati o di nuovo conio” come li ha definiti il sociologo Ilvo Diamanti. La riduzione di capacità di acquisto del portafoglio della gran parte degli italiani provocherà un dilagare del malessere. Il Governo dovrebbe, fin da oggi, immaginare dei rimedi che vadano al di là del bonus “una tantum” di 200 euro erogato proprio in questi giorni. Il rischio della ripresa del populismo in un contesto economicamente negativo diventerebbe una certezza. Infatti, ritorneremmo ad assistere a quel disastroso siparietto costituito dalle tipiche risposte che i populisti sanno dare e per i quali di fronte ai problemi esistono soltanto i “sì o no”, “amico o nemico”.

Serve una nuova e più moderna legge elettorale

Per costoro “non esistono problemi complicati, ma unicamente soluzioni semplici… il loro regime di storicità è il presentismo”, come scrive Diamanti. I risultati di tale approccio li abbiamo visti e pagati pesantemente negli ultimi anni. Purtroppo, gli argomenti discussi, i confronti intervenuti, le polemiche innescate hanno avuto, finora, ben altri contenuti. Misere rappresentazioni di beghe interne a quasi tutti i partiti, con dibattiti incentrati più sull’autoreferenzialità dei vari leader che non sui problemi che deve affrontare il nostro Governo.

Le priorità del prossimo Governo

Inoltre, per arricchire questo quadro “dell’assurdo”, dobbiamo sempre ricordarci, come abbiamo scritto su queste colonne, che sarebbe necessaria per non dire obbligatoria, una nuova stesura della legge elettorale. Da riscriversi alla luce degli esiti del referendum del settembre 2020, del contesto politico attuale e delle varie indicazioni via via emanate dalla Corte Costituzionale che spesso ha dovuto agire in via sussidiaria rispetto all’inattività o distrazione del Parlamento. In questo contesto delicato, spinoso, poco serio, abbiamo provato ad individuare alcune priorità fra le tante che il vincitore delle prossime elezioni è chiamato a gestire.

PNRR e maggiore credibilità per il nostro Paese

Al primo posto il maggior distacco tra il Paese reale e la sensibilità dei partiti che ha portato ormai i livelli dell’astensionismo a vette preoccupanti. Al secondo posto la strada obbligata, almeno apparentemente, che il governo dovrà seguire per non rischiare di perdere i fondamentali benefici del PNRR. Quindi una possibile politica estera che tenga conto della nuova configurazione delle geo-mappe internazionali, originata anche dalla guerra in Ucraina ma soprattutto dalla volontà della Cina di diventare il centro vitale del nuovo Villaggio Globale. Quindi una politica economica che affronti davvero, e non solo a parole, il tema della riduzione delle disuguaglianze esistenti nel Paese. Così inaccettabili da riattivare la deriva del populismo demagogico e qualunquista, come abbiamo già detto.

Entriamo quindi nel merito dell’indice dei problemi e delle opportunità che il nostro futuro governo si troverà sul tavolo. (continua)

Riccardo Rossotto

Riccardo Rossotto

"Per chi non mi conoscesse, sono un "animale italiano", avvocato, ex giornalista, appassionato di storia e soprattutto curioso del mondo". Riccardo Rossotto è il presidente dell'Editrice L'Incontro srl

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