Primavalle è una borgata di Roma, considerata , come tutti i quartieri poveri e lontani dal centro, priva di ogni fascino ed interesse.

Eppure il Touring Club del territorio ha organizzato una passeggiata domenicale nell’ambito di un progetto che vuole nutrire i romani di conoscenza e rispetto della propria città.

Io sono romana e da casa mia Primavalle dista non più di un chilometro in linea d’aria, la via Pineta Sacchetti il cui parco regionale è uno dei polmoni verdi della città, fa da spartiacque tra due mondi non comunicanti: di là il degrado delle case di edilizia popolare costruite con materiale scadente, in configurazioni ripetitive e contesti topografici anonimi, spesso malsani; di qua Monte Mario abitato, in case dignitose o di lusso, da una classe mista di operai, impiegati e dalla buona borghesia.

Da quando ero bambina, ho sentito quelle tre parole “vengo da Primavalle” come una sentenza, uno stigma sociale per chi le pronunciava: era povero, spesso disoccupato, a volte delinquente. A Primavalle era associato il furto, lo spaccio, la mancanza di educazione e cultura.

Muracci Nostri per riqualificare il quartiere

Oggi “vengo da Primavalle” è il nome di una cooperativa che, insieme a “Muracci Nostri” ( l’assonanza con l’insulto tipico di Roma è voluto), dal 2015 cerca di riqualificare la zona chiamando celebri Street Artist a dipingere le facciate delle case e organizzando passeggiate artistiche tra “i lotti” (come si chiamano gli agglomerati delle case di ringhiera con le corti interne), le scuole professionali, la sede della CGIL , e l’ex mercato rionale, disegnato da Elena Luzzatto, prima laureata in architettura in Italia e pioniera del razionalismo, chiuso da quasi tre anni per ragioni burocratico-amministrative.

A Primavalle chi abita “di qua” ci va se costretto per ritirare le multe al comando dei vigili urbani o per accedere agli uffici della ASL e non credo che qualcuno abbia mai pensato che potesse essere la meta di una passeggiata domenicale.

Non è bello il quartiere dove vennero deportati dal regime fascista gli abitanti del centro storico oggetto di demolizioni e trasformazioni urbanistiche.

Non può essere bello perché è stato, come le altre 11 borgate storiche, la soluzione economica e veloce per risolvere il problema dell’alloggio e per isolare le categorie emarginate : baraccati, sfrattati, disoccupati , immigrati – che a quel tempo erano quelli che venivano da altre regioni italiane – le cui caratteristiche sociali, morali e politiche contrastavano con l’immagine nuova e grandiosa che il regime voleva dare a Roma.

Era un corpo estraneo che doveva rimanere isolato: non c’erano mezzi pubblici che lo collegassero al centro e quando, agli inizi degli anni ’60 fu inaugurata la prima corsa di autobus che portava (e porta) a piazza Cavour, dove c’è il palazzo della Cassazione e a due passi da piazza Navona, gli abitanti di Primavalle lo prendevano per “andare a Roma” !

I colori dei murales raccontano Primavalle

I panni sono stesi dai davanzali e sventolano sulla strada, le facciate delle case hanno l’intonaco scrostato ma i colori dei murales raccontano una storia di determinazione a superare lo stigma sociale, a rendere il quartiere vivo e vivibile.

I murales sono finanziati “dal basso”: niente sovvenzioni pubbliche, solo raccolta fondi tra gli abitanti che partecipano alla scelta dei soggetti, che chiedono agli artisti di aggiungere al dipinto lo scudetto della Roma o della Lazio che diventano, nel murale di Durelli, uno spicchio di sole giallo-rosso e due semicerchi azzurri con le stelle : “occhi in su che piove la bellezza”.

Daniele Roncaccia dipinge il mare tra le case popolari, Luis Gomez, pittore autodidatta ora noto in tutto il mondo, porta sulle pareti, con un potente chiaroscuro, i fotogrammi del film Europa51 di Rossellini mentre “hope and dream” evadono superando il muro dello stigma.

Dice Baumannse pensi all’anno prossimo semina granturco. Se pensi ai prossimi 10 anni pianta un albero. Se pensi ai prossimi 100 anni istruisci le persone” .

Così, istruendo le persone, il brutto quartiere diventa cavalletto e tela degli artisti di Muracci Vostri e le loro opere non sono state imbrattate, taggate, distrutte: sono di Primavalle perché nascono da Primavalle e piove la bellezza.

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