Rudy Caparrini, giornalista, toscano e tifoso della Fiorentina, si definisce “filelleno convinto”, già autore di alcuni libri sulla Grecia e il Medioriente, oltre che sulla Fiorentina. Ora è ritornato sulla Grecia con un libro interamente dedicato al Peloponneso, intitolato “Nel Peloponneso – Viaggiando tra storia e leggenda”, edito da Masso delle Fate, con la prefazione di Peggy Petrakakos, Console onorario di Grecia a Firenze.
Si tratta di un libro di viaggio in auto per la penisola, come sappiamo separata dalla terra ferma dal canale di Corinto e “terra che affonda le sue radici nel mito e nella storia”, come scrive la console Petrakakos nella prefazione. Caparrini l’ha percorsa in lungo e in largo raccontandoci le sue impressioni, nutrite ovviamente di collegamenti con la leggendaria storia dei luoghi, da Olimpia a Micene, da Sparta a Patrasso a Missolungi e così via, da costituire anche una piccola guida per quanti fossero interessati a visitarli.
Rudy Caparrini, la Grecia è tutta un tesoro di siti ricchi di storia e leggende, tu cominci invece dal Peloponneso, che nella premessa del libro hai definito “regione chiave per tutte le epoche della Grecia, sia antica sia moderna”. Perché regione chiave?
Per risponderti basterebbe citare Nikos Kazantzakis, il più celebre scrittore greco del secolo XX, che nel suo “La mia Grecia” scrive testualmente: “Un viaggio in Grecia deve sempre partire dal Peloponneso, l’antica Madre. Qui sono le radici insaziabili che grondano sangue – il monte Taigeto, i fiumi Alfeo ed Eurota, gli Atridi, Elena, Gemisto Pletone, Costantino Paleologo, Kolokotronis.
Atene, il fiore, la sublime gloria della radice, arriva dopo”. Come si può evincere da ciò che scrive il grande scrittore nativo dell’isola di Creta, nel Peloponneso si trovano i luoghi cardine di ogni epoca della Grecia. Nella penisola si trovano le città simbolo della civiltà Micenea: Micene appunto, che diede il nome alla civiltà stessa, ma anche Sparta e Pilo, più volte citate nelle opere di Omero. E poi il Peloponneso, nel periodo della Grecia Classica, è stato teatro della lacerante guerra civile fra le città-stato elleniche nel secolo V avanti Cristo, narrata nell’immortale opera di Tucidide. Ancora, la penisola ha avuto un ruolo centrale nella lunga epoca dell’Impero Bizantino, con la città di Mistrà, dove visse anche Gemisto Pletone, che era uno dei principali centri culturali dell’Impero stesso.
Infine, il Peloponneso è stato decisivo durante la Guerra di indipendenza greca che ebbe inizio nel 1821, poiché proprio nella penisola si ebbero le prime azioni coronate da successo degli insorti ellenici contro i turchi ottomani. Come si vede, nel Peloponneso si trovano i luoghi della grandezza del passato (quindi della gloria) e quelli della rinascita della nazione ellenica (della riscossa). Per queste ragioni considero tale regione il cardine di tutte le epoche della Grecia, sia antica sia moderna.
Se tu ed io ci siamo conosciuti è a motivo della Grecia, questo amore o “mal di Grecia” che ci unisce. Il mio è nato dall’amore per una donna di origine greca, madre dei miei figli, e di una frequentazione del Paese che data dal lontano 1969, mi piacerebbe conoscere da cosa nasce questo tuo “mal di Grecia”.
La passione per la Grecia è una questione tutta mia personale, che nasce in maniera che si può definire anomala. A differenza di te, non ho una moglie di origine ellenica né altre parentele con l’Ellade. Inoltre, seppure mi avesse da sempre incuriosito la grande storia della Grecia antica e classica, non posso nemmeno affermare che la cultura ellenica sia stata così fondamentale nella mia formazione scolastica, giacché nel mio percorso di studi non vi è stata la frequentazione del liceo classico.
Il mio “mal di Grecia” ha origine nell’agosto del 1990, quando mi ci recai in vacanza e ho avuto così il primo contatto diretto con la nazione ellenica. Rimasi fatalmente colpito, oltre che dalla straordinaria bellezza dei luoghi che visitai, anche dalla magnifica accoglienza ricevuta da parte del popolo greco. Da quel momento mi sono messo a studiare, da autodidatta, per saperne il più possibile sulla Grecia, sia antica sia moderna.
Ho avuto poi possibilità di leggere molti libri e di apprendere tante cose inerenti all’Ellade. E più studio la Grecia più cresce la mia passione, perché poche nazioni al mondo possono vantare una storia tanto interessante quanto quella del paese ellenico. Concordo con quanto scrive nel suo “Breviario Mediterraneo” lo scrittore croato Predrag Matvejevic, quando afferma che “la Grecia la sentiamo tutti nostra”. Penso che tutti i cittadini del cosiddetto mondo occidentale debbano ringraziare la Grecia per averci fornito le pietre miliari della nostra cultura.
Del Peloponneso particolarmente quale sito storico e archeologico dei tanti di cui è ricca giudichi indispensabile, per un viaggiatore ma anche un semplice turista, visitare?
Non è facile dare una risposta precisa perché sono davvero tanti i siti interessanti che si trovano nel Peloponneso, quindi, è difficile sceglierne uno a discapito degli altri. Ci sono luoghi già ampiamente noti al grande pubblico quali Micene, Epidauro ed Olimpia, che fanno parte di quasi tutti i programmi di viaggio dei maggiori tour operator internazionali. Pensandoci bene, in primis mi viene da suggerire il maestoso sito archeologico dell’Antica Messene, ubicato circa 30 km a nord di Kalamata, tanto bello quanto sottovalutato.
Parimenti, merita la massima attenzione la cittadella bizantina di Mistrà, a pochi chilometri da Sparta. Oltre a ciò, suggerisco di visitare pure la bellissima città di Nauplia, che fu la prima capitale della Grecia moderna. E ritengo meritevole di attenzione anche Kalamata, capoluogo della provincia della Messenia, dove pure si può giungere facilmente perché dotata di un aeroporto internazionale. Tutte queste località sono poco conosciute da noi italiani, ma sono ricche di attrazioni di vario tipo. A mio parere, luoghi del genere dovrebbero essere oggetto di maggiori attenzioni da parte degli organi ellenici deputati alla promozione turistica, perché valgono davvero molto.
Tu, quasi una ventina di anni fa, hai scritto un libro “La Grecia contemporanea (1974-2006). D’allora la Grecia ha conosciuto la bancarotta, il commissariamento da parte dell’Europa, e quindi, dopo anni particolarmente difficili, finalmente una ripresa che lascia ben sperare. Cosa pensi riguardo al futuro e quali ritieni siano le maggiori difficoltà ancora da superare?
La crisi economica e finanziaria che ha colpito la Repubblica Ellenica negli anni 2008 e seguenti è stata davvero pesante per il paese e per i suoi abitanti. Il commissariamento a opera dell’Unione Europea è stato duro da digerire, perché ha significato la perdita di una parte della sovranità nazionale ma, a essere sinceri, era inevitabile.
Le misure imposte dalla spietata “Troika” (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) hanno permesso al paese di superare il momento di crisi acuta, seppure il prezzo da pagare sia stato davvero alto. Ora la Grecia pare essere fuori dal tunnel e vi sono motivi per guardare al futuro con una certa fiducia. Tuttavia persistono ancora delle criticità, fra cui il livello basso dei salari e l’alto rischio che una parte della popolazione possa trovarsi sotto la soglia di povertà. Ritengo che le attenzioni del governo di Atene debbano concentrarsi su questi due aspetti.
Dopo il Peloponneso, a parte Atene, che merita un capitolo a sé, quale altra regione o luogo della Grecia, giudichi tanto interessante da un punto di vista storico e mitologico meritare un apposito viaggio?
Di primo acchito mi verrebbe da dire Creta, dove mi sono già recato, in quanto legata alla grande civiltà Minoica e perché terra natale di due personaggi altamente simbolici della Grecia moderna: Nikos Kazantzakis, sublime scrittore che per un solo voto mancò la conquista del premio Nobel nel 1957; Eleftherios Venizelos, l’uomo politico più influente dell’intera storia moderna della nazione ellenica.
Tuttavia, ci sono senza dubbio altre zone della Grecia di profondo significato storico e mitologico che ancora non ho avuto il piacere di visitare. Mi piacerebbe, in particolare, compiere un viaggio nella regione della Macedonia per due ordini di motivi: in primo luogo per vedere i territori dove si è formato Alessandro Magno, uno dei più grandi condottieri di ogni epoca; inoltre, mi ispirerebbe molto visitare Salonicco, città di importanza cruciale anche al giorno d’oggi. Spero al più presto di poter realizzare questo mio desiderio.
Diego Zandel
