KALININGRAD è un’“exclave” (territorio di uno Stato che confina interamente con un altro Stato) dello Stato russo, situata alla foce del fiume Pregel nella Prussia orientale tedesca.

Sino al 1946 aveva avuto il nome di KOENIGSBERG (“Monte del Re”) che cambiò in Kaliningrad (“Città di Kalinin”) in ricordo di Michail Kalinin, politico rivoluzionario sovietico a seguito di accordi intervenuti a Potsdam (1945) al termine della Seconda Guerra mondiale tra i Presidenti russo Stalin, americano Truman e britannico Churchill.

L’exclave misura 15.000 chilometri quadrati e conta oltre un milione di abitanti. Confina a nord e a est con la Lituania, a sud con la Polonia e a ovest con il Mar Baltico e presenta due promontori (“Samland” o “Sambia”) che determinano a sud l’ampia “Vistula laguna” e a nord la “Curonia laguna” (laguna dei Curii).

Il promontorio (penisola) sud è un’ampia striscia di terra sulla costa sud-orientale del Mar Baltico che si diparte da Primorsk e si estende per 8 chilometri a sud delimitando la Vistula laguna. Quest’ultima è unita al Mar Baltico da un canale artificiale lungo 400 metri che ha unito dal 1901 al 1945 la città russa di Koenigsberg con la tedesca Pillau.

L’exclave fa oggi parte dell’omonima Oblast (Regione) di Kaliningrad, con capitale la città di Kaliningrad di 244 chilometri quadrati e 490.000 abitanti e sindaco Andrej Michajlovič Kropotkin.

L’Oblast di Kaliningrad comprende anche la città di Baltijsk di fronte alla Gdańsk Bay sulla Samland peninsula sud di grande importanza in quanto base principale, dal 1952, del Quartier Generale della Flotta russa del Baltico (parte di questa si trova a Kronstadt sull’isola di Kotlin nel Golfo di Finlandia presso San Pietroburgo).

Nella città di Kaliningrad sono interessanti la Chiesa di San Giorgio e lo zoo. Altre città importanti dell’Oblast sono Zelenogradsk, Svetly, Gusev e Černjachovsk. Il porto dell’Oblast si trova nella Samland sud e l’aeroporto è vicino al villaggio di Chrabrovo da cui prende il nome, a 20 chilometri da Kaliningrad ed è sede di linee aeree nazionali e internazionali.

La lingua parlata nell’Oblast è il russo, ma vi sono anche minoranze che vi parlano il tartaro, il baschiro, l’avaro e il ciuvascio; l’alfabeto usato è il cirillico.

Vi nacquero alcuni personaggi noti quali a Koenigsberg Immanuel Kant (1724), grande filosofo dell’illuminismo; David Hilbert (1862) noto matematico e Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1776) scrittore e giurista; e a Kaliningrad Ljudmila Škrebneva Putina (1958), prima moglie del Presidente russo Vladimir Putin, e le gemelle Tatiana e Olga Arntgol’c (1982) famose attrici.

Intensa e travagliata è la storia dell’Oblast di Kaliningrad. La sua presenza nella sfera culturale europea avvenne nel 988 d.C. e il primo fortilizio fu costruito nella zona col nome di Królewiec nel 1155 dai Samli, popolazione proveniente da Twangste (Foresta di querce).

Nel 1255 la zona fu conquistata dai Cavalieri teutonici che distrussero il primo fortilizio e vi costruirono la fortezza di Koenigsberg in onore del re Ottocaro II di Boemia, fortezza che divenne la principale della Prussia orientale. Koenigsberg fu, dal 1454 al 1773, la capitale dello Stato monastico dei Cavalieri teutonici e del Ducato di Prussia.

Nel 1758 la città di Koenigsberg passò dalla Prussia tedesca alla Russia con un giuramento di fedeltà a Elisabetta Petrovna figlia del re russo Pietro il Grande. Venne restituita ai Prussiani alla fine della “guerra dei sette anni (1756/1763)” che aveva coinvolto tutte le potenze militari europee dell’epoca.

Durante le due guerre mondiali (1914/1918 e 1939/1945) la città di Koenigsberg venne ripetutamente bombardata e nel 1945 fu assediata dall’esercito russo che la conquistò. Nel 1946 la città entrò a far parte dell’Impero sovietico a seguito degli Accordi di Potsdam (1945) e cambiò il suo nome assumendo quello di Kaliningrad.

Il 4 aprile 1949 venne fondata a Washington da 12 Paesi la North Atlantic Treaty Organization (NATO) che escludeva la Russia (la Polonia, la Repubblica ceca e l’Ungheria vi aderirono successivamente nel 1999 e la Finlandia e la Svezia nel 2023).

Nel 1952 l’exclave di Kaliningrad venne dichiarata dalla Russia “Isola militare russa” e fu posta a capo dell’Oblast omonima e del Quartier Generale della Flotta russa del Baltico. Il distacco dell’Oblast di Kaliningrad dall’Unione sovietica avvenne nel 1991 a seguito degli accordi successivi al crollo di quest’ultima, che prevedevano per l’Oblast la persistenza in loco di un’“exclave” omonima dello Stato russo.

Nel gennaio 2025 la NATO effettuò manovre militari (“Baltic Sentry”) nel Mar Baltico destinate a testare meccanismi di blocco della navigazione in quella zona. La Russia denunciò prontamente tali manovre dichiarando che era pronta a intervenire con il proprio arsenale militare in difesa dei territori minacciati dagli Stati Uniti.

Nell’aprile dell’anno successivo la NATO eseguì un’altra esercitazione militare (“Brave Griffin II”) della durata di una settimana nel Suwalki Gap, corridoio che separa l’exclave di Kaliningrad dalla Bielorussia, impiegando 1500 soldati NATO statunitensi, lituani, polacchi e portoghesi, 50 aerei fra Eurofighter e F-16 Fighting Falcon statunitensi, Falcon francesi e JAS 39 Gripen svedesi, carri armati, droni e mezzi anfibi.

Il 26 settembre 2026 la Russia inviò una lettera al Quartier Generale della NATO a Bruxelles tramite il suo Ambasciatore Andrew Puzder (recapitata anche al Ministero degli Esteri belga) con la quale denunciava che l’Occidente aveva aumentato senza precedenti l’attività NATO e che intendeva innalzare il livello degli scontri nella zona, ma che la Russia era pronta a usare l’intero suo arsenale di armi (anche nucleare) in caso di attacchi NATO nel Baltico.

La NATO rispose il giorno successivo con una lettera e una dichiarazione della portavoce della Casa Bianca Allison Hart che affermava che la NATO era un’alleanza difensiva e che nessuna delle sue attività poteva rappresentare una minaccia per la Russia. Condannava anche ogni riferimento all’impiego di armi nucleari e dichiarava che la NATO disponeva comunque di mezzi per difendere “ogni centimetro” dei territori alleati ed era in grado di contrastare ogni minaccia straniera.

Il Primo Ministro della Repubblica Ceca Andrej Babiš, a nome del suo Presidente Petr Pavel (NATO), ha dichiarato, il 30 settembre 2026, che la Repubblica Ceca avrebbe schierato due sue brigate corazzate a difesa contro truppe russe in caso di loro attacchi. Lo scontro fra le dichiarazioni e le minacce delle singole Potenze militari europee ha raggiunto, a questo punto, un picco assai pericoloso per tutti.

Gustavo Ottolenghi

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